Bo Xilai e quelle intercettazioni proibite
By webmaster on Mer, 05/02/2012 - 10:20
Nuove rivelazioni sul caso che scuote la Cina. Bo Xilai, come dice il New York Times, finora è stato spesso raffigurato come un arrivista politico rampante e spregiudicato, che non si faceva problemi a mettere dalla sua parte il popolo grazie a slogan populisti e politiche popolari, inciampato però in una brutta storia che ne ha pregiudicato il destino luminoso. Si scopre, ora, che non è esattamente questa la storia completa. Pare infatti che il rampante leader intercettasse di nascosto persino i più alti vertici del Partito Comunista.
LE MICROSPIE - Quando dunque qualcuno telefonava negli uffici del partito di Chongqing, la conversazione era tutt'altro che privata. Anche se all'altro capo della cornetta c'era il leader del governo del paese asiatico, Hu Jintao. "La storia di come il presidente della Cina fosse monitorato mostra il livello di sfiducia fra i leader nello stato monopartito. Per mantenere il controllo sulla società, i leader hanno messo a punto una tecnologia di sorveglianza aumentata. Alcuni di essi si sono rivolti l'uno contro l'altro – mettendo in piedi schemi di intrigo che sembrano riportare il paese agli inizi del governo comunista". Almeno "una dozzina di persone ben collegate al partito", dice NYT, "parlando anonimamente, hanno confermato le intercettazioni, come d'altronde una diffusa installazione di microspie in tutto Chongqing".



Negli uffici di alcuni deputati messicani sono state trovate delle microspie e altri dispositivi di spionaggio che sembra siano stati installati molti anni fa. "Alcuni sono più moderni dal punto di vista tecnologico, ma altri risalgono a molti anni fa", ha detto Armando Rios, deputato del Partito della rivoluzione democratica (Prd), di sinistra.