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		<title>Blog di Spiare.com - Microspie professionali, micro registratori, bonifiche ambientali e telefoniche</title>
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		<description><![CDATA[Attenzione - I commenti degli utenti non registrati sono sottoposti a moderazione preventiva. Spiare.com si riserva il diritto di modificare e/o eliminare quelli che, a seguito di controlli saltuari e &quot;a campione&quot;, venissero giudicati inopportuni per forma e/o contenuti; commenti dal contenuto illecito potranno essere segnalati alle Autorità competenti. La responsabilità dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori: al fine della corretta attribuzione della stessa Spiare.com memorizza, senza visualizzarlo sul sito, l&#039;indirizzo IP dello scrivente. L&#039;immissione di un commento implica conoscenza e accettazione delle regole suesposte.]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080514-145740">
		<title>Privacy, violata l’ultima oasi. Gli 007 &quot;ascoltano&quot; Skype</title>
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		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/skype_interceptor.jpg" width="350" height="249" border="0" alt="" /><br /><br />Era l&#039;ultima frontiera della privacy, l&#039;ultimo muro tecnologico ancora sopravvissuto agli assalti del grande business delle intercettazioni. Ora crolla anche il Voip, il sistema di trasmissione della voce via internet reso famoso nel mondo da Skype. Le chiacchierate tramite Skype finora avevano due cospicui vantaggi. Uno di essere a costo zero o quasi. Il secondo, quello di essere sostanzialmente non intercettabili. Questa caratteristica aveva reso Skype il sistema di dialogo preferito da chiunque dovesse, per motivi più o meno leciti, tutelare come un bene assoluto la segretezza delle proprie comunicazioni. Ma ora la festa è finita. Significativo è che anche quest&#039;ultima picconata al muro della privacy venga dalla Germania: il Paese dove i servizi segreti comprando i tabulati di un impiegato infedele hanno messo le mani sui conti esteri di decine di migliaia di privati cittadini. E dove adesso è la potente polizia bavarese a sfondare il muro di Skype.<br />Tutto doveva accadere, ovviamente, in gran segreto. A raccontare la svolta è invece Wikileaks, il sito che riceve e rilancia in tutto il web documenti riservati di ogni provenienza. E che nei giorni scorsi ha messo in rete il carteggio tra la polizia di Monaco e DigiTask, la società di software tedesca che ha elaborato il sistema per sgretolare il muro di Skype. <br />La principale difficoltà nell’intercettare Skype era sinora costituita dall’algoritmo di criptazione utilizzato dal programma per trasformare in impulsi elettronici le voci da intercettare. Contro questo muro, per fare un esempio recente, si erano imbattuti in Italia i carabinieri del Ros nell’estate del 2006, indagando sul sequestro del finanziere Gianmario Roveraro. L’esperto informatico della banda dei rapitori, Emilio Toscani, poi condannato all’ergastolo, aveva allestito per le comunicazioni interne al gruppo una serie di utenze Skype. I carabinieri erano riusciti a convincere E-Bay, proprietaria di Skype, a fornire - con una triangolazione dall’Australia - i numeri telefonici legati alle utenze. Ciò nonostante il contenuto delle conversazioni era rimasto irraggiungibile. Ma la caccia alla parola magica per «forzare» Skype è continuata.<br />Il documento pubblicato ora da Wikileaks porta la data 4 settembre 2007, ma dalla sua lettura si intuisce che sistemi analoghi fossero a quella data già impiegati dalla polizia bavarese. Il servizio offerto da Digitask consente di intercettare sia i dialoghi via Skype sia quelli via Ssl, un altro sistema di criptazione molto diffuso, ed è basato su quello che in gergo viene chiamato un trojan, un cavallo di Troia: un intruso che si inserisce con un trucco nel computer da cui partono le conversazioni via Skype, sia vocali sia scritte (le cosiddette chat). Il trojan può essere inviato sia con una e-mail sia inserito fisicamente, con una incursione notturna nei locali dove è custodito il computer. Le conversazioni vengono deviate verso un proxy, una specie di diaframma che viene collocato tra il computer da intercettare e il server su cui si appoggia.<br />Il «pacchetto» completo - in grado di intercettare sia Skype sia Ssl - viene offerto dalla Digitask alle forze dell’ordine tedesche alla rispettabile cifra di 20mila euro per ogni computer da intercettare. Da notare che, con un piccolo aumento, viene offerta alle forze di polizia la possibilità di occultare l’identità dell’ufficio da cui è partita l’intercettazione. <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=261363" target="_blank" >www.ilgiornale.it</a>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080506-092715">
		<title>Insetti e serpenti da guerra per spiare i nemici</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080506-092715</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/ragno.jpg" width="300" height="333" border="0" alt="" /><br /><br />Ragni, serpenti e libellule: creature artificiali ideate per salvare la vita dei soldati, spiando il nemico con discrezione.<br /><br />Salvare le vite di soldati e civili, mandando in avanscoperta piccoli robot con le fattezze di insetti, ragni e serpenti che permettano alle truppe di valutare una situazione prima di intervenire: sono gli obiettivi della tecnologia sviluppata da <a href="http://www.baesystems.com/" target="_blank" >Bae System</a> e che potremmo vedere in azione entro la fine dell&#039;anno. <br /><br /><a href="http://www.eis.na.baesystems.com/video/ast_mast1.htm" target="_blank" >Nel video dimostrativo</a> pubblicato da Bae System degli ipotetici soldati si servono dell&#039;intervento dei piccoli robot per l&#039;esplorazione di una zona potenzialmente pericolosa senza mettere in pericolo le proprie vite o quelle di eventuali ostaggi. <br /><br />&quot;Le piattaforme robotiche estendono i sensi dei combattenti e la loro portata, fornendo capacità operative che sarebbero altrimenti costose, impossibili, o mortali&quot; dice Joseph Mait, manager del progetto Mast (Micro Autonomous Systems and Technology - MicroSistemi e Tecnologia Autonomi). <br /><br />Il controllo degli insetti robotici avviene tramite radiocomando: sono allo studio automi che sappiano arrampicarsi come dei ragni, altre che riescano a strisciare come serpenti e altre ancora che possano volare come delle libellule. Minivideocamere e sensori di vario tipo potranno esservi montati, al fine di rilevare armi radioattice, chimiche o biologiche. <br /><br />Sebbene per il momento esistano solo sulla carta, questi minuscoli robot già destano preoccupazione in chi ne vede l&#039;utilizzo al di fuori delle operazioni di guerra. Potrebbero essere usati per uno spionaggio discreto ed efficiente: c&#039;è chi paventa la fine della privacy. <br /><br />In fondo a chi, leggendo di questa tecnologia, non è venuto in mente Tom Cruise che fugge dai ragni meccanici in Minority Report? <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=7438" target="_blank" >www.zeusnews.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080504-221147">
		<title>&quot;Dubbi sulla legittimità delle intercettazioni&quot;</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080504-221147</link>
		<description><![CDATA[«INTERCETTARE i dipendenti mentre lavorano? Non mi pare che la legge lo preveda e, ad ogni modo, andrebbe verificata la legittimità delle apparecchiature che sono state usate per farlo». A sostenerlo è l’avvocato Franco Palmiro Tosini che ha assunto la difesa di cinque dei 22 agenti delle Volanti, accusati anche di aver dormito nell’auto di servizio, indagati per abbandono di posto con interruzione di servizio, falso in atto pubblico e truffa ai danni dello stato. <br /><br />Accuse arrivate in seguito a un’indagine della squadra mobile partita in occasione dei controlli fatti dalla questura al «Tira tardi» — il locale di viale Porta Po che si era trasformato in un vero e proprio market della cocaina e che è stato chiuso nelle scorse settimane con 16 persone finite in carcere — che, probabilmente, non sono stati graditi da una delle persone finite nell’inchiesta. Sarebbe stato proprio uno dei segnalati, infatti, ad essersi rivolto ai carabinieri dicendo che un agente gli aveva chiesto dei soldi per chiudere un occhio. <br /><br />A quel punto i militari hanno deciso di trasmettere tutti gli atti in Procura e il pm che è stato incaricato di svolgere le indagini — il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino — ha allertato proprio la squadra mobile. E’ così sono scattate le indagini con le relative intercettazioni ambientali. Intercettazioni che hanno dimostrato l’assoluta estraneità ai fatti del poliziotto ma che hanno portato alla luce come dei 30 agenti che prestavano servizio alle Volanti, 22 non abbiano sempre rispettato la tabella di marcia prevista per i pattugliamenti notturni, da mezzanotte alle 7 di mattina. <br /><br />MA, una volta che le indagini — fatte con gps e ‘cimici’ — hanno dimostrato che l’agente accusato di concussione era ‘pulito’, le intercettazioni ambientali potevano essere usate ‘sorvegliando’ dei dipendenti pubblici che non ne erano a conoscenza? E’ proprio ciò che si domanda l’avvocato Tosini che, ora, valuterà quali contromosse adottare a favore dei suoi assistiti. <br /><br />Fatto sta che, tra le accuse a carico degli agenti, c’è anche quella di falso in atto pubblico perché, in sostanza, avrebbero compilato il diario di bordo facendo risultare un tracciato soltanto in parte effettuato oppure svolto facendo delle deviazioni. «In alcuni casi, però — tiene a precisare l’avvocato Tosini — ci sono dei semplici errori materiali nella compilazione del diario di bordo e questo lascia intendere l’assoluta buona fede di chi gli ha redatti». Errori in buona fede, dunque, e nessuna volontà di imbrogliare. <br /><br />E le deviazioni fatte e non previste dal tracciato? Beh, se queste ci sono state in risposta a una chiamata di soccorso, non c’è bisogno di dire altro. Come sarebbe avvenuto in un caso quando una pattuglia di agenti avrebbe fatto un cambio di rotta verso l’ospedale dove era stato richiesto il loro intervento. Una deviazione sicuramente ma per ‘nobili’ motivi. <br />E se, invece, in altri casi, i poliziotti avessero deciso di andare a prendere un caffè per riprendere un attimo le forze cercando magari l’unico locale aperto nel circondario? Qui il discorso si fa più difficile e, chiunque sa cosa significhi lavorare, può rispondersi da sé. Ci si può consentire una breve pausa dopo una notte intera passata a sorvegliare vie e viuzze? O quei 10 minuti possono essere decisivi per la lotta al crimine? <br /><br />A FARE CHIAREZZA sarà la magistratura verificando le accuse a carico di ciascun indagato e quanto effettivamente siano durate le pause. Alcuni degli agenti pare siano finiti nei guai anche per essere rientrati in questura anticipatamente quando, invece, dovevano essere ancora in pattugliamento. Ma loro si difendono dicendo che era per compilare gli atti di servizi appena svolti. <br />«Vorrei esprimere il mio apprezzamento per come i sindacati e la questura hanno gestito la vicenda — conclude Tosini — dimostrando la cautela che serve in questi casi. Ad ogni modo non credo fosse necessario coinvolgere la giustizia penale. La cosa andava risolta in ambito giuslavorativo». <br /><br />Fonte:  <a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/rovigo/2008/04/26/83753-dubbi_sulla_legittimita_delle_intercettazioni.shtml" target="_blank" >ilrestodelcarlino.quotidiano.net</a>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080504-220511">
		<title>Cellulari e telefoni fissi impossibili da intercettare</title>
