lunedì, 1 febbraio, 2010, 22:24 - Sorveglianza Informatica
SI E' ALZATO un polverone e si è formato un folto fronte di proteste per la vicenda che contrappone Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva) a Telecom Italia e ai suoi utenti peer to peer.
L'udienza è stata fissata il 10 febbraio, al tribunale civile di Roma, e ormai la polemica si è allargata a tanti soggetti e ai massimi sistemi dei diritti di internet.
Il Garante della Privacy ha deciso di costituirsi in giudizio, per difendere i diritti degli utenti italiani, come fece per l'analogo caso Peppermint. Allora, anche per l'intervento del Garante, l'industria del copyright uscì sconfitta, ma nel frattempo molta acqua è passata sotto i ponti.
Gli interessi dell'industria sono forti come non mai, avendo segnato numerose vittorie di recente: l'ultima alla Cassazione, contro The Pirate Bay.
Continua leggere su: La Repubblica
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domenica, 31 gennaio, 2010, 19:58 - Internet e Sicurezza
Velocità, multimedia e soprattutto sicurezza on line. Questi i tre pilastri di Mozilla, che oggi ha rilasciato Firefox 3.6, nuova versione del suo browser.
Il nuovo Firefox, promette Mozilla, è più veloce del 20% rispetto al suo predecessore. «Le pagine web - spiega l'azienda (qui il video) - si caricano più velocemente sfruttando un sistema di esecuzione asincrona del codice JavaScript».
Tra le novità c'è anche Personas, funzione che permette di personalizzare l'aspetto del browser, scegliendo tra vari temi grafici, che spaziano dal mondo dello spettacolo ai temi di fantasia, compresi i personaggi dei cartoon.
Sul fronte sicurezza, la nuova versione di Firefox introduce la rilevazione dei plug-in - ad esempio Flash e Quicktime - che sono ormai obsoleti e potrebbero contenere vulnerabilità. La sicurezza è proprio uno dei punti su cui Mozilla scommette per insidiare la leadership di Microsoft. Dopo gli interventi dei governi tedesco e francese, che nei giorni scorsi hanno suggerito ai cittadini l'utilizzo di un browser alternativo a Explorer, Firefox ha infatti registrato un'impennata dei download.
Continua leggere su: Il Messaggero
domenica, 31 gennaio, 2010, 19:55 - Spionaggio
L'MI5 punta il dito contro la Cina, accusandola di spiare e rubare informazioni dai top manager britannici - con un vero e proprio sistema di esche, che va dai regali elettronici dotati di microspie fino a fanciulle compiacenti - per poi ricattarli e carpire segreti commerciali.
Un documento dell'Agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito (i servizi segreti interni) riporta come agenti segreti dell'Esercito e del Ministero degli interni cinese hanno, ad esempio, abbordato uomini d'affari britannici alle fiere ed esposizioni internazionali con l'offerta di «regali» o di «ospitalità sontuose».
Nei doni - anche telecamere e pennette USB - erano contenuti dei virus Triojan in grado di attaccare i computer e aprirli a un accesso remoto gestito dagli stessi cinesi.
Nelle 14 pagine del rapporto «confidenziale» - ripreso dal britannico Sunday Times - l’MI5 scrive che il governo cinese «rappresenta una delle minacce più gravi per il Regno unito», tanto per questo sistema di spionaggio, che per una capillare utilizzo di hackeraggio elettronico ai danni di compagnie nei settori più disparati, dalla difesa, all'energia, alle comunicazioni.
Continua leggere su: Il Corriere della Sera
giovedì, 28 gennaio, 2010, 17:39 - Internet e Sicurezza
Inutile negarlo, lo spam è diventato una presenza insopportabile all'interno della nostra posta elettronica. E allora parte la corsa per accaparrarsi i vari metodi di difesa anti spam. Ma quanto risultano effettivamente efficaci questi metodi? E perché nessuno ha mai pensato di utilizzare le stesse metodologie degli spammer ma al fine di bloccare definitivamente questo tormento dettato da gentaglia senza scrupoli? Ed è proprio da questa considerazione che i ricercatori dell'International Computer Institute di Berkeley sono riusciti a sviluppare quello che sembra il sistema perfetto per porre fine ai messaggi spazzatura.
