Sos spionaggio, MacKay rassicura

Gli alleati della Nato hanno piena fiducia nel Canada, nonostante il caso di presunte rivelazioni di informazioni segrete. È l'assicurazione del ministro della Difesa Peter MacKay, da Ottawa, mentre il militare canadese accusato di spionaggio ha rinunciato all'udienza per la libertà su cauzione ad Halifax. Ieri Jeffrey Paul Delisle, 40 anni, arrestato ad Halifax nel fine settimana, ha deciso di non comparire in tribunale. Rimarrà in custodia fino alla prossima udienza, il 25 gennaio. Il sottotenente dell'intelligence della marina canadese è accusato di aver passato informazioni riservate "a una entità straniera o a un gruppo terroristico", secondo il Security of Information Act anti-terrorismo approvato subito dopo l'11 settembre. È il primo caso di questo tipo dal 2001. Secondo quanto riporta Ctv, i documenti riservati sarebbero stati passati ai servizi di spionaggio russi.

Secondo le prove raccolte dall'Rcmp, che ha condotto l'inchiesta, Delisle avrebbe rivelato informazioni riservate tra luglio 2007 e gennaio 2011, a Kingston e Ottawa, ad Halifax e nella sua città, Bedford. Secondo il codice penale, il marinaio avrebbe anche violato "i suoi doveri di servizio" con un abuso di confidenze. Questo reato, secondo il Criminal Code, può essere punito con un massimo di cinque anni di carcere, mentre è previsto persino l'ergastolo per una condanna per violazione del Security of Information Act. Delisle si è arruolato tra le riserve nel 1996, ed è diventato un soldato regolare delle forze canadesi nel 2001. Nel 2008 ha ricevuto una promozione.

Ha lavorato con l'unità che si occupa dell'intelligence della marina, ad Halifax, e del monitoraggio dei movimenti navali da e per il Canada con satellite, droni e mezzi sottomarini. È una base multi-nazionale che dà accesso, fra l'altro, a informazioni segrete dai Paesi membri della Nato. E ha lavorato anche a Ottawa, per il Chief of Defence Intelligence group. Ora, il servizio di controspionaggio dell'Esercito canadese sta verificando l'impatto della fuga di notizie. L'Rcmp, da parte sua, ha comunicato che "al momento non siamo a conoscenza di minacce alla pubblica sicurezza a causa da questa situazione". 

Fonte Corriere.com

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