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		<description><![CDATA[Telefonate fatte con il cellulare o col telefono di casa impossibili da intercettare, da ascoltare e quindi da rendere pubbliche. A sviluppare la tecnologia che renderà possibile tutto questo è l’italiana Khamsa che, con l’apporto del massimo esperto di crittografia al mondo, Philip Zimmerman, sta studiando il trasferimento del protocollo ZRTP dalla tecnologia VoIP a quella GSM, PSTN e ISDN, ovvero quelle utilizzate dai cellulari e dai telefoni di casa.<br /><br />ZRTP, estensione del Real-time Transport Protocol creato da Zimmerman, offre qualcosa che altri non fanno. ZRTP genera infatti una chiave in tempo reale che viene trasmessa dal chiamante a chi riceve la telefonata. Questo offre un vantaggio non da poco: a possedere l’unico modo per ‘leggere’ la chiamata sono i telefoni dei due interlocutori, e non la società che offre un eventuale servizio. Che, senza andare troppo in là con la fantasia, potrebbe un giorno decidere di cedere la chiave a qualcuno interessato ai contenuti. Perché ora a essere interessati alle conversazioni non sono più gli hacker che si ‘divertivano’ a dimostrare di essere in grado di intercettare le comunicazioni. Sono le mafie, le criminalità organizzate che attraverso il contenuto di una telefonata possono poi muoversi per perpetrare crimini. Basti pensare a una conversazione tra due vertici di una grande azienda che finisca in mano alla concorrenza, oppure se quella di un magistrato antimafia che parla con la moglie e rende noti i suoi spostamenti venga intercettata da un clan mafioso. In Brasile, ha spiegato Zimmerman oggi durante un seminario al Politecnico di Milano, “con circa 4000 euro dati a ‘chi di dovere’ si possono avere trenta giorni di conversazioni delle aziende concorrenti”.<br /><br />Inoltre, a differenza delle soluzioni proprietarie presenti sul mercato, il protocollo ZRTP è sostanzialmente open source. Non nel senso stretto del termine, perché le eventuali modifiche le apporta Khamsa, ma la sua chiave è pubblica, le basi della sua programmazione sono alla portata di tutti e tutti possono intervenire per migliorarlo. L’azienda ha reso già disponibile il software che utilizza il protocollo per i cellulari Nokia e che permette la protezione delle chiamate, degli sms e della posta elettronica. In futuro, nei piani di Khamsa, sono previste le versioni per Windows Mobile e Blackberry, così da andare incontro alle necessità di chi usa il cellulare per business. Mentre per l’Apple iPhone ancora presto per dire se e come, ma non è escluso che arrivi anche per lo smartphone di Cupertino.<br /><br />Ciò che Khamsa ha come obiettivo è “garantire la sicurezza dello scambio di informazioni”, ha spiegato Zimmerman che vede nel futuro l’impossibilità di evitare che tecnologie per la sicurezza delle conversazioni prendano piede, in particolar modo in quei Paesi dove la libertà delle persone non è garantita. “La tecnologia va avanti comunque. Puoi rallentarla o accelerare il suo processo – dice Zimmerman - ma non si può impedire il suo sviluppo”. <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/CyberNews/?id=1.0.2115599482" target="_blank" >www.adnkronos.com</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080426-160006">
		<title>A Reggio Calabria trovata microspia nella stanza del pm Gratteri</title>
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		<description><![CDATA[Il magistrato segue le indagini sulla strage di Duisburg e sul senatore Sergio De Gregorio<br /><br />Una microspia è stata scoperta in un ufficio della Procura di Reggio Calabria utilizzato normalmente dal pm Nicola Gratteri, titolare, tra l&#039;altro dell&#039;inchiesta sulla strage di Duisburg del Ferragosto dello scorso anno. La scoperta è stata fatta martedì scorso durante un&#039;operazione di «bonifica» degli ambienti finalizzata proprio alla ricerca di microspie. La microspia è stata trovata martedì scorso, 22 aprile, nel corso di alcuni servizi finalizzati alla bonifica degli uffici giudiziari. Secondo quanto si è appreso l&#039;apparecchiatura con antenna, funziona a batterie ed è capace di diffondere il segnale captato a circa venti metri di distanza.. Questo fa ritenere agli investigatori che la «talpa» si dovesse trovare a pochi metri dalla stanza per captare il segnale. Di conseguenza gli investigatori, a quello che si è appreso, non possono neanche escludere che si tratti di un magistrato.<br /><br />LE INDAGINI - Nella stanza dove è stato trovato il dispositivo, Gratteri solitamente tiene interrogatori e concorda le indagini con la polizia giudiziaria. Nelle scorse settimane ci sono state fughe di notizie su alcune inchieste delicate condotte dalla Procura di Reggio Calabria. È il caso, per esempio, delle indagini condotte sul presunto ruolo che avrebbe svolto il senatore Sergio De Gregorio per l&#039;acquisto, per conto di una cosca, dell&#039;immobile che un tempo ospitava una caserma dell&#039;esercito, e sui presunti rapporti tra Marcello Dell&#039;Utri ed un faccendiere, Aldo Miccichè, in merito al voto degli italiani residenti in Sud America. <br /><br />LA CONFERMA - Il fatto è confermato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone: «Mi pare evidente che qualcuno aveva interesse ad ascoltare il lavoro e le impressioni del dottore Gratteri». Il magistrato conferma anche che la stanza spiata era usata dal pm antimafia: «Questo è un dato di fatto oggettivo che l&#039;azione era rivolta a lui, questo è un fatto che ci preoccupa molto». In mattinata era trapelata la voce di un sospettato all&#039;interno della Procura di Reggio Calabria ma su questo punto Pignatone smentisce la circostanza: «Non ci sono elementi che ci fanno pensare a ciò, ma sarà la procura di Catanzaro, competente per territorio su fatti che riguardano i magistrati reggini, a fare le verifiche del caso. Lunedì - ha concluso - trasmetteremo gli atti alla Procura catanzarese compresa la relazione del Ros reggino che sta indagando sull&#039;episodio».<br /><br />IL MAGISTRATO - Nicola Gratteri è un magistrato (sostituto procuratore distrettuale antimafia di Reggio Calabria) che lotta in prima linea contro la &#039;Ndrangheta calabrese e attualmente costretto a vivere sotto scorta. Il 24 giugno 2005 gli viene potenziata la scorta alla scoperta, il 21 giugno nella piana di Gioia Tauro, da parte del Ros dei Carabinieri di un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalashnikov, bombe a mano) che sarebbbero potute servire per un attentato ai danni di Gratteri.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_26/microspia_reggio_calabria_8d7b2da2-137b-11dd-a656-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank" >www.corriere.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080415-214949">
		<title>Il più piccolo, sensibile e potente trasmettitore ambientale UHF</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080415-214949</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/robnic.jpg" width="400" height="280" border="0" alt="" /><br /><br />Ascolta la Prova Audio del Trasmettitore Robnic   <a href="http://www.microregistratori.com/WS_30007.WMA" target="_blank" >Scarica registrazione</a><br /><br />Microspia UHF quarzata dalle dimensioni estremamente miniaturizzate con un audio dalle prestazioni eccezionali. Controllo automatico del guadagno. Lunghezza cavo microfonico a richiesta. La sua potenza permette di raggiungere in campo aperto distanze di 500/700 metri. La portata è ovviamente vincolata alle condizioni ambientali ed alla sensibilità del ricevitore utilizzato.<br /><br />Ambienti di utilizzo:<br /><br />La batteria al litio da 3 V del trasmettitore Robnic ne permette l’utilizzo ottimale in capi di vestiario e calzature. Voltaggi diversi producono potenza in uscita variabile tra i 10 - 30 mW<br /><br />Altri oggetti nei quali è possibile occultare in maniera opportuna il trasmettitore possono essere: <br /><br />- Gioielli ed accessori <br />- Interni ed arredamento <br />- Materiali finiti <br />- Elettrodomestici ed altri dispositivi elettronici <br />- Articoli di imballaggio <br />- Mezzi di comunicazione <br /><br />Precauzioni d’uso:<br /><br />E’ raccomandabile integrare il prodotto in materiali dielettrici camuffati, a basso assorbimento RF. Il collocamento del prodotto su superfici metalliche può diminuirne l’efficienza. Fare inoltre molta attenzione all’alimentatore i cui valori non devono essere più bassi del consumo di corrente.<br /><br />Caratteristiche Speciali:<br /><br />- Super compatto (9 × 18 × 3 mm) <br />- Audio di altissima qualità <br />- Bassi consumi <br />- Potenza variabile in uscita <br />- Controllo di frequenza al quarzo <br /><br />Altre info le trovate su <a href="http://www.spiare.com/microspia.html" target="_blank" >Spiare.com</a> ]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080409-210743">
		<title>Sistema di Protezione Audio Anti Ascolto per riunioni e conversazioni riservate</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080409-210743</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.spiare.com/voiceprotection1.jpg" width="300" height="300" border="0" alt="" /><br /><br />Il Sistema PLM - P3A di Protezione Audio Anti Ascolto agisce contro i seguenti dispositivi di spionaggio: <br />Registratori Audio digitali ed a cassetta <br />Registratori Audio incorporati nei telefoni cellulari <br />Trasmettitori GSM <br />Radio microfoni; microspie, trasmettitori audio <br />Microfoni cablati <br />Micofoni a muro <br />Il Sistema PLM - P3A è un sistema particolare per la protezione delle conversazioni e le riunioni riservate. Non tutti i dispositivi di spionaggio, come ad esempio i trasmettitori telecomandati e registratori audio miniaturizzati, possono essere rilevati con i metodi consueti. Anche un moderno telefono cellulare  può fungere da registratore audio, oppure trasmettere la conversazione a terzi ascoltatori indesiderati. <br />Come dicevamo è estremamente importante disporre di un dispositivo di protezione affidabile per poter conversare in assoluta tranquillità. <br /><br />Il concetto di sistema di protezione PLM - P3A si basa sulla generazione a delle interferenze audio prodotte in modo simultaneo alle frequenze audio della voce umana. Il volume di questa interferenza è superiore a quello della voce umana; quindi un dispositivo di ascolto (microspia, registratore audio, ect.) non e&#039; in grado di recepire in modo chiaro il discorso appena pronunciato tra le persone presenti. <br /><br />Le interferenze generate non possono essere cancellate da nessun dispositivo o software utilizzato per la pulizia delle registrazioni. <br /><br />Allo stesso tempo, il prodotto non crea interferenze o eventuali disagi ai partecipanti alla riunione grazie alle speciale cuffie in dotazione le quali permettono agli utenti di sentirsi in cuffia con una qualita&#039; audio veramente cristallina e chiara. Ogni cuffia è dotata di un rilevatore di radiofrequenza che garantisce la protezione contro micro tasmettitori audio occultati nel orecchio. <br /><br />Caratteristiche:<br /><br />Sistema professionale per la protezione da registrazioni audio per un massimo di 8 persone  <br />Protegge contro tutti i metodi conosciuti di ascolto, compresi tutti i tipi di radio microfoni, microfoni a muro, registratori vocali, risonatori passivi, microfoni cablati, ecc  <br />Assolutamente innocuo per la salute - ne microonde e neanche ultrasuoni <br />In confronto ad un generatore di rumore bianco, il PLM - P3A dà un livello molto più alto di protezione; Il rumore bianco acustico non &quot;sopprime&quot; i registratori digitali completamente anche a volume elevato <br /> Il sistema è portatile ed alimentato da una batteria interna ricaricabile. <br /> Il PLM - P3A  puo&#039; lavorare per un massimo di 4 ore senza alimentazione. <br /> Il Sistema ha in dotazione delle cuffie dotate di rilevatori RF per la protezione contro radio microfoni, in modo che nessuno possa effettuare registrazioni o trasmettere di nascosto conversazioni confidenziali. <br /> Il sistema può essere utilizzato in qualsiasi situazione, ed è particolarmente utile quando si conduce un negoziato molto importante in un ambiente sconosciuto.  <br />Il sistema è composto da un unità centrale e quattro cuffie stereo con microfono, e rilevatore di radiofrequenze incorporato.  <br />E&#039; possibile ordinare a parte ulteriori 4 quattro cuffie. Il PLM - P3A permette la partecipazione fino ad 8 persone.  <br /><br />Per saperne di più  <a href="http://www.spiare.com/Sistema_protezione_audio_anti_ascolto.html" target="_blank" >clicca qui</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080329-182858">