Continua leggere su: New Ticino
domenica, 24 gennaio, 2010, 21:30 - Sorveglianza Informatica
Kroll Ontrack, specializzato nell'offerta di soluzioni e servizi di recupero dati, cancellazione sicura e computer forensics presenta Ontrack Eraser software per telefoni cellulari, pensato per cancellare in modo sicuro da remoto i dati contenuti in smartphone e altri apparecchi cellulari.
La capacità operativa e di storage di questi dispositivi si sta rapidamente evolvendo: email, navigazione web, streaming, visualizzazione ed editing di documenti affiancano oggi le tradizionali applicazioni.
Questa evoluzione che sta trasformando i telefoni cellulari in strumenti sempre più di business ha fatto crescere di pari passo il rischio che importanti dati aziendali finiscano nelle mani sbagliate.
"Abbiamo rilevato da parte delle aziende una crescita delle richieste di best-practice per la protezione dei dati su dispositivi cellulari.
Continua leggere su: Adnkronos
domenica, 24 gennaio, 2010, 21:28 - Internet e Sicurezza
Il 95% delle mail in circolazione in Europa viene classificato come spam, e non entra nelle caselle postali.
Lo ha rivelato il rapporto annuale della European Network and Information Security Agency (ENISA), che registra un lieve peggioramento della percentuale, che lo scorso anno era del 94%.
L'agenzia europea sulla sicurezza informatica ha esaminato i dati di 92 internet provider di diversa grandezza in tutti i paesi europei, che gestiscono 80 milioni di caselle postali.
Lo studio era mirato a capire quante risorse vengono impiegate contro le mail spazzatura: il risultato è stato che un terzo dei provider più grandi spende più di un milione di euro l'anno, mentre tra i più piccoli solo il 25% ha un budget per questi problemi che supera i 10mila euro.
Continua leggere su: Ansa
giovedì, 21 gennaio, 2010, 22:33 - Spionaggio
Nella nazione in cui lo spionaggio sistematico di comunicazioni telematiche non serve assolutamente a nulla, l'FBI si è resa protagonista di una condotta reiterata con la leggerezza complice delle aziende private interessate dalle indagini.
Sotto accusa l'abuso delle cosiddette National Security Letter, un meccanismo di indagine con il vincolo della segretezza oggetto di una indagine partita nel 2007 e di cui l'Office of the Inspector General del DOJ darà ancora conto in un nuovo rapporto in arrivo nei prossimi mesi.
Il Washington Post fornisce alcune anticipazioni del rapporto, da cui si evince che la pratica era ben nota all'interno dell'agenzia di enforcement federale, con i superiori adeguatamente informati su quanto stava avvenendo sul campo già dal 2005 e pur tuttavia complici di un sistema di abusi che si è protratto per almeno altri due anni nonostante l'FBI sostenga il contrario.
Continua leggere su: Punto informatico
giovedì, 21 gennaio, 2010, 22:29 - Sorveglianza Informatica
Un'analisi condotta dalla Imperva - società che si occupa di sicurezza in rete -riportata dal New York Times ha dimostrato che milioni di utenti di Internet usano le stesse password. Parole chiave come "123456" - la più usata -, "0", "password", "iloveyou", "abc123" a cui viene affidata la segretezza dei dati.
L'Imperva ha analizzato 32 milioni di password che uno sconosciuto hacker aveva rubato il mese scorso da "Rock You" - una società che crea software per social network come Facebook e MySpace - , la lista era poi finita per breve tempo sul web e i ricercatori di Imperva l'hanno trovata.
Usare per password parole o cifre facilmente decifrabili rappresenta un pericolo, gli hacker possono facilmente venirne a conoscenza e entrare negli accounts degli utenti rubando dati personali. Il rischio più grande si corre se la password crackata consente di accedere a conti correnti o carte di credito.
Continua leggere su: La Stampa
domenica, 17 gennaio, 2010, 20:41 - Internet e Sicurezza
A costo di creare degli inconvenienti ad alcuni utenti, Google ha spostato il suo servizio Gmail su un protocollo più sicuro. Il momento di questa decisione viene visto da alcuni anche come una risposta ai tentativi di hacking cinesi nei confronti del servizio di posta online. In precedenza Google offriva l'accesso HTTPS (Hypertext Transport Protocol over Secure Socket Layer) a Gmail come opzione ma ora diventa predefinito e verrà fornito agli utenti nelle prossime settimane. HTTPS, che cripta il traffico web, richiede più risorse e quindi è più costoso per Google.
