Hacker. Anonymus ha un italiano nel mirino

hacker anonymus

L’hacker ha un account twitter in cui scrive proclami sulla presa di Roma.

Hacker anonymus. Sul web dà suggerimenti a chi ha difficoltà tecniche e mostra come utilizzare apparecchi informatici di spionaggio.

Da oggi è uno “spiato”

Il profilo dell’hacker su Twitter è @technicalisis: è l’ “hacker italiano” dell’Is, stravagante personaggio della propaganda informatica dello Stato Islamico.

Addirittura secondo qualcuno, ma non ci sono conferme, ne sarebbe il capo.

La notizia rimbalzata dalle agenzie, aveva indicato in un hacker italiano residente all’estero uno dei capi della comunicazione dello Stato Islamico.

Perché negli ultimi giorni era stato messo sotto stretta sorveglianza dagli Anonymous impegnati a disarticolare il network informatico dell’Is.

Ma anche perché aveva scritto numerosi tweet in italiano col suo precedente account: @isistechnical.

E nel profilo aveva questa frase minacciosa: “Non ci fermeremo fino alla conquista di Roma”.

Si sospetta che sia uno dei principali artefici della propaganda dell’Is, nato per via dei tweet in italiano, arabo e inglese.

Che sia un hacker anonymus esperto invece lo si può dedurre dalla sua disponibilità ad aiutare chi avesse dei problemi tecnici e per aver spiegato come usare alcuni particolari tool informatici.

Anonymous lo “sorveglia” nelle operazioni IceIsis e AntiIsis (l’operazione di “vendetta” per la strage di Charlie Hebdo).

Ma non conferma che sia proprio lui a guidare gli hacker filojihadisti che stanno ancora cercando.

Dalle verifiche che Repubblica ha svolto sulle attività di questo profilo e dalla lettura dei suoi tweet, è lecito concordare con loro.

La persona dietro @technicalisis non parla bene l’arabo, lo scrive in dialetto, mischia l’arabo coranico con quello parlato, fa errori di grammatica, usa caratteri diversi e alterna in maniera differente maiuscole e minuscole.

E la maggior parte dei suoi tweet sono “copia e incolla”.

In quelli scritti in francese ha tradotto delle espressioni idiomatiche maghrebine che per un francese non hanno senso alcuno, mentre per un marocchino o un algerino ce l’hanno.

Diversamente aveva postato dei tweet in italiano utilizzando abbreviazioni come “etc”, “xke”, “qlc” dimostrandone una buona padronanza.

Insomma il presunto capo della propaganda dell’Is – che però ha pochissimi follower – potrebbe essere un semplice agitatore con l’attitudine del troll che ha magari vissuto in Italia e con origini nordafricane.

Che sia un sostenitore dello Stato Islamico è però certo quando dice hacker anonymus: “Ho aiutato il mio Stato [Islamico] di fronte a un computer e non tornerò indietro se dovessi essere obbligato [lo farò] anche sul campo”.

Tra i suoi ultimi post una macabra dichiarazione: una fotografia dove Obama è stato appena ucciso in maniera violenta.

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