		<title>Niente più bugie arriva il cellulare spia</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080329-182858</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/cellulari.jpg" width="230" height="180" border="0" alt="" /><br /><br />Impossibile bluffare: una mappa sullo schermo localizza il posto da cui si chiama<br />Pensati per gli anziani e i bambini. Ma già sorgono probleimi di privacy<br /><br />&quot;Dove sei?&quot;, è la domanda ricorrente della moglie che chiama il marito sul telefonino, del papà che il sabato notte si preoccupa per la figlia fuori casa o di un ragazzo in cerca di un amico. Finora ogni risposta era possibile: anche le bugie venivano mascherate dalla immaterialità delle comunicazioni via cellulare. Ma una nuova tecnologia gps, già introdotta dalla Sprint Nextel e presto offerta anche ai 65milioni di utenti della società americana Verizon Wireless, non darà più scampo. I telefonini si trasformeranno in piccole spie: sullo schermo dei cellulari comparirà una carta stradale con un punto rosso nel luogo dove si trova l&#039;interlocutore. <br /><br />La rivoluzione rischia di invadere la privacy, alimentando gelosie, mandando all&#039;aria molti matrimoni e creando tensioni nella famiglie. C&#039;è anche il pericolo che i maniaci sessuali ne approfittino per inseguire le loro vittime. Perché allora tanto interesse (e tanta fretta) da parte delle aziende di telefonia mobile? Semplice: la Verizon e le altre puntano al segmento giovanile del mercato, agli under 24 che già non si fanno troppi scrupoli nel condividere informazioni personali sui siti di social networking, come Facebook e MySpace, e vogliono invece rimanere in contatto costante con gli amici. <br /><br />Mentre nel complesso l&#039;industria americana dei cellulari è in ritardo rispetto ad altri paesi, parte avvantaggiata nelle nuove tecnologie di localizzazione digitale. Alcuni anni fa, infatti, le autorità di Washington hanno imposto che i nuovi telefonini fossero forniti di sistemi satellitari gps (Global positioning system) in modo da facilitare gli interventi in casi di emergenza. E le società del ramo ne approfittano ora per allargare la gamma dei servizi a pagamento. Oltre ai giovani, prevedono una forte domanda da parte di aziende che hanno i dipendenti disseminati in una stessa zona o di genitori che vogliono tenere sotto controllo i figli. <br /><br />Sia la Sprint che la Verizon Wireless, una joint venture della Verizon con la Vodafone, utilizzano per i loro &quot;servizi spia&quot; un software chiamato Loopt e creato da Sam Altman, un ventiduenne dell&#039;università di Stanford che si è trasformato in inventore-imprenditore. Altman è il primo a rendersi conto dei problemi di privacy e, indirettamente, dei pericoli di eventuali cause giudiziarie. Per questo ha previsto una serie di misure di protezione. Ogni utente può rendersi reperibile solo a un network di altri utenti che hanno già sottoscritto allo stesso servizio. Nessun ragazzo sotto ai 14 anni può fare l&#039;abbonamento da solo. Nelle prime due settimane di operatività si ricevono in continuazione messaggi che ricordano che si è sotto osservazione. E chiunque può disattivare il servizio in qualsiasi momento. <br /><br />Ma anche con questi accorgimenti la Sprint impone ai nuovi utenti di firmare una lunga liberatoria e la Verizon Wireless, che lancerà la nuova iniziativa ad aprile, promette di fare altrettanto. Insomma, nessun marito &quot;localizzato&quot; in flagrante e lasciato dalla moglie potrà chiedere un risarcimento dei danni. <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulare-gps/cellulare-spia/cellulare-spia.html" target="_blank" >www.repubblica.it</a>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080318-184521">
		<title>Spiare in auto si puo&#039;, non esiste privacy - Assolti a Brescia 22 investigatori privati</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080318-184521</link>
		<description><![CDATA[<img src="http://www.microregistratori.com/cassazione.jpg" width="300" height="199" border="0" alt="" /><br /><br />La Cassazione: la vettura nella pubblica via non è assimilabile a una dimora privata <br /><br />Gli amanti sono avvertiti: non esiste alcuna norma sulla privacy che tutela la riservatezza delle conversazioni vis a vis che si svolgono in macchina e, dunque, gli investigatori privati, assoldati dal coniuge tradito, possono installare cimici sulle auto che fanno da alcova. Lo sottolinea la Quinta Sezione Penale della Cassazione, che ha confermato il proscioglimento con la formula «perchè i fatti non sono previsti dalla legge come reato», di 22 investigatori privati che avevano installato «apparati di intercettazione ambientale di conversazioni tra presenti in autovetture private». Così la Suprema Corte ha respinto il ricorso con il quale la procura di Brescia chiedeva, invece, l&#039;incriminazione degli investigatori privati prosciolti dal Gup di Brescia il 13 giugno 2007.<br /><br />LA SENTENZA - «Nessuna norma incriminatrice - spiega la Cassazione con la sentenza 12042 depositata martedì - tutela la riservatezza delle persone che si trovano in un&#039;auto privata sulla pubblica via». Di fronte a questa evidenza, per gli &#039;ermellini&#039; è «incensurabile il verdetto del gup che ha dichiarato il «non doversi procedere». I supremi giudici fanno presente che la tutela della privacy è prevista per le conversazioni telegrafiche o telefoniche, per le comunicazioni informatiche o telematiche, ma non per le conversazioni &#039;faccia a faccia&#039; che avvengono nell&#039;abitacolo di un&#039;auto». In sintesi la riservatezza tutelata dalle norme - rileva Piazza Cavour - è quella assicurata proprio e solo da uno strumento adottato per comunicare a distanza. <br /><br />LA TUTELA - Inoltre la Cassazione osserva che sono tutelate le immagini e le notizie &#039;rubate&#039; da una privata dimora, mentre «l&#039;autovettura che si trova in una pubblica via non è ritenuta, da sempre, luogo di privata dimora». Anche per quanto riguarda le norme sul trattamento illecito dei dati personali, concludono i supremi giudici, non hanno nulla a che fare con la protezione dei dialoghi che si svolgono tra i &#039;passeggeri&#039; chiusi in una macchina. Pure il sostituto procuratore generale della Cassazione, Vito D&#039;Ambrosio, era giunto alle stesse conclusioni e aveva chiesto il rigetto del ricorso della procura bresciana, così come deciso dalla Quinta Sezione Penale.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_18/cassazione_conversazioni_auto_e2300626-f4ed-11dc-b66e-0003ba99c667.shtml" target="_blank" >www.corriere.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080313-230109">
		<title>L&#039;India vuole spiare i BlackBerry</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080313-230109</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/blackberry1.jpg" width="350" height="435" border="0" alt="" /><br /><br />Il governo indiano vuole poter accedere a tutte le comunicazioni fatte via BlackBerry o non rinnoverà le concessioni.<br /><br />L&#039;intere rete BlackBerry indiana potrebbe venire disattivata (non rinnovando le concessioni) se Rim, la società che produce i BlackBerry, non permetterà al governo di spiare ogni comunicazione. <br /><br />Questa è in sintesi la minaccia che il governo dell&#039;India ha avanzato verso Rim: i servizi segreti sono preoccupati perché non riescono a intercettare le mail che vengono scambiate via BlackBerry, e ritengono che i terroristi ne stiano facendo un uso massiccio proprio per questo motivo. <br /><br />O si cambia o si spegne, dice dunque il governo indiano. Per scongiurare una simile evenienza, e salvare i 400.000 clienti che Rim ha in quel Paese, pare sia stato fissato un incontro tra le parti per il 14 marzo. <br /><br />Per il momento Rim non ha rilasciato alcun commento, ma un suo eventuale cedimento (che potrebbe avvenire per non perdere il mercato indiano) rischierebbe di scatenare una reazione a catena che avrebbe come esito l&#039;eliminazione della crittografia da pressoché tutte le reti senza fili: è questa la più grande paura degli Isp. <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=7105&amp;numero=907" target="_blank" >www.zeusnews.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080313-130033">
		<title>L’FBI ammette: abbiamo spiato troppo </title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080313-130033</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/fby.jpg" width="350" height="179" border="0" alt="" /><br /><br />L’FBI ha ammesso di aver abusato del diritto alla privacy di moltissimi utenti di Internet nel corso del 2006. È l’ennesimo accesso non autorizzato ai dati di moltissimi navigatori della grande rete, e adesso è stato addirittura ammesso dalla stessa agenzia di investigazione americana.<br /><br />In realtà il giudice aveva dato al Bureau la possibilità di accedere a registrazioni telefoniche, e-mail e altri dati personali di centinaia di utenti della Rete sospetti, ma l’FBI avrebbe avuto accesso per errore ad account e caselle di posta di moltissime altre persone, che con quelle da tenere sotto controllo non c’entravano proprio nulla. Eppure l’Agenzia americana ne ha approfittato, e ha controllato anche quelle…<br /><br />Da cosa sia stato causato l’errore, ancora non si è ben capito. Ma Robert Mueller, direttore dell’FBI, ammette che la colpa è solo in parte dell’Agenzia.<br /><br />Provider che forniscono l’accesso ad Internet, operatori di telefonia fissa e istituti di credito avrebbero fornito dati maggiori rispetto a quelli richiesti dall’FBI, con l’aiuto del giudice. Quindi la colpa è anche di terze parti. Ma queste giustificazioni non sembrano convincere proprio nessuno. Anzi, pare che nel giro di tre anni, dal 2003 al 2005, gli abusi di questo genere condotti dall’FBI nei confronti di tantissime persone non si riescano nemmeno a contare con certezza.<br /><br />E, anche se la colpa è di altri, e non solo dell’FBI, il governo sembra abbia messo anche il suo zampino, autorizzando l’investigazione e il controllo di dati personali di oltre novemila cittadini.<br /><br />Da cosa deriva questa poca attenzione nei confronti della riservatezza? Forsedalle misure di sicurezza adottate dopo i fatti dell’11 settembre del 2001, quando l’approvazione dell’”Uniting and Strengthening America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terrorism“, il cosiddetto “Patriot Act”, ha portato maggiori possibilità per i provider telefonici e Internet di consegnare dati personali dei propri clienti per fini di sicurezza internazionale, senza la necessità di farlo sapere agli utenti interessati…<br /><br />Un provvedimento giusto se il pericolo incombe seriamente, ma quando il governo stesso ne approfitta senza, forse c’è qualcosa che non va…<br />E al Senato americano, Patrick Leahy, Presidente della Commissione Giustizia, afferma con determinazione:<br />Tutti vogliamo fermare il terrorismo, ma non sempre il fine giustifica i mezzi e occorre ricordarsi di un diritto fondamentale, quello alla privacy, che troppo spesso non viene tutelato a sufficienza.<br /><br /><br />Fonte:  <a href="http://www.oneitsecurity.it/12/03/2008/lfbi-ammette-abbiamo-spiato-troppo/" target="_blank" >www.oneitsecurity.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080313-125206">
		<title>Illecito &quot;spiare&quot; utenti che scambiano file via web</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080313-125206</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/spia.jpg" width="300" height="230" border="0" alt="" /><br /><br />Il Garante per la privacy chiude l&#039;istruttoria sul caso &quot;Peppermint&quot;<br /><br />Le società private non possono svolgere attività di monitoraggio sistematico per individuare gli utenti che si scambiano file musicali o giochi su Internet. <br /><br />L’Autorità per la privacy ha chiuso l’istruttoria avviata sul “caso Peppermint”, la società discografica che aveva svolto, attraverso una società informatica svizzera (utilizzata anche dalla società Techland con riferimento a software relativi a giochi), un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer (P2P). <br /><br />Tramite l’utilizzo di software specifici, le società avevano individuato numerosissimi indirizzi IP (che identificano i computer collegati ad Internet) relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file: erano poi risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani, al fine di potere ottenere un risarcimento del danno. <br /><br />Il Garante, richiamando anche la decisione dell’omologa Autorità svizzera, ha ritenuto illecita l’attività svolta dalle società.<br /><br />Innanzitutto, ha ricordato il Garante, la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti. È stato, poi, violato il principio di finalità: le reti P2P sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. <br /><br />L’utilizzo dei dati dell’utente può avvenire, dunque, soltanto per queste finalità e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle società Peppermint e Techland (cioè il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento del danno). Infine non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perchè i dati sono stati raccolti ad insaputa sia degli interessati sia di abbonati che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file.<br /><br />Sulla base del provvedimento del Garante (di cui è stato relatore Mauro Paissan), le società che hanno effettuato il monitoraggio dovranno ora cancellare, entro il 31 marzo, i dati personali degli utenti che hanno scambiato file musicali e giochi attraverso il sistema P2P.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=4184&amp;ID_sezione=38&amp;sezione=" target="_blank" >www.lastampa.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080310-160000">
