Omicidio don Mario, assassini incastrati da microspie: arrestati tre albanesi


microspie-donmarioTre albanesi sono stati arrestati dai Carabinieri per l’omicidio di don Mario Del Becaro, il sacerdote di 63 anni trovato morto la sera del 28 dicembre 2012 nella canonica della parrocchia di San Bartolomeo a Tizzana, nei pressi di Quarrata (Pistoia).
Due sono stati presi a Prato e Montemurlo con l’ausilio di microspie, il terzo in Albania: sono accusati di essere responsabili in concorso tra loro dell’omicidio del sacerdote. Due sono fratelli, Bledar e Gazmor Haxhillari, il terzo è un loro conoscente, Kraja Fation. Uccisero perchè scoperti a rubare dal sacerdote, che rincasò prima del previsto.

Don Del Becaro era stato picchiato e legato. L’autopsia poi stabilì che era morto per le percosse ricevute, nonchè soffocato dal nastro adesivo con cui gli era stata tappata la bocca. Prima di fuggire con l’auto del prete gli aggressori avevano aperto la cassaforte con le chiavi ma trovarono poco contante e non un ‘tesorò di 300.000 euro di cui fu detto nell’immediatezza del fatto. Fin dall’inizio l’indagine evidenziò che sarebbero state più persone ad aggredire il parroco, che spesso aveva ospitato chi gli aveva chiesto aiuto, e che provò ad opporre una qualche difesa. Inoltre, pochi giorni prima dell’omicidio era in carcere un uomo originario dell’Est Europa accusato di aver tentato di estorcere del denaro al parroco.

Vicenda, questa, che convinse gli investigatori dei carabinieri a installare delle microspie nella canonica per monitorare i ripetuti episodi di minacce e tentata estorsione subiti dal sacerdote. Microspie risultate utili a mettere subito in azione i carabinieri. Decisivo anche l’esame del materiale biologico repertato dal Ris di Roma e del Nucleo investigativo di Pistoia nella canonica, che ha consentito di isolare i profili di due soggetti maschili appartenenti ai due fratelli. Centrale, inoltre, la figura di un giovane albanese domiciliato a Prato, che ha consentito ai due complici di introdursi nella casa del parroco, mentre lui era a colloquio col sacerdote, al quale aveva chiesto di farsi accompagnare alla fermata dell’autobus per Prato.

Nella seconda parte del 2012, nelle province di Prato e Pistoia, si era registrata una recrudescenza di furti e rapine violente, anche nelle case, nonostante la presenza dei proprietari, pure nei centri abitati, non solo nelle abitazioni isolate, e in ore diurne. L’aggressione al parroco di Tizzana venne inserita anche in questo contesto di ripresa di fatti criminosi nella Toscana settentrionale.

Fonte Il Messaggero

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