Iran/ Impiccata 'spia di Israele che uccise scienziato nucleare
By webmaster on Mar, 05/15/2012 - 10:33
Le autorità iraniane hanno impiccato oggi un uomo condannato per l'omicidio di uno scienziato nucleare, avvenuto nel 2010, e per spionaggio a favore di Israele. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Irna, citando un comunicato delle autorità giudiziarie.
"Majid Jamali Fashi, la spia del Mossad e la persona che ha ucciso Masoud Ali Mohammadi, lo scienziato nucleare del nostro Paese, è stato impiccato martedì mattina nella prigione di Evin a Teheran", si legge nella nota. Jamali Fashi era stato indicato come il principale responsabile dell'attentato messo a segno con una moto-bomba davanti all'abitazione di Ali Mohammadi, fisico nucleare di fame internazionale, ed era stato condannato a morte lo scorso agosto. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe anche passato informazioni al Mossad, l'intelligence israeliana, in cambio di 120.000 dollari.


Lo scoop ha agitato le acque di Washington, già mosse per la campagna presidenziale. Il Parlamento ha chiamato a testimoniare il direttore della NSA Generale Keith Alexander. Il quale ha negato che la Scatola Nera sarà impegnata a sorvegliare la vita privata dei cittadini. E ha invece ricordato la necessità che gli Usa si attrezzino meglio per combattere la minaccia del terrorismo e la concorrenza delle intelligence rivali. Come la rete satellitare e terrestre Echelon che riunisce gli ascolti globali di Gran Bretagna, Canada, Usa, Australia e Nuova Zelanda. O il network gestito a Londra dal GCHQ, l'ala di sicurezza del Ministero delle Comunicazioni britannico. La Francia ha il suo Francheleon, la Svizzera il sistema Onyx. La Russia di Putin ha un orecchio in orbita con Okno e a terra con Safe City, città sicura. Mentre la Cina ha perfezionato il network Golden Shield, varato per le Olimpiadi di Pechino e l'India ha messo in campo il suo NatGrid, o "griglia nazionale".
Rischia sino a 20 anni di galera Vladimir Lazar, un colonnello in congedo dal 2003 accusato di spionaggio per aver passato al ministero americano della difesa 7000 carte topografiche russe contenenti dati classificati come segreto di Stato. Lo ha annunciato la procura generale russa, citata dalla agenzie.
Iniziato con l’arresto di un civile occidentale nel 2008, il più grande scandalo spionistico del periodo post-guerra fredda a
Una lunga marcia verso i segreti. Un cammino lento ma continuo che ha permesso ai cinesi di ghermire informazioni sul meglio della tecnologia aeronautica occidentale. E il colpo più grosso lo avrebbero messo a segno quando sono riusciti a impadronirsi di dati sul F-35, il caccia sviluppato dagli Usa in collaborazione con altri partner (Italia inclusa) e al centro di molte polemiche per i suoi costi. L' operazione - come ha confermato la stampa britannica - è stata condotta per 18 mesi o forse di più, affidata a quell' armata invisibile che sono gli hackers al servizio dell' Esercito popolare. Secondo una versione i pirati-spie sono entrati nel sistema della società inglese Bae System, società che lavora allo sviluppo del jet, ed hanno sottratto informazioni chiave. Una ripetizione di quanto già fatto quasi quattro anni fa negli Usa.
Email, telefonate, comunicazioni radio, codici segreti. E, forse, anche i sospiri. Milioni di dati che finiranno in una gigantesca base nel deserto dello Utah. Dal 2013 sarà questa la vera casa del Big Brother, il grande fratello. La rivista Wired ha dedicato un lungo articolo sulla costruzione del centro a Bluffdale, terra di mormoni a pochi chilometri da Salt Lake City. Il complesso, senza precedenti, andrà ad integrare gli altri gestiti dalla Nsa, la famosa agenzia di spionaggio elettronico americana. Con le sue «antenne» capta le conversazioni, intercetta i files che corrono lungo i cavi Internet, verifica le ricerche che si fanno in rete. Tasselli che sono confrontati con quelli rilevati dalla Nga, l’intelligence che gestisce i satelliti spia. Una foto, un brandello di un dialogo, un trasferimento di denaro, un prelievo al bancomat, una viacard usata su un’autostrada possono portare a un’identità. Un grande setaccio che rastrella di tutto e poi archivia all’interno di un «sistema». Una rete di software, compreso uno studiato per le comunicazioni telefoniche, permette agli agenti di raffinare la ricerca e di creare delle liste da sorvegliare.