La modifica è stata annunciata sul blog della società che non accenna però alla disputa di Google con la Cina. "L'uso di HTTPS aiuta a proteggere i dati dai tentativi di spionaggio terze parti, come ad esempio quando si usano hotspot Wi-Fi pubblici", scrive Sam Schillace, Gmail engineering director. "Inizialmente avevamo lasciato a voi la scelta di usarlo perché ci sono dei risvolti negativi: HTTPS può rendere la vostra posta più lenta poiché i dati criptati non viaggiano sul web rapidamente quanto quelli non criptati. Negli ultimi mesi abbiamo fatto una ricerca sul rapporto sicurezza/latenza e deciso che abilitare HTTPS per tutti era la cosa giusta da fare".
Continua leggere su: Cwi
venerdì, 15 gennaio, 2010, 21:10 - Sistemi Cripto
Internet. Cellulari. Google. Bluetooth. È la frontiera più insidiosa del Jihad globale targato Al Qaeda. La frontiera mediatica. Una frontiera mobile, in perenne evoluzione per una guerra «virtuale» che non ha soluzione di continuità. Quando non riescono a fare attentati, i jihadisti ci terrorizzano con le minacce. In questo senso Internet è una «bomba perfetta»: Al Qaeda evita il rischio di fallire un'operazione, scuote comunque l'avversario, crea allarme, cattura l'attenzione generale. La sfida telematica non conosce confini. Ha il mondo virtuale come campo di battaglia. In Internet si reclutano gli «shahid» (martiri).
Con Internet si impara a confezionare bombe nel bagno di casa. Attraverso Internet i kamikaze vengono indottrinati. Sono migliaia i siti legati alla nebulosa qaedista che fanno da megafono e al tempo stesso da università per aspiranti jihadisti o per generici simpatizzanti. Ma quello della propaganda non è il solo fronte del Jihad mediatico. L'altro, non meno importante, è quello delle comunicazioni, via Internet, dei qaedisti.
Continua leggere su: L'Unità
venerdì, 15 gennaio, 2010, 21:08 - Misteri
Massimo Ciancimino parla di antichi misteri di Palermo e d'Italia, da Ustica al caso Moro, dagli omicidi di Michele Reina e Pietro Scaglione a quello di Piersanti Mattarella. E riferisce di presunte tangenti che sarebbero state "consegnate da Romano Tronci all'onorevole Enrico La Loggia" (ex Dc, poi ministro di Forza Italia), ma anche di "una somma di denaro (duecentocinquantamila euro) personalmente ed urgentemente consegnata da egli stesso (Ciancimino junior, ndr) nel 2005 a Gianni Lapis e destinata al senatore Carlo Vizzini" (senatore del Pdl, membro della commissione Antimafia).
Nei verbali depositati oggi dai pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, al processo Mori, c'e' anche una sorta di riscrittura di vecchi fatti: fonte di Massimo sarebbe stato il padre, Vito Ciancimino, l'ex sindaco mafioso del sacco di Palermo, morto nel 2002. E fonte di quest'ultimo, il piu' delle volte, sarebbe stato Bernardo Provenzano o un misterioso uomo dei Servizi segreti, conosciuto da Ciancimino jr. "prima degli anni '80" e che sarebbe stato in grado di parlare della vicenda Moro, quando i Servizi avrebbero chiesto a Provenzano di intervenire per non far liberare il presidente della Dc, sequestrato dalle Brigate Rosse.
Continua leggere su: AGI News
venerdì, 15 gennaio, 2010, 20:55 - Sorveglianza Informatica
Vi è mai capitato di pensare che qualche sito era meglio navigarlo in sessione privata? Se la risposta è si, leggete attentamente ciò che segue, perché avete decisamente lasciato molte più tracce di quante ne eravate disposti a considerare.Le sessioni di navigazione privata impediscono ai siti che cliccate di lasciare informazioni nella cronologia e nelle cartelle di file temporanei e cookies. In locale.
