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POLEMICHE SUGLI STRUMENTI ANTIAGGRESSIONE

Spray al peperoncino, rischio imitazioni
Vendite raddoppiate nelle armerie

Sì del Senato al decreto sicurezza e sì alle bombolette urticanti: a Roma allarme per i falsi cinesi

Una ragazza con uno spray al peperoncino (Jpeg)
Una ragazza con uno spray al peperoncino (Jpeg)
«Ecco, questo lo attacchi alla cintura o al portachiavi. Non tenerlo mai in borsetta: voi donne ci mettete sempre le ore a trovare qualcosa lì dentro». Il commesso dell'armeria di via Barberini strizza l'occhio mentre mette in busta «TW 1000 Pepper Fog modello Lady», spray antiaggressione tanto piccolo quanto efficace. Questa è una bomboletta legale ma sul mercato, avvertono gli esperti, starebbero per arrivare - in seguito alla depenalizzazione in discussione al Senato - migliaia di pericolose imitazioni cinesi: spray i cui principi attivi potrebbero essere dannosi per la salute.

ACQUISTI QUASI RADDOPPIATI - E' solo uno dei modelli in vendita: se ne trovano di diversi colori e grandezze tra le ferramenta e le armerie del centro di Roma. C'è chi li ha messi vicino alla cassa, tra le pile elettriche e il silicone sigillante, e chi espone tranquillamente in vetrina spray, palm e key defender che promettono di «immobilizzare l'aggressore in soli tre secondi».
«Ce ne chiedono davvero molti e dopo le ultime aggressioni nei parchi a ragazze e coppiette c'è stato un vero boom, almeno il 40% in più - spiega Francesco Polimeni di «Spiare.com» a Talenti - . Ad acquistare non sono solo le donne, ma anche i papà e i mariti. Qualche mese fa un ragazzo ne ha presi cinque, uno per la fidanzata, uno per la sorella e per le amiche. Come rivenditori forniamo lo spray ad alcune farmacie del centro che li tengono sul bancone e fanno buoni affari».

Spray al peperoncino in una ferramenta romana (foto Jpeg)
Spray al peperoncino in una ferramenta romana (foto Jpeg)
TOLLERATI E NON CONSENTITI - Eppure, prima della depenalizzazione contenuta nel decreto sulla sicurezza appena approvato, gli spray antiaggressione al peperoncino più che consentiti erano tollerati. Ufficialmente solo due modelli hanno superato l'esame della Commissione centrale della consulta delle armi: il palm defender e key defender. I modelli legali però hanno un doppio difetto. Il primo è che il loro uso non è facile e veloce come quello delle bombolette. Il secondo è che costano il doppio degli altri. «Tutti i modelli che vendiamo - chiarisce Polimeni - sono a base oleoresin capsicum (o.c.) con una concentrazione del 10% e sono consentiti dal ministero. Attenzione, però: oggi si rischia ancora una denuncia se la polizia ti trova con una bomboletta. Detto questo, se è una donna che va in giro di sera con lo spray, è tollerato. Un altro conto è se ce l'ha un malintenzionato che, magari, vuole compiere una rapina. Nel mio negozio, comunque, cerco di stare attento e non lo vendo a tutti».

Penne spray in un negozio (Jpeg)
Penne spray in un negozio (Jpeg)
I RISCHI DELLA DEPENALIZZAZIONE - Dopo la depenalizzazione, però, la questione cambierà. Il rischio è che la bomboletta si trasformi in un gadget di moda a basso costo. I prezzi - che oggi si aggirano sui 20-30 per gli spray e i 60-70 euro per modelli legali - scenderanno molto grazie alla concorrenza. «Sarà possibile comprare lo spray anche in edicola o dal tabaccaio - prevede Polimeni - e perché no, qualcuno potrebbe pensare di mettere su un franchising di negozi specializzati in autodifesa».

CORSI PER L'USO CORRETTO - Crescerà anche il cosiddetto indotto, per esempio i corsi per insegnare alle donne come usare correttamente lo spray. L'Ika International Kali Academy organizza stage nelle palestre romane. Con la liberalizzazione del mercato, però, i rischi per la salute aumenteranno. E non solo perché la bomboletta finirà facilmente in mani inesperte o malintenzionate.
Sul mercato nero, infatti, stanno arrivando anche gli spray cinesi che si vanno ad aggiungere a quelli illegali a base chimica come gas lacrimogeni. «Possono provocare seri danni agli occhi - chiarisce Polimeni -. Se spruzzati da vicino rischiano di compromettere la retina e portare alla cecità». Comunque, a decreto approvato, viene reso noto che le caratteristiche tecniche e il contenuto degli spray saranno definiti da un regolamento del Viminale di concerto con il ministero della Sanità.

Carlotta De Leo
30 giugno 2009(ultima modifica: 02 luglio 2009)

commentalanotizia

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Aiuto mamma

03.07|12:35
lettore333

Il problema è proprio questo, se l'acquisto sarà possibile per cani e porci sicuramente queste armi, che di fatto lo sono, verranno utilizzate anche dai malintenzionati per scippi e aggressioni facili in pieno giorno, invece che dare pene certe agli stupratori e agli assassini. Con la pena certa si avrebbe un reale deterrente, in questo modo invece incentiviamo la difesa fai da te....mi sa che scappo all'estero.