La felpa anti-spionaggio: «Rende invisibili» 1


droneUna felpa che rende invisibili ai droni? Lo stilista americano Adam Harvey ha presentato a Londra la prima collezione «anti-spionaggio», una linea d’abbigliamento che permette l’occultamento di chi la indossa. Una protesta contro il Grande Fratello moderno – che tutto vede e tutto sa. Solo paranoia? Una burla? No, la sua Stealth Wear è terribilmente seria.

INVISIBILI – I suoi capi non vogliono essere eleganti o all’ultima moda, ma funzionali. Giovedì scorso, l’artista di New York e la collega Johanna Bloomfield hanno presentato sulla passerella londinese una mantellina col cappuccio decisamente insolita. La sua funzione? Nientemeno che proteggere dalla totale sorveglianza. «Vogliamo esplorare l’estetica della privacy», scrive Harvey sulla sua pagina web. Questi capi d’abbigliamento funzionano grazie a speciali leghe metalliche che i due hanno sviluppato e integrato nei vestiti. Il metallo nella mantellina «maschera» chi la indossa dai droni e dai sistemi di sorveglianza elettronica. Insomma, «si diventa di colpo invisibili ai sensori termici dei veicoli senza pilota che girano sopra le nostre teste», spiega Harvey, che ha testato il vestito con una termocamera a infrarossi. «Non è perfetto – ammette l’artista – ma funziona». La sua collezione denominata Stealth Wear (dai famosi velivoli invisibili al radar), comprende inoltre una sciarpa anti-drone; una maglietta che blocca i raggi X e il cosiddetto «off pocket», taschini dei pantaloni che assorbono il segnale del cellulare e rendono perciò impossibile una localizzazione del possessore.

CACCIA AI TERRORISTI – I vestiti sono stati «realizzati per essere venduti nei negozi», sottolinea il newyorkese. Il prezzo: circa 100 dollari per i taschini anti-localizzazione, più o meno 300 dollari per gli altri capi. Certo, qualcuno sorriderà di fronte a questa fantasiosa moda. L’intento dell’artista è però tutt’altro che frivolo: i veicoli senza pilota sono usati da solo dieci anni. Ciò nonostante, hanno una vasta applicazione in ambito militare e civile. Il loro uso – e spesso anche abuso – è oggetto di controversia, soprattutto negli Stati Uniti. Da qualche tempo, infatti, una legge permette l’uso domestico di droni senza armi. Col presidente Barack Obama il numero di questi veicoli comandati a distanza è salito rapidamente, soprattutto per le missioni all’estero, per dare la caccia ai terroristi.

DAL CIELO E DA TERRA – I droni si sono nel frattempo sviluppati in una grande varietà di utilizzi e modelli. Entro il 2020 – la stima dell’autorità che sovrintende alla navigazione aerea americana (Faa) – circa 30.000 droni potrebbero volteggiare sulle teste degli americani, e monitorare la loro vita quotidiana. Attualmente sono poco meno di 300 i droni con un permesso ufficiale a volare nei cieli Usa. Ma gli statunitensi non vengono solo osservati dall’alto: 30 milioni sono ad oggi le telecamere di sorveglianza installate qua e là nel Paese. Raccolgono quattro miliardi di ore di riprese, alla settimana. Harvey ha trovato un modo per aggirare anche questo tipo di controllo: qualche tempo fa aveva infatti suscitato grande interesse il suo progetto CV Dazzle che consiste nell’usare il make-up per eludere il riconoscimento facciale degli scanner.

Fonte Corriere.it

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