Ma ci sono altri elementi, più subdoli, nascosti, ben organizzati, che registrano ogni vostra mossa online senza dire una parola. Sono i Flash cookies: prendono nota di ogni movimento o preferenza, anche quando la navigazione è in incognito e sono cross-browser. Quindi sulla cronologia di Explorer vi troverete anche i siti aperti con Opera, Firefox, Safari, Chrome... Più che cookies sono local shared objects, e sono stati programmati per essere più resistenti e più capienti dei semplici cookies. Ogni elemento può accumulare fino a 100.000 diverse informazioni, 25 volte di più di quante ne possa acquisire un cookie del browser.
Continua leggere su: Tiscali
venerdì, 15 gennaio, 2010, 20:48 - Internet e Sicurezza
“E’ iniziata la vera condivisione totale ” ,”l’era della privacy è finita” sono queste le parole(secondo varie fonti Internet) che Mark Zuckerberg,il noto fondatore della piattaforma Facebook,ha rilasciato di recente in un intervista a San Francisco.
Ma,a questo punto, la domanda sorge spontanea: “se davvero è finita questa era della privacy ,per la nostra società è un bene oppure un male?”"di fondo che male cè a mettere in pubblico parte della propria vita?”e poi “è sicuro mettere così tanti dati personali online ?”.
Innanzitutto precisiamo che è palese che il noto social network debba gran parte del suo successo alla possibilità di condivisione che offre il portale con persone di cui si conosce nome,cognome,fotografie e qualche dato anagrafico che gli utenti immettono volontariamente nel portale.
Detto questo proviamo a tirare giù qualche considerazione :la privacy,protezione dei dati personali, ormai è dovunque ,ci sono delle leggi,tutte le persone sono tenute a rispettarle,e le aziende sono tenute a tenere in luoghi protetti i vari documenti che riportano dati personali dei loro clienti e/o dipendenti;è ovvio che una privacy assoluta non si potrà mai avere visto che,fortunatamente, esistono i rapporti umani e i rapporti di lavoro quindi è normale ,ad esempio,che al nostro cassiere di banca comunichiamo il numero del proprio conto corrente e del nostro nome e cognome o riferiamo i nostri dati a contabili o attività.
Continua leggere su: Mondoinformatico
venerdì, 15 gennaio, 2010, 20:42 - Intercettazioni
La Coop chiese ad una ditta di installare “cimici” nei telefoni aziendali e spiare i suoi dipendenti: la conferma alla notizia pubblicata da Libero è arrivata da un imprenditore milanese. L’imprenditore lavora per un’azienda nel milanese che si occupa di tecnologie elettroniche e progettazione/installazione di sistemi di sicurezza.
L’uomo, intervistato sempre dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, ha confemato di essere stato contattato da esponenti “di spicco” dell’azienda per effettuare dei lavori in alcune sedi lombarde della catena.
E conferma di aver dato loro anche un cd che conteneva i file con le conversazioni spiate. Solo per la “pulizia” dei file, che non si sentivano bene, l’imprenditore ha rivelato di aver ricevuto «280 mila euro». L’uomo ha affermato che il progetto pilota fu quello che riguardò la Coop di Vigevano nel 2004: in questa filiale furono messi sotto controlli i telefoni. Nel 2007, poi il progetto si estese anche alla Coop “La Torre” di Milano, dove però l’opera fu “ampliata” con l’installazione di telecamere.
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mercoledì, 13 gennaio, 2010, 22:09 - Spionaggio
Direttori di supermercati, manager, sindacalisti e poi giù sino a cassieri e persino i magazzinieri. Dopo lo scandalo Telecom, dei dossier predisposti sui dipendenti, emerge una nuova inquietante vicenda di microspie nei luoghi dove si lavora. In diverse coop in Lombardia sono state piazzate telecamere nascoste e sistemi di registrazioni audio per spiare i movimenti, le parole, i segreti, la vita privata di decine e decine di dipendenti.
Occhi nascosti,piazzati negli uffici, nei box office, nei punti vendita, persino ai piani nobili della direzione centrale di Coop Lombardia. Ma non solo filmati sui dipendenti. Venivano installati anche impianti di intercettazione nei centralini dei supermercati che registravano ogni telefonata.
Centinaia e centinaia di conversazioni che venivano ascoltate, filtrate e vagliate. Da quelle innocenti sull’influenza dei figli di qualche dipendente sino alle storie di amori e amanti tra colleghi, di scontri tra cordate avverse di manager.
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