		<title>Spie di Al Qaida tra i Bobby di Londra</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080310-160000</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/bobby.jpg" width="300" height="336" border="0" alt="" /><br /><br />I servizi segreti britannici avrebbero scoperto almeno quattro cellule in sonno di Al Qaida all&#039;interno della polizia metropolitana di Londra. A rivelarlo in esclusiva è stato il domenicale News of the World, settimanale molto noto nel Paese per alcuni suoi scoop giornalistici. Secondo quanto ha raccontato il giornale, l&#039;intelligence inglese è riuscita ad individuare i quattro soggetti grazie a degli agenti infiltrati che hanno finto di essere dei simpatizzanti di Al Qaida. Il tabloid inglese afferma di conoscere nome e cognome di due dei quattro presunti aspiranti terroristi, ma le loro identità non appaiono nel servizio. Si sa invece che il loro compito sarebbe - per ora infatti non ci sono stati degli arresti - innanzitutto quello di spiare tutte le mosse di Scotland Yard per poi riferirle ai gruppi terroristici internazionali legati ad Al Qaida. Tutte e quattro le persone sarebbero di origine asiatica, residenti nella capitale e si teme possano avere delle connessioni anche importanti non soltanto con gruppi terroristici secondari, ma anche con i campi di addestramento disseminati in Pakistan e in Afghanistan.<br />Sempre secondo il giornale le cellule di spionaggio potrebbero aver utilizzato gli stessi metodi già messi in atto dal braccio armato dell&#039;Ira negli anni Settanta, quando gli affiliati del gruppo nord-irlandese riuscirono ad infiltrarsi nelle forze armate nazionali. «Se ci sono delle persone all&#039;interno delle nostre forze di polizia che passano delle informazioni ai terroristi, vanno immediatamente fermate» ha dichiarato al News of the World una fonte di Scotland Yard protetta dall&#039;anonimato con una logica che non fa una piega. Quello che più si teme è che i quattro individui possano aver già passato al nemico informazioni tali da consentire alle cellule del terrore di pianificare con efficienza ulteriori attentati contro la Gran Bretagna, più volte preannunciati.<br />I nomi degli agenti sospettati di spionaggio per conto di Al Qada sarebbero emersi nel corso di un&#039;indagine tra le forze di polizia che va avanti dagli attacchi londinesi del luglio 2005. Fino all&#039;anno scorso i servizi segreti ritenevano di aver individuato otto persone, ma i sospetti si sono ora ridotti a quattro. Ognuno di loro lavora in diverse stazioni di polizia della capitale e gli agenti infiltrati sono tuttora alla ricerca di una prova che giustifichi il loro arresto. Ogni loro mossa, mentre sono in servizio, viene monitorata, ogni chiamata viene ascoltata. Le loro transazioni bancarie sono costantemente tenute sotto sorveglianza, mentre si sta tentando di risalire ad eventuali parentele o collegamenti importanti con elementi di spicco del terrorismo internazionale. La scoperta dei servizi non sembra aver colto di sorpresa gli esperti: «Il reclutamento nel settore pubblico di lavoratori che appartengono a gruppi etnici minoritari è un rischio - ha dichiarato al settimanale il parlamentare conservatore Patrick Mercer, consulente per il terrorismo - le nostre procedure di controllo devono assolutamente venir rafforzate prima che sia troppo tardi». <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=247013" target="_blank" >www.ilgiornale.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080310-155347">
		<title>Videocamera per spiare sotto i vestiti da 25 metri: rivoluzionerà i sistemi di sicurezza</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080310-155347</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/cam.jpg" width="300" height="295" border="0" alt="" /><br /><br />Addio metaldetector e cani anti-droga. In Gran Bretagna è stata messa a punto un&#039;avveniristica videocamera che vede sotto i vestiti e che già a venticinque metri di distanza può scoprire se una persona in movimento ha indosso armi, esplosivi o sostanze stupefacenti. Inventata a Oxford dagli ingegneri della società ThruVision in collaborazione con l&#039;agenzia spaziale europea, chiamata T5000, la videocamera sarà presentata ufficialmente il 12 marzo nell&#039;ambito di una mostra sullo sviluppo scientifico organizzata dal ministero britannico degli Interni in una base dell&#039;aeronautica militare nella contea del Buchinghamshire. «La capacità di vedere oggetti metallici e non metallici sulle persone fino ad una distanza di venticinque metri - ha sottolineato Clive Beattle, amministratore delegato di ThruVision - rafforzerà tutti i sistemi globali di sicurezza». <br /><br />La speciale videocamera (collegata ovviamente ad un computer) riesce a vedere sotto i vestiti (senza rivelare nulla dei dettagli anatomici del corpo) captando gli specifici raggi a bassa intensità - terahertz, chiamati anche raggi T - emessi da tutti gli oggetti animati e inanimati. Questi raggi sono diversi da oggetto a oggetto e permettono quindi a colpo sicuro di individuare in una frazione di secondo se quella polvere bianca che avete con voi è farina o cocaina. <br /><br />Alla T5000 si è arrivati nell&#039;ambito di un programma di ricerche di natura astronomica e spaziale che puntava alla realizzazione di un congegno in grado di vedere attraverso nubi di polvere cosmica. La videocamera si è rivelata più utile del previsto in quanto vede anche attraverso i vestiti. In prospettiva dovrebbe essere preziosa per i controlli di sicurezza in aeroporti, stazioni ferroviarie, stadi e centri commerciali. ThruVision ha già installato una videocamera di questo tipo (ma meno sofisticata e potente) alla Borsa di Dubai e a Canary Wharf, il complesso edilizio dell&#039;East London dove si sono installate molte banche di prima grandezza. La T5000 sembra destinata ad alimentare i timori dei difensori della privacy allarmati per il fatto che nelle società occidentali alle prese con la piaga del terrorismo imperversa sempre più una «sorveglianza da Grande Fratello».<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=20289&amp;sez=HOME_SCIENZA" target="_blank" >www.ilmessaggero.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080303-164422">
		<title>Intercettazioni telefoniche: il 70% delle nostre conversazioni può essere spiata. A rischio le aziende</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080303-164422</link>
		<description><![CDATA[<img src="http://www.microregistratori.com/intercettazioni01.jpg" width="350" height="194" border="0" alt="" /><br /><br />Si parla molto di intercettazioni in Italia, ma nessuno fino ad oggi ha ricordato che le intercettazioni e soprattutto la facilità con le quali esse possono essere messe in atto anche da privati malintenzionati, possono rappresentare, oltre che una violazione della privacy, anche un grave pericolo per la riservatezza delle aziende e quindi uno strumento pericoloso che può alterare il mercato e la concorrenza. <br /><br />“E’ ovvio che le intercettazioni della Magistratura sono necessarie per le indagini, ma occorre dire che la facilità con la quale circolano queste registrazioni, oltre che ledere la privacy di cittadini, magari non indagati, possono mettere a grave rischio la necessaria riservatezza delle aziende” ha dichiarato Mirko Gatto, della Yarix, che insieme ad altre aziende ed enti ha costituito l’Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica. <br /><br />“Oltretutto con le attuali tecnologie intercettare e’ diventato abbastanza semplice anche per privati con cattive intenzioni”, ha aggiunto Gatto. <br /><br />Da dati elaborati dall’Osservatorio, tra intercettazioni legali, illegali, virus, key logger ed altri strumenti atti a violare la privacy di privati ed aziende, circa il 70% delle nostre comunicazioni può essere “spiata”. <br /><br />“Davvero un dato inquietante”, ha continuato Andrea Tonini, Security Manager di Yarix. <br /><br />Per difendersi da queste intercettazioni, spiega, esistono vari strumenti, che aiutano l’utente a proteggersi da intercettazioni indesiderate. <br /><br />La telefonia mobile: in commercio esistono cellulari che criptano le conversazioni, grazie alla protezione di un algoritmo (chiave Aes 256 bit), che ancora nessuno è riuscito a violare, dal momento che per decifrare anche un solo codice servirebbe il lavoro di potenti calcolatori che lavorano 24 ore al giorno. Tanto più difficile se si pensa che basterebbe una sola modifica del codice da parte dell’utente per bloccare tutto il lavoro di intercettazione.  Tuttavia questo tipo di protezione funziona solo se entrambi gli interlocutori usano cellulari criptati con lo stesso software. <br /><br />Clonazione di carte SIM: si tratta di un altro tipo di intercettazione illegale. La carta Sim di un cellulare viene clonata, in modo che in rete appaia con le stesse generalità dell’originale. Una volta che il reale possessore della carta Sim spegne il cellulare, il pirata informatico riceve tutte le comunicazioni dirette alla SIM originale. <br /><br />Un’altra risposta per garantire sicurezza alle nostre telefonate è l’utilizzo di scrambler telefonici. Si tratta di dispositivi in grado di alterare un segnale e di proteggerlo durante un percorso di comunicazione. Una volta intercettato e decodificato il segnale, è necessario l’utilizzo di un altro scrambler per ricostruirlo e per permettere al ricevente di decifrarlo <br /><br />Protezione delle telefonate via internet (VoIP): si tratta di un tipo di chiamate facilmente violabile e intercettabile. <br /><br />Per proteggere questo tipo di chiamate, per esempio il famoso software skype, è necessario che i due utenti che comunicano usino due firewall. <br /><br />Il firewall, in italiano “muro di fuoco”, è uno strumento software e hardware che serve a proteggere dalle intrusioni informatiche, e che controlla l’accesso tra due reti. I due firewall, per funzionare, devono essere collegati in VPN, una rete privata creata utilizzando un mezzo di trasmissione pubblico e condiviso, e che è resa sicura dall’adozione di protocolli che cifrano il traffico della VPN e impediscono violazioni sulla sicurezza.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.key4biz.it/" target="_blank" >http://www.key4biz.it/</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080303-155143">
		<title>L’FBI utilizza i microfoni dei telefonini come dispositivi per l’intercettazione telefonica</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080303-155143</link>
		<description><![CDATA[<img src="http://www.microregistratori.com/intercettazione_cellulari.jpg" width="250" height="250" border="0" alt="" /><br /><br />La tecnica è denominata “roving bug,” (cimice vagante, ndT) e il suo uso ufficiale è stato approvato dal Ministero della Giustizia USA contro i membri di una famiglia del crimine organizzato di New York che sfuggivano alle tecniche convenzionali di sorveglianza come il pedinamento di un sospetto o le registrazioni ambientali. I cellulari Nextel di due presunti malavitosi, John Ardito e il suo avvocato Peter Peluso, sono stati usati dall’FBI per ascoltare le conversazioni svolte in vicinanza. L’FBI vede Ardito come uno degli uomini più potenti della famiglia Genovese, parte importante della Mafia nazionale. <br /><br />La tecnica di sorveglianza è emersa da una sentenza del giudice distrettuale Lewis Kaplan pubblicata in settimana. Dice che il “roving bug” era legale perché la legge federale sulle registrazioni ambientali è abbastanza vasta da consentire l’intercettazione anche delle conversazioni che avvengono vicino al telefono cellulare del sospetto. La pronuncia di Kaplan afferma che la tecnica di intercettazione “funziona tanto a telefono acceso che spento.”<br /><br />Alcuni telefonini non possono essere spenti completamente senza rimuovere la batteria; ad esempio, quasi tutti i modelli suonano la sveglia anche sono spenti. Anche se il processo alla famiglia Genovese sembra essere la prima volta in cui un meccanismo di intercettazione remota è stato usato in un caso criminale, della tecnica si discute da anni nelle cerchie degli addetti alla sicurezza e alla riservatezza. Il security office del Ministero del Commercio USA avverte che “un telefono cellulare può essere trasformato in un microfono ed in un trasmettitore allo scopo di ascoltare le conversazioni in prossimità del telefono.” Un articolo del Financial Times l’anno scorso riportava che i provider dei servizi mobili possono “installare in maniera remota su qualsiasi cellulare un pezzo di software, a insaputa del proprietario, che attiverà il microfono anche quando il relativo proprietario non sta facendo una chiamata.” <br /><br />I cellulari di Samsung e di Nextel e il Motorola Razr sono particolarmente vulnerabili ai downloads di software che attivano i loro microfoni, dice James Atkinson, un consulente in materia di sorveglianza automatizzata che ha lavorato a stretto contatto con gli enti governativi. “Possono essere raggiunti a distanza e obbligati a trasmettere l&#039;audio ambientale per tutto il tempo,” ha detto. “Potete farlo senza avere accesso fisico al telefonino.” Poiché i telefonini moderni sono calcolatori miniaturizzati, il software scaricato potrebbe modificare l&#039;interfaccia usuale che mostra sempre se una chiamata è in corso. Lo spyware può allora effettuare una chiamata all’FBI ed attivare il microfono — il tutto all’insaputa del proprietario. (L’FBI, venerdì, ha rifiutato di commentare.) “Se un telefono è stato realmente modificato per fungere da cimice, l&#039;unica maniera per neutralizzarlo è di utilizzare continuamente un cercacimici, il che non è pratico, o di togliere la batteria del telefono,” ha detto Atkinson. Ha aggiunto che i quadri dirigenti sensibili alla sicurezza rimuovono ordinariamente le batterie dai propri telefoni cellulari. <br /><br />Scoperte le cimici dell’FBI<br />L&#039;unita operativa congiunta dell’FBI contro il crimine organizzato (Joint Organized Crime Task Force), che include i membri del reparto della polizia di New York, ha avuto poca fortuna con la sorveglianza convenzionale della famiglia Genovese. Una fonte confidenziale aveva segnalato che i sospetti si incontravano nei ristoranti, tra cui la Trattoria Brunello di New Rochelle, N.Y., che l’FBI aveva pertanto riempito di cimici. Ma nel luglio 2003, Ardito e la sua banda hanno scoperto le cimici in tre ristoranti e l’FBI ha dovuto rimuovere con discrezione le altre. Le conversazioni raccolte nelle deposizioni dell’FBI evidenziano inoltre che gli uomini sospettavano fortemente di essere pedinati dalla polizia e, per quanto possibile, evitavano conversazioni con i cellulari. Ciò ha condotto l’FBI a ricorrere alle “cimici vaganti,” prima del cellulare di Ardito, di marca Nextel e poi di quello di Peluso. <br /><br />Il giudice distrettuale Barbara Jones ne ha approvato l’utilizzo in una serie di disposizioni nel 2003 e nel 2004 e ha detto che si aspettava “di essere informata della locazione” dei sospetti quando le loro conversazioni fossero state registrate. I particolari di come funzionino le cimici dei Nextel sono imprecisi. I documenti processuali, tra cui una deposizione giurata (p1) e (p2) preparata dal procuratore Jonathan Kolodner nel settembre 2003, ne riferisce come di un “dispositivo d’ascolto posto nel telefono cellulare.” Tale frase potrebbe riferirsi tanto al software come all’hardware. Un investigatore privato intervistato da CNET News.com, Skipp Porteous della Sherlock Investigations di New York, afferma di ritenere che l’FBI abbia fisicamente inserito una cimice in qualche parte del telefonino Nextel e che non attivassero il microfono a distanza.  “Devono avere il telefonino in mano per poterlo fare,” ha detto Porteous. “Ci sono molte maniere per entrarne in possesso fisico. <br /><br />Dopodiché hanno controllato la cimice da abbastanza vicino.” Ma altri esperti ritengono che l&#039;attivazione del microfono sia lo scenario più probabile, principalmente perché la batteria in una cimice molto piccola non avrebbe durato un anno e perché i documenti della corte dicono che la cimice funziona dovunque “negli Stati Uniti”—e quindi fuori della portata di un agente FBI pur munito con un apparecchio radioricevente. Per di più, un mafioso paranoico probabilmente sarebbe oltremodo sospettoso di qualsiasi stratagemma che lo convincesse a consegnare un telefonino, cosa che permetterebbe l’impianto di una cimice. E la deposizione di Kolodner che richiede il mandato della corte presenta il numero di cellulare di Ardito, il suo Contrassegno Mobile Internazionale dell&#039;Abbonato di 15 cifre, ed elenca la Nextel Communications come il fornitore del servizio, tutte cose che sarebbero inutili se fosse stata piantata una cimice fisica. <br /><br />Un articolo della BBC del 2004 segnalava che le agenzie di intelligence impiegano ordinariamente il metodo dell’attivazione remota. “Un cellulare posto sulla scrivania di un politico o di un uomo d&#039;affari può fungere da cimice potente e inosservabile,” diceva l&#039;articolo, “permettendo l’attivazione in un momento successivo per registrare i suoni anche quando il ricevitore è spento.” Da parte sua, Nextel ha detto, attraverso il portavoce Travis Sowders: “Non siamo stati informati di questa investigazione e la nostra collaborazione non è stata richiesta.” Altri provider di servizi mobili sono stati riluttanti a parlare di questo genere di sorveglianza. Verizon Wireless ha detto soltanto che “funziona sotto la stretta vigilanza dei funzionari della sicurezza e legali. Di fronte a ordinanze legalmente autorizzate, aiutiamo l&#039;applicazione della legge in ogni maniera possibile.” Un esponente della Motorola ha detto che “la vostra fonte migliore in questo caso dovrebbe essere la stessa FBI.” Cingular, T-Mobile e l&#039;associazione commerciale CTIA non hanno risposto subito quando sono stati interpellati per un commento. <br /><br />Malavitosi: l&#039;avanguardia della sorveglianza<br />Questa non è la prima volta che il governo federale si è spinto ai limiti della sorveglianza elettronica effettuando investigazioni su presunti malavitosi. In un caso che coinvolgeva Nicodemo S. Scarfo, il presunto cervello di un’organizzazione di strozzinaggio nel New Jersey, l’FBI si è trovata intralciata perché Scarfo usava il noto programma PGP (Pretty Good Privacy) per criptare i dati confidenziali dei suoi loschi affari. Così, con approvazione del giudice, gli agenti dell’FBI si sono intrufolati ripetutamente nei programmi di Scarfo per installare un registratore dei tasti premuti e per controllare i dati generati. Come gli avvocati di Ardito, gli avvocati difensori di Scarfo sostennero che l’allora nuova tecnica non fosse legale e che le informazioni così ottenute non potessero essere usate. Sempre come per Ardito, gli avvocati di Scarfo hanno perso, quando un giudice ha sentenziato nel gennaio 2002 che la prova era ammissibile. <br /><br />Questa settimana, il giudice Kaplan nel distretto meridionale di New York ha concluso che alle “cimici vaganti” era stato legalmente consentito di captare centinaia di ore di conversazione perché l’FBI aveva un mandato e le alternative probabilmente non avrebbero funzionato. Le richieste dell’FBI “sono state un argomento sufficiente per applicare la sorveglianza elettronica,” ha detto Kaplan. “Hanno mostrato che i metodi alternativi di investigazione non funzionavano o era improbabile che fornissero risultati, in parte perché i soggetti evitavano deliberatamente la sorveglianza del governo.” Bill Stollhans, presidente dell&#039;associazione degli investigatori privati della Virginia, dice che questa tecnica è legalmente riservata alla polizia, dotata di mandato, non agli investigatori privati. <br /><br />Non c’è “legge che mi permetta, come investigatore privato, l’uso di quella tecnica,” ha detto. “Si può fare esclusivamente sotto mandato. Non è né permessa né legale nel settore privato. Nessuno dei miei clienti può chiedermi di intercettare telefonate o conversazioni solamente orali.” L&#039;attivazione nascosta dei microfoni incorporati era già stata fatta dall’FBI. Una causa del 2003 ha rivelato che l’FBI poteva di nascosto accendere i microfoni incorporati nelle automobili quali la OnStar della General Motors per intercettare le conversazioni dei passeggeri. Quando gli agenti dell’FBI attivavano a distanza il sistema e ascoltavano l’interno, i passeggeri del veicolo non potevano sapere che le loro conversazioni fossero sotto controllo. Alcuni hackers malintenzionati hanno seguito l’esempio. Una relazione dell’anno scorso rivela che le autorità spagnole hanno arrestato un uomo che aveva scritto un Trojan Horse (programma simile a un virus, ndT) che attivava di nascosto la web camera del computer e gli mandava le immagini. <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.disinformazione.it/fbi_controllo_cellulari.htm" target="_blank" >www.disinformazione.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080228-172002">
		<title>Crackare il Gsm in mezz&#039;ora</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080228-172002</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/intercetta_gsm.jpg" width="299" height="254" border="0" alt="" /><br /><br />Le reti Gsm per cellulari usano una crittografia così debole da potersi crackare in breve tempo<br /><br />Alle conversazioni telefoniche affidiamo parti spesso importanti della nostra vita, spesso pensando che le informazioni che trasmettiamo restino tra noi e il nostro interlocutore. Tuttavia, intercettazioni a parte, quando usiamo il telefonino non siamo particolarmente protetti. <br /><br />La telefonia Gsm affida la propria protezione a uno metodo crittografico a 64 bit noto come A5/1, del quale sono note da tempo alcune debolezze. La pericolosità delle vulnerabilità, però, non veniva considerata particolarmente elevata perché le attrezzature utili per poterle sfruttare avevano finora un costo molto elevato. <br /><br />Adesso, invece, alla recente Black Hat Conference è stato dimostrato come procedere al crack di A5/1 in soli 30 minuti con un equipaggiamento che costa soltanto 1.000 dollari. Oppure, in alternativa, usando un&#039;attrezzatura del valore di 100.000 dollari la procedura richiere 30 secondi appena. <br /><br />Vi sono, naturalmente, lati positivi e negativi. Le forze dell&#039;ordine potranno semplificare le proprie indagini; i malintenzionati potranno migliorare le proprie attività criminose; i tavarolini potranno svolgere le proprie attività di intercettazione più comodamente. <br /><br />Durante la conferenza, inoltre, si è parlato anche delle molte debolezze associate alle comunicazioni via Gsm e alle Sim in particolare. Tra gli altri problemi, l&#039;invio in chiaro da parte di ogni Sim di un identificatore univoco e la capacità di far girare una Java Virtual Machine. Quest&#039;ultima è infatti accessibile agli operatori: un attaccante potrebbe installare un&#039;applicazione sul cellulare di una vittima senza che questa nemmeno se ne accorga.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=6946" target="_blank" >www.zeusnews.it</a><br /><br />Vedi come si puo&#039; proteggere il tuo cellulare  <a href="http://www.spiare.com/software_cripto_smartphone.html" target="_blank" >clicca qui</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080222-162624">
		<title>Lo spionaggio corre su internet</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080222-162624</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/spio.jpg" width="300" height="225" border="0" alt="" /><br /><br />La «talpa» ce l&#039;avevano - o meglio l&#039;avevano avuta - in casa i titolari della ditta DimSport di Camino, che ora ha sede in via Torino a Gabiano, vittima di una sorta di spionaggio industriale via internet che in meno di due anni avrebbe causato un danno alla società stessa di circa 1 milione 100 mila euro. I pirati informatici scaricavano i programmi industriali per la messa a punto elettronica di autovetture e autocarri. <br /><br />La vicenda si è conclusa con la denuncia di otto persone, alle quali vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica, alla ricettazione, al tentato accesso abusivo ai sistemi informatici, alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso ai sistemi telematici o informatici, alla rivelazione di segreti scientifici o industriali, alla duplicazione abusiva di software e cessione di componenti o prestazioni di servizi e reimpiego non autorizzato di banca dati. <br /><br />Tutto è cominciato nel gennaio di due anni fa quando i titolari dell&#039;azienda denunciavano ai Carabinieri di Pontestura, competenti per territorio, che da un controllo amministrativo effettuato dalla società a partire dal giugno 2005 avevano riscontrato delle incongruenze su alcuni clienti. Più precisamente risultava che alcuni di questi, pur avendo acquistato il programma base, non effettuavano più le ricariche, necessarie alla fruizione del programma, continuando però a scaricare files per svariati veicoli.<br /><br />In pratica risultava sui computers della società che tali clienti utilizzavano il software secondo modalità quantitative e qualitative di cui teoricamente non avrebbero potuto disporre, non avendo mai acquistato le necessarie abilitazioni.<br /><br />A questo punto partiva l&#039;indagine dei militari di Pontestura - che ha visto impegnati per quasi due anni il maresciallo comandante Alberto Turini, il suo vice Luigi Giovannoli e l&#039;appuntato Omar Minci, tutti esperti di informatica - il cui lavoro ha consentito di individuare le condotte illecite. <br /><br />Un&#039;indagine risultata molto complessa a causa delle modalità con le quali i soggetti commettevano i reati. Si è dovuto infatti procedere all&#039;analisi delle connessioni dei clienti con i server della società: a questo proposito gli uomini del maresciallo Turini hanno visionato oltre 11 mila file. Successivamente sono state effettuate le ricerche del materiale utilizzato che hanno condotto i Carabinieri a sequestrare, in diverse zone del territorio nazionale, apparati tecnici che consentivano l&#039;accesso alla banca dati, computers, chiavi hardware e software modificati, hard disk, civetteria per la connessione alle centraline dei mezzi. <br /><br />Tutto il materiale sequestrato è stato sottoposto ad attenta analisi che ha consentito di scoprire i legami tra i vari soggetti indiziati, dimostrando così il vincolo associativo che li collegava permettendo di contestare loro anche l&#039;associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati.<br /><br />La DimSport, che occupa una sessantina di dipendenti, studia, progetta e produce apparati elettronici per la messa a punto di motori montati su autoveicoli, motoveicoli, trucks ecc. Tali apparati vengono predisposti principalmente mediante l&#039;utilizzo di un programma distribuito in diverse versioni che viene venduto dalla stessa ditta protetto dalla copia tramite una chiave hardware la cui assenza rende inutilizzabile il software stesso. Il programma contiene inoltre le licenze d&#039;uso, i dati del cliente al quale viene assegnato un codice univoco, le varie abilitazioni per ogni cliente.<br /><br />Le possibilità affinché un cliente sia in possesso di tali abilitazioni sono principalmente due: detenere i softwares o aver trovato il modo di saltare i controlli gestiti dalla chiave hardware. I file di settaggio, invece vengono scaricati dal cliente tramite una banca dati presente sul sito dell&#039;azienda in Internet. Ogni file di settaggio ha un valore economico e i file sono acquistabili tramite un sistema prepagato di crediti a scalare. Una volta acquistati rimangono di proprietà del cliente qualora dovesse riutilizzarli per un veicolo analogo.<br /><br />I militari hanno così scoperto che all&#039;origine della truffa c&#039;era una talpa informatica: un ex tecnico dell&#039;azienda che all&#039;inizio del 2000 aveva lasciato la società copiando la banca dati e poi scaricando, nel corso degli anni, i diversi programmi. Con altre sette persone, titolari di autofficine e concessionarie dislocate in Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Calabria, carpiva i segreti informatici che venivano utilizzati per la messa a punto dei veicoli.<br />Titolare dell&#039;inchiesta - che è stata illustrata martedì, nel corso di una conferenza stampa, dal comandante della Compagnia Carabinieri capitano Fabio Falco, oltre che dai militari di Pontestura - è la Procura di Treviso. <br />Bruno Cantamessa<br />FOTO. Investigatori, titolari dell&#039;azienda di Camino e materiale informatico sequestrato.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.ilmonferrato.it/articolo_cronaca.php?ARTICLE=27d8b08545ace9919aa77d14ad633fb1" target="_blank" >www.ilmonferrato.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080220-213920">