"La vuoi vedere una cosa che fa paura?". Era sabato sera, a Long Beach, in California. Melissa Young, studentessa di liceo all'ultimo anno, era rimasta a casa a cazzeggiare davanti al computer. La sorella minore Suzy stava facendo lo stesso nell'altra stanza. Sullo schermo di Melissa spuntò una normalissima finestrella di instant messaging: a scriverle era Suzy, che le spediva anche un file chiamato semplicemente “Paura”. Si chiese come mai quella scansafatiche della sorella le stesse parlando via Messenger, e andò in camera sua per capire cosa voleva. Suzy cascava dalle nuvole. Sì, quel messaggio era partito dal suo account, ma non era stata lei a mandarlo. Davvero.
E' definita 'the shadow Cia'. L'ombra della Cia. E come la più famosa agenzia di spionaggio del mondo è americana. Ma non è un ente governativo. Si chiama 'Stratfor'. E' un'azienda privata, che vende e compra informazioni destinate a clienti ricchi e potenti. Governi, grandi aziende e multinazionali di tutto il pianeta.Ora, per la prima volta, è possibile aprire uno squarcio nel mondo segreto di Stratfor. 'L'Espresso' e 'la Repubblica' hanno avuto accesso con un pool di media internazionali ai 'Global Intelligence Files': 5,3 milioni di email interne, documenti ottenuti da WikiLeaks e che l'organizzazione di Assange inizia oggi a pubblicare sul sito (wikileaks.org/gifiles).
Amministratori e dipendenti del Comune di Termoli hanno un terribile sospetto: essere spiati da criminali con chissà quali intenzioni. Ed è una paura talmente grande che adesso hanno deciso di vederci chiaro. Lo scorso 14 febbraio è stata infatti pubblicata una determina dirigenziale con la quale si darà mandato a una ditta di investigazione per cercare all'interno del primo piano del municipio eventuali cimici e strumenti usati per le intercettazioni ambientali. Così, tanto per essere sicuri che dietro l'irruzione del giorno di San Silvestro non ci fosse qualcosa di più losco di un semplice atto di vandalismo.
MOSCA 
I servizi segreti pakistani, Isi, starebbero fornendo aiuto alle milizie talebane che operano in Afghanistan. Lo rivela un documento segreto della Nato basato su migliaia di interrogatori a miliziani catturati. Lo riferisce la BBC.
Ci sono simboli che fanno molta più paura delle cose reali. A spaventare gli oppositori russi, e a farli vagheggiare di inquisizioni e persecuzioni poliziesche, bastano degli innocenti faldoni da cartoleria comprati in massa dai servizi segreti russia. La settimana scorsa gli uffici dell'ex Kgb, nel famigerato palazzo della Lubjanka, insieme ad altri più svariati articoli da cancelleria come penne, matite ed elastici, hanno ordinato anche 30mila faldoni con "il simbolo in oro dei servizi segreti" e con la dicitura "Cartella personale". Prezzo d'acquisto, 5 euro l'uno. E in Rete si è scatenato il panico. I faldoni di cartone, rilegati in tela e chiusi ai margini da nastrini di stoffa, hanno per i russi un significato indelebile. Sono gli stessi che la polizia segreta ha usato per anni per contenere i dossier delle proprie vittime. Tutti li hanno visti nei film di spionaggio e nei telegiornali. Molti ricordano di aver scoperto dopo anni di ricerche i fascicoli e le storie 'ricostruite' dal Kgb dei propri cari spariti nel nulla o arrestati e deportati senza motivi apparenti.
Gli alleati della Nato hanno piena fiducia nel Canada, nonostante il caso di presunte rivelazioni di informazioni segrete. È l'assicurazione del ministro della Difesa Peter MacKay, da Ottawa, mentre il militare canadese accusato di spionaggio ha rinunciato all'udienza per la libertà su cauzione ad Halifax. Ieri Jeffrey Paul Delisle, 40 anni, arrestato ad Halifax nel fine settimana, ha deciso di non comparire in tribunale. Rimarrà in custodia fino alla prossima udienza, il 25 gennaio. Il sottotenente dell'intelligence della marina canadese è accusato di aver passato informazioni riservate "a una entità straniera o a un gruppo terroristico", secondo il Security of Information Act anti-terrorismo approvato subito dopo l'11 settembre. È il primo caso di questo tipo dal 2001. Secondo quanto riporta Ctv, i documenti riservati sarebbero stati passati ai servizi di spionaggio russi.
