Primo organismo di intelligence della storia italiana

nc_cenni_storiciCENNI STORICI

Il primo organismo di intelligence della storia italiana fu istituito agli inizi del Novecento allo scopo di provvedere alla raccolta e all’analisi delle informazioni con finalità prevalentemente militari: era l’Ufficio I dello Stato Maggiore dell’Esercito, che svolgeva  funzioni di supporto informativo per il Comando Supremo.

Nel primo dopoguerra iniziò ad affermarsi l’esigenza di organizzare più compiutamente l’attività informativa, differenziando quella rivolta a scopi militari da quella civile. Prese quindi l’avvio un lungo processo evolutivo nel corso del quale – accanto alle strutture per l’intelligence militare, attive anche all’estero – sono stati istituti uffici dipendenti dal Ministero dell’interno, con il compito di sviluppare l’attività informativa in territorio nazionale.

Già nel 1919 venne creata la Divisione affari generali e riservati (DAGR) nell’ambito di una profonda riorganizzazione degli uffici informativi del Ministero dell’interno che aveva portato, tra le altre cose, allo scioglimento del cosiddetto Ufficio centrale di investigazione (UCI) nato durante la prima guerra mondiale per scoprire i disertori e le associazioni che li appoggiavano.

La DAGR era suddivisa in due branche specifiche: la Sezione Ordine Pubblico – con competenze in materia di difesa della sicurezza dello Stato e controllo delle attività sovversive – e la Divisione Stranieri, che aveva il compito di raccogliere informazioni sulle attività degli stranieri presenti nel nostro Paese. Nel maggio del 1925, all’interno della DAGR venne aggiunta una nuova sezione denominata Ufficio Speciale Movimento Sovversivo, creata appositamente per il controllo e la repressione delle attività sovversive.

In quegli anni furono progressivamente perfezionate le tecniche di spionaggio e istituiti il Casellario Politico Centrale e gli Ispettorati Speciali di Polizia in numerose zone d’Italia.

Sul versante militare, con il Regio Decreto n. 70 del 6 febbraio 1927, che stabiliva l’ordinamento del Comando di Stato Maggiore dell’Esercito, venne istituito un Ufficio denominato Servizio informazioni militare (SIM) alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore.

Il SIM era articolato in due branche: una offensiva, di ricerca informativa, e una difensiva, di controspionaggio. Questa struttura rimase invariata fino all’8 settembre 1943, tranne una breve parentesi in cui la sezione difensiva del SIM fu organizzata in Servizio autonomo di controspionaggio. Analoghi Servizi furono istituiti in Marina e in Aeronautica.

Nel 1944, a seguito di una prima embrionale riforma della pubblica sicurezza attuata dal Governo, fu istituita una nuova struttura chiamata Servizio informazioni speciali (SIS) a vennero provvisoriamente assegnate tutte quelle competenze in materia di investigazione politica in precedenza attribuite alla DAGR.

Il SIS rimase attivo per circa quattro anni, fino a quando, alla fine del 1948, venne sostituito dall’Ufficio affari riservati del Ministero dell’Interno.

Sempre nel dopoguerra il SIM – dal canto suo – andò gradualmente ricostituendosi quale struttura dello Stato Maggiore generale. Con l’unificazione nel Ministero della difesa dei tre Ministeri della Guerra, della Marina e dell’Aeronautica, il 30 marzo 1949 si giunse al riordino definitivo dei Servizi informativi delle tre Forze armate e alla costituzione di un servizio centrale unico: il Servizio informazioni Forze armate (SIFAR), alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Fu contemporaneamente costituita, presso ciascuna forza armata, una Sezione informazioni operative e situazione (SIOS) alle dirette dipendenze del rispettivo Capo di Stato Maggiore, con particolari compiti di informazione tecnico-militare e di polizia militare. I SIOS costituivano anche organi di collaborazione e di collegamento col SIFAR.

Quest’ultimo subì una graduale evoluzione sulla base delle disposizioni interne dello Stato Maggiore della Difesa finché il decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1477 – relativo all’ordinamento dello Stato Maggiore della Difesa e degli Stati Maggiori dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica – istituì il nuovo Servizio informazioni Difesa (SID) dipendente dal Capo di Stato Maggiore della Difesa. Al SID furono affidati compiti informativi, di prevenzione, di tutela del segreto militare e di ogni altra attività di interesse nazionale per la sicurezza e la difesa del Paese.

Nel 1977 la legge n. 801 riformò organicamente il settore istituendo il Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) e il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (SISDE). I due servizi rimanevano alle dipendenze rispettivamente dei Ministri della difesa e dell’interno, ma la nuova legge attribuiva l’alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento della politica informativa e di sicurezza al Presidente del Consiglio dei ministri, che coordinava i due organismi di intelligence tramite il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS).

Da ultimo la legge 124/2007 ha riformato l’intero apparato dell’intelligence italiana istituendo il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. Al suo interno –  sotto l’alta direzione e la responsabilità generale del Presidente del Consiglio dei ministri e con il coordinamento del Dipartimento informazioni per la sicurezza (DIS) – operano l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e l’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI), non più dipendenti dai Ministri della difesa e dell’interno.

L’AISE ha sostituito il SISMI assumendo la configurazione di Servizio a ordinamento civile; all’Agenzia sono affidate le attività di informazione sulle minacce alla sicurezza della Repubblica provenienti dall’estero, il controspionaggio fuori dai confini nazionali e le attività di controproliferazione.

All’AISI, che ha sostituito il SISDE, spettano le attività di informazione per la difesa della sicurezza interna della Repubblica e delle istituzioni democratiche, nonché quelle per la protezione degli interessi nazionali e il controspionaggio in territorio italiano.

Fonte Sicurezzanazionale

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  1. Primo organismo di intelligence della storia italiana…

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