		<title> «Quelle “cimici” sono pericolose» </title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080220-213920</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/micros.jpg" width="300" height="225" border="0" alt="" /><br /><br />Dopo aver scoperto che nell&#039;ospedale di Potenza c&#039;erano delle miscrospie, il dg scrive alla Procura: per come erano piazzate potevano causare cortocircuiti e interferire con la strumentazione chirurgica <br /> <br />Alcune «cimici» sono state installate in ambienti dell’ospedale di Potenza – nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla magistratura – con un intervento «eseguito con modalità assolutamente inadeguate» e tali da costituire «potenziali rischi per la salute pubblica»: lo ha rilevato il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Rubino Grieco, che ha trasmesso alla Procura una dettagliata relazione tecnica. <br />Grieco si è detto «certo che la Procura saprà ricercare eventuali responsabilità» nell’errata installazione delle microspie, «anche al fine di restituire sicurezza e serenità all’intera comunità ospedaliera». Secondo l’azienda, infatti, le «cimici» sono state piazzate in maniera tale da costituire un «rischio elevatissimo di fulminazione», con pericoli per la centrale telefonica dell’ospedale; in un altro caso, le microspie avrebbero potuto – sempre secondo la direzione dell’ospedale – «innescare un’esplosione» nei pressi dei serbatoi di gasolio; infine, vi sarebbe stato il pericolo di «interferenze sulle sofisticate apparecchiature per la chirurgia e il monitoraggio» delle sale operatorie, «mettendo a rischio l’incolumità dei pazienti». <br />Le microspie sono state scoperte dalla Polizia nei giorni scorsi (la notizia è stata pubblica oggi dalla «Gazzetta del Mezzogiorno» e da «Il Quotidiano») dopo che alcune guardie giurate in servizio in ospedale avevano notato manomissioni ad alcuni impianti elettrici.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallabasilicata_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=194731&amp;IDCategoria=12" target="_blank" >www.lagazzettadelmezzogiorno.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080217-195330">
		<title>Malato di gelosia spia l&#039;ex moglie con cimici, antenne e sistema Gps</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080217-195330</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/comp.jpg" width="300" height="230" border="0" alt="" /><br /><br />Microspie, pc, antenne e Gps: così un ingegnere spiava l’ex moglie<br /><br />È un classico esempio di stalking, di comportamento persecutorio». Sarà pure così, come spiega il dirigente del commissariato di polizia «Esposizione», Eduardo Calabria, ma quando i suoi uomini sono arrivati a casa del «persecutore», l’altra sera, sono rimasti allibiti di fronte a un arsenale tecnologico da fare invidia a qualsiasi spione: Gps, pc portatili, calamite, antenne di varie dimensioni, software per seguire e quindi localizzare i movimenti di un’auto. E poi un archivio di file con i vari movimenti registrati della «vittima», compresi di latitudine e longitudine, e altri file, sonori, con le telefonate intercettate (naturalmente abusivamente). Questa è la storia di un matrimonio finito, di un amore entrato in crisi. E’ la storia di un uomo che non si rassegna alla fine del rapporto e perseguita l’ex compagna. Le cronache ci hanno raccontato spesso di donne ammazzate dagli ex conviventi in preda a una crisi di gelosia. Questa volta, il «dramma» della gelosia è stato evitato. Lei, alla fine, è andata a denunciarlo. <br /><br />La coppia viveva all’Eur, quartiere residenziale della capitale. Coppia benestante, lui un ingegnere di 54 anni, lei una donna di 47 anni. Nei giorni scorsi la signora si è presentata al commissariato «Esposizione» per sporgere querela: «Sono perseguitata... Il mio ex marito mi pedina, mi minaccia. Mi ha anche fatto sentire alcune mie conversazioni telefoniche, arrivando a dirmi che le avrebbe rese pubbliche, magari attraverso Internet, attraverso YouTube. Mi pedina e si materializza davanti aggredendomi. Non solo con frasi sgradevoli e violente ma anche strattonandomi...». Come fa a seguirla? Come a farle ascoltare le sue conversazioni telefoniche? La procura della Repubblica di Roma ha autorizzato gli uomini del commissariato ad andare a perquisire la casa dell’ex marito della donna. E la perquisizione è avvenuta l’altro giorno, con la sorpresa della scoperta di un arsenale tecnologico.<br /><br />Un ingegnere qualificato, evidentemente, che è stato in grado di costruirsi un sofisticato meccanismo di controllo tecnologico. Per esempio, l’uomo poggiava un rilevatore di posizione in un contenitore di plastica che, con una calamita, piazzava sotto l’auto della (ex) moglie - i due non sono ancora legalmente separati - controllando così, attraverso un particolare software installato su un pc portatile, i movimenti della donna in tempo reale. I poliziotti hanno trovato la documentazione informatica di questi pedinamenti. Spesso, secondo la denuncia della donna, l’ingegnere sbucava all’improvviso dal nulla, quando lei magari si trovava dall’altra parte della città. E l’aggrediva, la minacciava. Insomma, la perseguitava.<br /><br />Quello che ha colpito i poliziotti è stato anche l’archivio dei file sonori. Evidentemente, l’«ingegnere» era riuscito a intercettare (illegalmente) le conversazioni della (ex) moglie. Non il cellulare, ma l’utenza fissa. Il dirigente del commissariato «Esposizione» non si sbilancia: «Non sappiamo ancora se l’ingegnere ha piazzato una cimice nell’appartamento, oppure se è riuscito a introdursi, con una derivazione, sulla linea telefonica. Aspettiamo di fare degli ulteriori approfondimenti».<br /><br />Sembra la trama di uno di quei film d’azione che vede protagonisti dell’intrusione tecnologica. Uno della serie degli 007 o di «24», con i rilevatori di posizione che inviano sul monitor di un computer la mappa degli spostamenti di una macchina. In questo caso però, nessuna «Spectre» da neutralizzare. Qui, è un ingegnere che è andato ben oltre «il grande fratello». Non voleva solo spiare l’ex moglie, la perseguitava, forse consapevole che non l’avrebbe mai più riconquistata. Un atto disperato e violento, dunque.<br /><br />In attesa della «bonifica» - questo è il termine tecnico - per conoscere il mezzo attraverso cui l’uomo intercettava la donna, nei confronti dell’ingegnere sono state ipotizzate diverse contestazioni. Quello di «stalking» non è ancora un reato però il comportamento persecutorio rientra nel reato di maltrattamenti in famiglia. Ci sono poi le molestie e le interferenze illecite nella vita privata. La presenza dell’arsenale tecnologico e i file con le conversazioni rubate della (ex) moglie sono prove evidenti di intercettazioni illegali.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200802articoli/30179girata.asp" target="_blank" >www.lastampa.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080215-183347">
		<title>Sul web siamo tutti &quot;spiati&quot; Ecco il vero Grande Fratello</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080215-183347</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/grande_fratello.jpg" width="300" height="230" border="0" alt="" /><br /><br />Attenti agli scherzi su YouTube, le tracce restano per sempre<br /><br />Attenti ragazzi, il Grande Fratello - simile a quello immaginato da Orwell in «1984» - è ormai stabilmente tra noi. In forme diverse dall’occhio onnipresente di uno schermo. In modi più subdoli, senza darlo a vedere, scruta, analizza. Soprattutto, memorizza. E dimentica con molta lentezza, fatica a cancellare. Adirlo, nei giorni scorsi, è stata la personalità che in Italia ha davvero tutte le carte in regola per farlo: il professor Franco Pizzetti, presidente dell’Autorità Garante per la Privacy. Ad oltre 500 studenti delle scuole superiori, a docenti e a dirigenti, Pizzetti ha tenuto una lezione all’Università di Torino, con lo storico Giovanni De Luna e il sociologo Luciano Gallino, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali.<br /><br />Il professor Pizzetti ha richiamato l’attenzione su qualcosa a cui a 15-16 anni si pensa raramente e cioè al fatto che certe azioni di oggi possano avere conseguenze future. Magari condizionando la vita del loro autore. «Quanto succede in Gran Bretagna insegna: là - ha spiegato il Garante - i datori di lavoro navigano a caccia di informazioni su chi ha fatto domanda di assunzione. È illegittimo, ma questa è la realtà. E c’è chi, a 25 anni, rischia di perdere occasioni lavorative importanti per un filmato immesso su YouTube quando di anni ne aveva 15». Ancora: «La protezione dei dati è sempre più importante per le giovani generazioni. Dovete pensare che Internet non va usato con leggerezza. Ciò che poteva essere uno scherzo a un compagno - e che si è sempre fatto - oggi filmato e messo sul Web, a disposizione di chiunque, diventa un’altra cosa, un comportamento molto più grave».<br /><br />Sono due le realtà che tutti noi oggi viviamo e di questo dobbiamo sempre essere consapevoli. «Una è quella vera, l’altra è virtuale, vive nella rete e si nutre di dati. Ma ciò che è sulla rete - ha ricordato il Garante per la Privacy - è disponibile per milioni di persone per un tempo spesso non conoscibile ». Ancora gli scherzi a scuola. «Non sono un’invenzione di oggi, basta ripensare al libro “Cuore”. Ma all’epoca di De Amicis tutto avveniva dentro la scuola. Il maestro esercitava la sua pedagogia, la scuola metteva in campo le sue minacce, compresa quella della cacciata da tutti gli istituti del regno. Tutto avveniva in una comunità autoprotetta e autoreferente ».<br /><br />Oggi la situazione è all’opposto. «Se mettete un filmato su YouTube c’è il rischio che lo vediate in onda sul tg della sera. E se uno studente lancia i gessetti al professore o gli inumidisce la sedia, ma il tutto resta circoscritto all’aula, ha un peso. Se il professore si ritrova sul tg di fronte a milioni di spettatori è altra cosa. Quel professore è anche un padre, un marito, un vicino di casa...». La sua privacy è stata gravemente violata, la sua dignità altrettanto.<br /><br />Pizzetti ha poi sottolineato che «nessuno può vivere senza lasciare dati». E per rendere l’idea ha ricordato che noi tutti conosciamo intere epoche storiche grazie alle tracce che gli uomini hanno lasciato. Oggi, però, si tratta di riuscire a calibrare produzione di dati, diffusione ed utilizzo dei medesimi. Alle scuole, come a tutte le amministrazioni, il Garante ha rivolto l’invito a «compartimentare la mole di dati di cui sono in possesso, per renderli disponibili solo alle categorie effettivamente interessate».<br /><br />Chi è<br />L’autorità a tutela dei dati personali<br />L’attività del Garante, iniziata nel 1997, ha riguardato ogni settore della vita sociale economica e culturale del Paese in cui si sia manifestata l’esigenza della protezione dei dati personali.<br />Tra i compiti: controllo della conformità dei trattamenti di dati personali a leggi e regolamenti; esame delle segnalazioni e dei reclami degli interessati; autorizzazioni per il trattamento dei dati sensibili; promozione, tra le categorie, della sottoscrizione dei codici di deontologia e di buona condotta.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&amp;ID_articolo=537&amp;ID_sezione=255&amp;sezione=" target="_blank" >www.lastampa.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080213-171233">
