Francia, guerra in Mali. Libia attacco all’Italia 1


Libia_BandieraLa vecchie colonie. La Francia di Hollande è in guerra in Mali. Parigi è entrata in azione con raid aerei a supporto delle forze governative contro i fondamentalisti islamici affiliati ad al Qaida che da mesi occupano il nord. Il governo di Bamako ha proclamato lo stato di emergenza, le truppe governative hanno rioccupato Konne, caduta solo ieri in mano ai ribelli, e il presidente a interim, Diacounda Traoré, in serata rivolto alla nazione ha promesso che i ribelli riceveranno una risposta militare “sferzante e massiccia”. “La nostra missione in Mali non è finita e continuerà nei prossimi giorni”, ha detto il presidente francese. Hollande, ha annunciato di aver disposto il “rafforzamento delle misure antiterrorismo del piano Vigipirate” in Francia. Un pilota francese è rimasto ucciso nell’operazione militare in Mali.

Blitz Somalia fallito. La Francia guerriera aveva aperto contemporaneamente un altro fronte. Tentativo di liberare un ostaggio in Somalia, il quale è stato «ucciso dai suoi rapitori». Nel corso dell’operazione, condotta nella notte tra venerdì e sabato, sono stati uccisi anche due soldati francesi e 17 «terroristi». Il francese Dennis Allex, un agente dei servizi segreti che era ostaggio degli islamisti in Somalia dal luglio 2009, è stato «ucciso dai suoi rapitori» durante un’operazione condotta dalla Dgse (i servizi segreti) per cercare di liberarlo, ha annunciato il ministro, Jean-Yves Le Drian. Due soldati francesi «hanno perso la vita», ha aggiunto, e «17 terroristi sono stati uccisi» nei combattimenti. La notizia della morte dell’ostaggio era stata data stamane dal ministro della Difesa.

L’Europa sorpresa. Londra e Berlino hanno approvato l’intervento francese in Mali mentre la comunità dei Paesi dell’Africa occidentale (Ecowas) autorizzava l’invio immediato di truppe e l’Unione europea per una missione di addestramento. Che i francesi, a terra e in cielo, si fossero già schierati accanto alle poco addestrate unità maliane l’aveva rivelato ieri Globalist. Nel giro di poche ore, infatti, sono state riconquistate Konna e Douentza. Nel celebrare la vittoria a Konna e Douentza, fonti maliane avevano già ammesso che accanto all’esercito hanno agito soldati stranieri: francesi, nigeriani e forse senegalesi, e con l’aiuto di tre aerei, uno dei quali sicuramente transalpino. E si aspettano soldati anche di altri “Paesi amici”.

Il fronte si estende. Ora bisognerà vedere se la mossa di Hollande modificherà il quadro generale che prevedeva, almeno sino ad oggi, un aiuto militare europeo quasi esclusivamente logistico (armi, informazioni, addestramento) e non un intervento diretto, che avrebbe dovuto essere affidato a soldati africani dell’Ecowas. L’inattesa piega militare potrebbe avere imposto al conflitto in Mali una svolta sotto più punti di vista. La reazione dell’esercito, con la riconquista delle due località, non ha soltanto inflitto le prime vere sconfitte agli jihadisti, ma anche allontanato quello che appariva il vero obiettivo dell’offensiva, la conquista di Savaré e del suo aeroporto internazionale, lo stesso dove sono atterrati gli aerei francesi.

Guai italiani in Libia. Intanto, pessimi segnali dalla vicina Libia per l’Italia. A Bengasi, attentato al console italiano. Colpi di arma da fuoco sono stati sparati verso la vettura su cui viaggiava Guido De Sanctis, rappresentante diplomatico italiano in Libia. Per fortuna non ci sono feriti. Fonti della sicurezza locale precisano che il console Guido De Sanctis, 51 anni, sta bene. La blindatura dell’auto ha resistito e il console che si trovava all’interno della vettura non è ferito. L’attacco al console italiano è stato sferrato in un’area ad alta tensione. Nel mese di settembre scorso Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, è stato ucciso nei pressi del consolato Usa di Bengasi, insieme a Sean Smith, agente dei servizi segreti, e due marines.

Fonte Globalist


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