		<title>Microspie nella sede dell&#039;Aia</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080213-171233</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/top_secret.jpg" width="329" height="238" border="0" alt="" /><br /><br />Scovate delle cimici sotto il tavolo della sala riunioni dell&#039;associazione albergatori e nei telefoni degli uffici.  Ora l&#039;inchiesta è in mano a carabinieri e procura, ma ci sono pochi dubbi: si tratta di &#039;spionaggio&#039; imprenditoriale <br /><br />Una microspia sotto il tavolo della sala riunioni. Qualcuno spiava l’Associazione albergatori. Non solo. I telefoni della sede di via Baldini erano stati manomessi, probabilmente perchè qualcuno aveva tentato di mettere anche lì delle cimici. Ma non è tutto perchè negli uffici dell’Aia si sono registrate diverse intrusioni negli archivi informatici dell’associazione. Naturalmente è tutto in mano ai carabinieri e alla procura, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che si tratti di «spionaggio» imprenditoriale. <br /><br />E’ a fine gennaio che casualmente all’Associazione albergatori si controllano i telefoni perchè non funzionano bene: ‘crepitano’, fanno contatto. Arrivano i tecnici e trovano alcune cose strane, soprattutto fili fuori posto. Come se qualcuno avesse predisposto degli apparecchi ad ospitare una microspia. A quel punto la sede viene controllata palmo a palmo e anzi si chiede anche la «bonifica ambientale» di un ditta specializzata e salta fuori da sotto il tavolo delle riunioni una microspia in grado di ascoltare, e anche registrare, tutto quello che dicono gli abergatori nei loro incontri. E’ davvero troppo. Scatta la denuncia ai carabinieri. Carabinieri che si mettono subito ad indagare. <br /><br />Partono da cimici ed apparecchietti elettronici, ma ovviamente non trascurano di esaminare a fondo le intrusioni informatiche, almeno un paio, che l’Aia aveva denunciato intorno alla metà di gennaio. Chi era riuscito a violare la password aveva potuto scaricare gli indirizzi di tutti gli associati, ma anche dichiarazioni dei redditi, bilanci aziendali e tutta una serie di dati sensibili. Un paio di volte era anche stata trovata scassinata la porta d’ingresso della sede di Viserba dove non era stato rubato nulla anche se qualcuno, anche in quell’occasione, aveva ‘frugato’ nel computer. <br /><br />A quel punto era chiaro che chi stava spiando l’Associazione Albergatori riminese lo faceva per fini ‘professionali’. I carabinieri quindi hanno voluto sapere chi avrebbe avuto interesse a rubare associati all’Aia, che ha anche un’organizzazione che fornisce servizi agli albergatori. Si doveva per forza trattare di un concorrente intenzionato a offrire agli albergatori consulenza ed assistenza fiscale o legale attraverso la sua azienda. <br /><br />I carabinieri hanno dovuto ricostruire l’ultimo anno di vita dell’associazione albergatori. Naturalmente gli inquirenti hanno invitato il presidente Patrizia Rinaldis a riferire cosa poteva essere successo. Effettivamente l’estate scorsa c’era stato un esodo di massa. Sei o sette dipendenti si erano licenziati. L’episodio era avvenuto poco dopo un burrascoso scambio di opinioni tra la stessa Rinaldis ed il responsabile di Aia Servizi. Sulla richiesta di alcuni chiarimenti il funzionario avrebbe sbattuto la porta con parole pesanti. <br /><br />Dopo questo episodio erano state avviate le pratiche per il licenziamento di quel funzionario per questioni disciplinari. Poco dopo la fine del rapporto di lavoro alcuni dipendenti dell’Aia avevano deciso di licenziarsi per andare a lavorare con l’ex dirigente che nel frattempo aveva aperto una sua agenzia di servizi. Naturalmente le indagini si sono incentrate su questa persona e sarebbero anche arrivata a qualcosa di concreto. I reati ipotizzati sarebbero il 615 bis e ter del Codice Penale che punisce chi viola la libertà con interferenze illecite nella vita privata e chi accede abusivamente ad un sistema informatico. Sono reati punibili con pene fino a 4 anni. <br />Ora tutto è nelle mani del pubblico ministero. <br /><br />Fonte:  <a href="http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/rimini/2008/02/13/64564-microspie_nella_sede_dell.shtml" target="_blank" >Ilrestodelcarlino.quotidiano.net</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080212-165150">
		<title>&quot;Vendevano segreti militati alla Cina&quot; Le autorità Usa arrestano 4 persone</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080212-165150</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/aereo.jpg" width="350" height="222" border="0" alt="" /><br /><br />Fra loro un dipendente della Boeing che avrebbe fornito a Pechino documenti riguardanti lo Shuttle. In manette anche un dipendente del dipartimento della Difesa<br /><br />Le autorità americane hanno annunciato oggi l&#039;arresto di quattro persone per spionaggio a favore della Cina, compreso un ex-dipendente della Boeing che avrebbe fornito a Pechino segreti riguardanti lo Shuttle. <br /><br />Gli arresti si riferiscono a due casi diversi. Nel primo l&#039;ex-ingegnere della Boeing Dongfan Chung - nato in Cina e poi diventato cittadino Usa - avrebbe consegnato alla Cina diversi documenti segreti nel settore aero-spaziale, compresi alcuni manuali di volo e documenti riguardanti lo Shuttle. <br /><br />La seconda indagine ha visto l&#039;arresto di Tai Shen Kuo e Yu Xin Kang, entrambi residenti a New orleans (Louisiana), per avere ottenuto documenti segreti da un dipendente del Pentagono, Greeg Williams Bergersen, a sua volta arrestato, al fine di consegnare tali documenti all&#039;intelligence cinese. Le autorità Usa hanno spiegato che Chung, 72 anni, ha lavorato prima per la Rockwell International (dal 1972) e quindi per la Boeing (dal 1996). L&#039;ingegnere aveva accesso a documenti segreti riguardanti lo shuttle e velivoli militari Usa. <br /><br />Tra il materiale segreto trasmesso da Chung alla Cina, oltre allo shuttle, figurano informazioni sull&#039;aereo da trasporto militare C-17 e sul missile Delta IV. Chung si è recato nell&#039;arco di 18 anni più volte in Cina con la scusa di tenere conferenze su temi aerospaziali. I dirigenti di Pechino avevano discusso con Chung la possibilità di invitare la moglie, che è un&#039;artista, in Cina per eventi culturali dando così all&#039;ingegnere la possibilità di viaggiare nel paese, accompagnandola, senza destare sospetti. <br /><br />Chung è stato accusato di otto reati di spionaggio economico al termine di una indagine condotta dall&#039;Fbi con l&#039;aiuto degli inquirenti della Nasa. Il secondo caso presenta aspetti inquietanti per gli Usa perché vede la partecipazione di un dipendente del ministero della Difesa, Bergersen, un esperto in sistemi di armamento. <br />La maggior parte dei documenti segreti venduti da Bergersen ai cinesi per somme di denaro non precisate riguardavano &quot;le vendite di materiale militare statunitense a Taiwan&quot;, ha rivelato oggi il ministero della giustizia Usa. <br /><br />I documenti ottenuti da Tai Shen Kuo erano poi trasmessi a Yu Xin Xiang che aveva il compito di far poi giungere il materiale segreto allo spionaggio cinese. <br />&quot;Questi casi mostrano che lo spionaggio straniero continua ad essere una grave minaccia nel mondo post-Guerra Fredda&quot;, ha notato un funzionario del ministero della giustizia Usa illustrando le due vicende. <br /><br />Fonte:  <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/esteri/spie-cina/spie-cina/spie-cina.html" target="_blank" >www.repubblica.it</a>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080203-180304">
		<title>Società telefoni tronca intercettazione Fbi per conto non pagato</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080203-180304</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/inter.jpg" width="436" height="312" border="0" alt="" /><br /><br />Una società telefonica ha tolto la linea a una intercettazione internazionale dell&#039;Fbi perché non aveva pagato in tempo il conto. E&#039; quanto risulta da un controllo del governo statunitense reso noto oggi.<br /><br />L&#039;ispettorato generale del Dipartimento della Giustizia ha accusato l&#039;Fbi di cattiva gestione del denaro utilizzato nelle inchieste segrete, dicendo che ciò ha reso l&#039;Agenzia vulnerabile a furti e conti gestiti in modo inefficiente.<br /><br />L&#039;ispettorato cita il caso in cui una intercettazione effettuata in base al Foreign Intelligence Surveillance Act, che presiede allo spionaggio elettronico in casi di terrorismo e servi segreti, è andata in malora a causa di una bolletta.<br /><br />&quot;Ai gestori di telecomunicazioni sono risultati pagamenti in ritardo, così sono state disconnesse le linee telefoniche allestite per dare risultati nella sorveglianza all&#039;Fbi...&quot;.<br /><br />Cynthia Schnedar, portavoce dell&#039;Ispettorato generale, ha detto di non poter fornire altri dettagli sulle intercettazioni interrotte, precisando che gran parte del rapporto contiene informazioni sensibili per le forze dell&#039;ordine e non è stata resa pubblica.<br /><br />Fonte:  <a href="http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080110/tso-security-fbi-telefono-89ec962_1.html" target="_blank" >http://it.notizie.yahoo.com</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080124-174118">
		<title>Spie, la nuova guerra</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080124-174118</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/navespia.jpg" width="350" height="240" border="0" alt="" /><br /><br />A caccia di segreti da Cina e Russia. L&#039;allarme dell&#039;Fbi: i pericoli maggiori vengono dagli hacker.<br /><br />Può cominciare con un&#039;email che offre un programma da scaricare. Oppure con un invito a un imprenditore a compiere un viaggio «tutto pagato» in Cina. O, ancora, con un piacevole incontro con una disinvolta studentessa orientale. Se accetti rischi di trovarti in una trappola. Tesa da agguerriti agenti a caccia di informazioni. Un esercito di 007 che Pechino ha mobilitato per colmare il gap tecnologico con l&#039;Occidente, per studiare i nostri sistemi economici, per carpire gli ultimi segreti dell&#039;industria e delle forze armate. I cinesi hanno dei concorrenti brutali: i russi dell&#039;Svr, l&#039;erede del vecchio Kgb. Il caso Litvinenko, il transfuga ucciso con il polonio, è un già ricordo e sul terreno si muovono nuove pedine. Una battaglia che allarma i nostri James Bond: «Siamo tornati all&#039;epoca della guerra fredda», è l&#039;analisi delle intelligence Nato. <br /><br />Dal cielo e dal mare<br />Le ombre che vengono da Mosca amano i nuovi mezzi di infiltrazione — leggi Internet — ma non abbandonano la tradizione. I loro aerei hanno ripreso le ricognizioni ai confini dei Paesi dell&#039;Alleanza Atlantica. Voli di disturbo per mostrare le ali e buttare un occhio — elettronico — su quello che accade. In Mediterraneo, invece, sono tornate le vecchie navi spia. Somigliano a pescherecci, l&#039;unica differenza è una selva di antenne. Di solito si mettono in coda alle unità della Nato, spiano le manovre. Altre vanno a caccia di comunicazioni delicate. Fonti israeliane hanno rivelato che i siriani stanno ampliando i porti di Latakia e Tartous in modo da poter ospitare le navi della flotta russa. Queste attività però sono poca cosa rispetto a cosa combinano tra Londra, Washington e Montreal. In Gran Bretagna hanno non meno di trenta agenti, più i «collaboratori» e quelli in sonno. Restano in attesa per anni, poi li attivano e loro si mettono al lavoro. In Canada ne hanno beccato uno che si era impadronito dell&#039;identità di una persona morta in un incidente. <br /><br />I bersagli: progettisti e ingegneri<br />Alle spie stanno a cuore i progetti di un nuovo motore, i disegni di un jet, una nuova lega di metalli, un apparato di comunicazione sofisticato. Tutto quello che non sono in grado di produrre provano a sottrarlo. Mai come oggi le differenze tra lo spionaggio militare e quello industriale sono state così poche. I segreti della Ferrari equivalgono a quelli di un caccia. In Francia hanno incriminato una ricercatrice cinese di 24 anni, Li Li, che lavorava come stagista in una industria automobilistica. La polizia le ha sequestrato sei computer portatili e due «memorie» esterne. Oggi il bersaglio ideale delle spie non è più l&#039;alto ufficiale ma l&#039;ingegnere. Tanto che l&#039;Fbi ha redatto un decalogo per quanti lavorano in società sensibili, suggerendo possibili contromisure: attenti a chi incontrate a un party, vigilate sulle richieste di visite nella vostra impresa, state in guardia quando vi recate a un congresso, controllate con attenzione i nuovi assunti, badate al vostro collega. Problemi familiari, difficoltà economiche, rivalità in ufficio possono diventare una breccia dove si infilano le spie. Spesso sono ragazze avvenenti che inducono il dipendente a tradire. Sesso e denaro, infedeltà e intrigo. Mata Hari non è mai morta. La usano i russi e i cinesi, i nord coreani e gli americani. <br /><br /> Guerrieri cibernetici<br />Vecchi trucchi che non impediscono agli 007 di usare quelli nuovi. Il pericolo maggiore — segnalano all&#039;Fbi — è quello degli hackers, i guerrieri cibernetici. Si intrufolano ovunque. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, il Pentagono, uffici statali britannici sono rimasti vittime delle incursioni degli specialisti cinesi. Gli attacchi in Germania — ha denunciato a ottobre il controspionaggio — sono quotidiani, a organizzarli i servizi di Pechino. Il Ministero per la Sicurezza cinese e il Secondo Direttorato della Difesa hanno messo insieme team di giovani universitari — veri draghi del computer — con un originale sistema di reclutamento. I Dipartimenti militari di ogni regione hanno organizzato campionati per hackers dove alla fine sono stati selezionati i più bravi. Famosi — soltanto perché sono finiti sui giornali — quelli dello Sichuan. Passano notte e giorno seduti al pc, si presentano con nomi di fantasia — l&#039;idraulico, il farmacista— e sono capaci di imprese impossibili. Le gare del loro campionato prevedono operazioni di attacco, blocco dei siti «nemici», difesa. Simulazioni che saranno utili quando muoveranno sul campo. <br /><br />Da Pechino al Nordest<br />Quanto non ottengono con le scorrerie digitali, i cinesi cercano di averlo con i loro «agenti all&#039;Avana». I più determinati sono i funzionari del Fronte Unito del Lavoro, un ufficio legato al Partito comunista. Operano nelle comunità cinesi all&#039;estero, cercano di reclutare personalità occidentali nel mondo della scienza e dell&#039;economia, costringono i loro connazionali a diventare complici. Da oltre due anni sono entrati in forze in Italia dedicandosi alle imprese medie e piccole del Nordest. Vogliono copiare il loro sistema di lavoro e, ovviamente, i prodotti. Calzature alla moda, abbigliamento raffinato, mobili. La fibra ultraleggera vale più del codice di un missile.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_13/spie_olimpio_aaf5c79e-c1a4-11dc-bb2b-0003ba99c667.shtml" target="_blank" >www.corriere.it</a>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080118-130952">
		<title>Sperimentata trasmissione a prova di intercettazione su PC </title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080118-130952</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/intercettazione_pc.jpg" width="300" height="227" border="0" alt="" /><br /><br />Si chiama &#039;esperimento di trasmissione di crittografia quantistica&#039; e all&#039;apparenza si presenta come una normalissima e-mail: in realtà, la comunicazione tra due computer sperimentata oggi a Como sembra destinata a fare parecchia strada. Per il semplice fatto che la trasmissione garantisce l&#039;inviolabilità: è insomma a prova di intercettazioni. La tecnologia è stata realizzata da scienziati dell&#039;Università dell&#039;Insubria e dell&#039;Università di Camerino, in collaborazione con il Centro Volta di Como, coordinati dal professor Giulio Casati, fisico teorico comasco, direttore del Centro Sistemi Complessi dell&#039;università insubrica.<br /><br />L&#039;esperimento è consistito nella trasmissione tra due computer, uno a Como, l&#039;altro a Chiasso, cinque chilometri di distanza, dell&#039;immagine di una carta di credito: nessuno al mondo avrebbe mai potuto intercettare, copiare e rispedire l&#039;immagine, perché se qualcuno si fosse intromesso, la linea attraverso fibre ottiche si sarebbe interrotta e l&#039;operazione si sarebbe automaticamente cancellata.<br /><br />La trasmissione viaggia infatti non attraverso onde elettromagnetiche, ma sui fotoni, quindi attraverso impulsi di luce, in un linguaggio criptato che può essere decifrato solo da chi possiede la chiave, fornita casualmente dal computer. &quot;Nessuno può intercettare un messaggio in campo quantistico - ha spiegato il professor Casati - anche se qualcuno riuscisse a riprodurre la chiave per decifrarlo, mittente e destinatario se ne accorgerebbero subito e cambierebbero la chiave, riproducendone un&#039;altra all&#039;infinito. Noi riproduciamo i fotoni con un laser, questi immagazzinano il messaggio e lo trasportano, il destinatario osserva i fotoni e legge il messaggio. Per questo è necessario il decodificatore, la chiave, della quale non ci si può impossessare&quot;.<br /><br />L&#039;esperimento, riuscito, è stato effettuato su una distanza breve, ma se ne possono cogliere le possibili applicazioni, tanto che - è stato detto oggi a Como - ha suscitato l&#039;interesse del governo statunitense, delle banche e dei Paesi che intendono affidare ad Internet le elezioni.<br /><br />Fonte:  <a href="http://new.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=45363&amp;rubrica=15" target="_blank" >new.ticinonews.ch</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080116-185651">
		<title>L&#039;Iran come la Cina: arriva la super polizia per spiare sms e bluetooth</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080116-185651</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/sms.jpg" width="300" height="200" border="0" alt="" /><br /><br />Dopo la Cina, anche il governo iraniano cerca di imbrigliare le telecomunicazioni private. Il sostituto  procuratore di Teheran e coordinatore di questo organismo speciale, Mohsen Toloui, ha spiegato alla stampa le ragioni dell’iniziativa: “Questo nuovo reparto avrà il compito di controllare che i trafficanti di droga, le  prostitute e le bande dei criminali non utilizzino questi sistemi per abbordare clienti o vittime. Occorre che questi mezzi non si trasformino nemmeno in un veicolo per offendere la religione”. <br /><br />Toloui ha però minacciato misure più restrittive, fino alla sospensione del servizio di sms per tutti i 24 milioni di telefonini che circolano nella Repubblica Islamica. “Se l &#039;uso illegale degli sms continuerà – ha avvertito –  saranno presi provvedimenti &#039;cinesi&#039; &quot;. Gli sms sono stati fino ad oggi l&#039;unico mezzo di comunicazione non controllato, attraverso il quale i giovani iraniani potevano scambiarsi informazioni e messaggi &#039;proibiti&#039;, come gli inviti a feste e concerti underground, senza rischiare di cadere nella rete della polizia.<br /><br />Non è la prima volta che in Iran si cerca di mettere un freno alla libera circolazione di idee: la diffusione dei cellulari, per il regime, rappresenta una minaccia. Un anno fa il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha adottato misure restrittive nei confronti di una compagnia telefonica. E questo dopo aver ricevuto sul proprio cellulare  un sms con cui un mittente anonimo prendeva in giro il leader ultraconservatore, con insinuazioni sul suo “non lavarsi abbastanza”. Dopo aver scoperto che l’sms aveva fatto il giro di tutto il Paese, Ahmadinejad è andato  su tutte le furie. Non solo è ricorso alle vie legali ma, stando a quanto riferito dal sito antiregime Rooz, avrebbe  fatto licenziare il presidente della compagnia telefonica coinvolta e fatto arrestare quattro persone. L&#039;accusa?  Collusione con il Mossad, i servizi segreti israeliani.    <br /><br />Con la polizia speciale, però, si preannunciano tempi più duri non solo per i (presunti) agenti segreti del nemico. In nome dell’ordine e della sicurezza pubblica, il governo punta a setacciare le comunicazioni di quanti, soprattutto i giovani e dissidenti, proprio grazie alle nuove tecnologie riescono a ritagliarsi spazi indipendenti di confronto e incontro. <br /><br />La citazione cinese da parte dei responsabili iraniani non è casuale: a Pechino la politica di controllo delle telecomunicazioni private è tra le più ostinate. E qui il corpo speciale, che si occupa di telefonia e Web, dispone di 34mila agenti. Pronti a chiudere in un solo giorno 12mila internet cafè. Per Ahmadinejad, un esempio da seguire, mentre la polizia &#039;tradizionale&#039; prende di mira i bookcafé dove gli studenti si scambiano libri in edizioni proibite dalla censura.<br /><br />Fonte: <a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=76133" target="_blank" >www.rainews24.rai.it</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080106-190243">
		<title>La MICROSPIA GSM  più piccola del mondo con batteria ricaricabile</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080106-190243</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/microgsm.jpg" width="340" height="300" border="0" alt="" /><br /><br />MICROSPIA GSM con batteria interna ricaricabile  <br />fino 6 giorni in Standby, Tempo di Ascolto da 6 a 8 ore <br /><br />Il PLM-JNGSMTX08, un vero e proprio gioiello tecnologico, è il più piccolo trasmettitore GSM finora realizzato. La tecnologia di ascolto GSM  più avanzata concentrata in un contenitore delle dimensioni incredibilmente piccole di soltanto 43 x 34 x 17mm.  Basta inserire la SIM e chiamare il numero per ascoltare cosa succede in tua assenza. <br />Grazie alle sue ridottissime dimensioni il PLM-JNGSMTX08 può essere nascosto quasi da per tutto in casa, ufficio e autovettura ed è persino abbastanza piccolo per essere nascosto in una borsa o in una ventiquattrore. <br /><br />Il PLM-JNGSMTX08 offre la migliore qualità audio  possibile  grazie ad un nuovo circuito di filtraggio ed un nuovo Digital Sound Processor. <br /><br />Una ricarica della batteria interna rende operativa il PLM-JNGSMTX08 per fino a 6 giorni in standby o da 6 a 8 ore di asocoto audio di alta qualità. Per le operazioni a lungo termine il dispositivo può essere collegato alla corrente 220V. <br /><br />Per acquistarla <a href="http://www.spiare.com/microspia_gsm_nuova.html" target="_blank" >clicca qui</a>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080106-184956">
		<title>Microcamera con videoregistratore digitale integrato</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry080106-184956</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.spiare.com/microcameraregistratore6.jpg" width="350" height="224" border="0" alt="" /><br /><br /> <img src="http://www.spiare.com/microcameraregistratore3.jpg" width="350" height="236" border="0" alt="" /><br /><br /> <img src="http://www.spiare.com/registrazione.jpg" width="350" height="267" border="0" alt="" /><br />Per vedere il filmato <a href="http://www.spiare.com/Rec_015.3gp" target="_blank" >clicca qui</a><br /><br />La microcamera con videoregistratore digitale più piccola al mondo<br /><br />La Microcamera da 1,3 MPixel ultraminiaturizzata  con Registratore video/audio digitale dalle dimensioni di soli 73mm x 20mm x 11mm può essere nascosta facilmente in un porta accendino, un pacchetto di gomme o in un pacchetto di sigarette etc. <br /><br />Il PLM-MICAMREC è concepito per essere impiegato in ambienti ben illuminati o esterni. <br /><br />Il PLM-MICAMREC può essere equipaggiato con una memoria removibile Micro SD fino a 2GB. <br /><br />La registrazione  può essere vista attraverso  PC tramite la porta USB, oppure nei telefoni cellulari predisposti, spostando semplicemente la Micro SD da essa al Cellulare. La risoluzione video è di 176x144 in formato 3GP. <br /><br />Grazie alla sua batteria ricaricabile interna il dispositivo può operare continuamente per 2 ore massimo. La batteria viene ricaricata dalla porta USB del computer. <br /><br />Per acquistarla <a href="http://www.spiare.com/microcamera-videoregistratore.html" target="_blank" >clicca qui</a> ]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry071228-174240">
		<title>Lobster-Eye X-ray Inspection Device: gli occhi delle aragoste per guardare attraverso i muri</title>
		<link>http://www.spiare.com/blog/index.php?entry=entry071228-174240</link>
		<description><![CDATA[ <img src="http://www.microregistratori.com/the_lexid_1.jpg" width="395" height="363" border="0" alt="" /><br /><br />Uno dei nostri sogni di sempre è quello di riuscire a guardare attraverso i muri, ma una telecamera basata sulla vista delle aragoste non è proprio quello che immaginavamo. La Lobster-Eye X-ray Inspection Device creata dalla Physical Optics Corporation funziona trasmettendo raggi X attraverso i muri e analizzando il riflesso. Si tratta di raggi X a bassa potenza, quindi dovrebbero essere abbastanza sicuri da permettere ai vostri colleghi di specchiarsi sulla vostra faccia senza che voi acquistiate dei superpoteri. La Sicurezza Interna statunitense userà questi dispositivi per guardare dentro i bagagli, ma siamo abbastanza sicuri che li useranno anche per spiare dentro gli armadietti delle colleghe.<br /><br />Fonte:  <a href="http://www.gizmodo.it/2007/12/21/lobstereye_xray_inspection_device_gli_occhi_delle_aragoste_per_guardare_attraverso_i_muri.html#more" target="_blank" >www.gizmodo.it</a><br />]]></description>
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