Servizi segreti: allarme tensioni sociali possibili attentati spettacolari rischi di eversione per crisi economica

servizi-segreti-attentatiServizi segreti: la minaccia anarco-insurrezionalista rimane «estesa e multiforme», in grado di tradursi in una «gamma di interventi» che può comprendere anche «attentati spettacolari»: lo scrivono i servizi segreti nella Relazione annuale consegnata al Parlamento.

Per i servizi segreti italiani è rischio innalzamento tensioni sociali. Se la situazione economica non dovesse migliorare, scrivono i Servizi Segreti, c’è il rischio concreto di un «innalzamento delle tensioni sociali» e un’intensificazione delle contestazioni a «esponenti di governo, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali». Il «massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali», affermano gli 007, ha contribuito a contenere le tensioni che sono andare accumulandosi in diversi ambiti, dalla protesta degli autotrasportatori in Sicilia alla campagna contro Equitalia, dalla Tav alla scuola. Ora però, «in assenza di segnali di un’inversione del ciclo congiunturale l’incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendale, potrebbe minare progressivamente la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali, alimentare la spontaneità rivendicativa ed innalzare la tensione sociale, offrendo nuove opportunità ai gruppi dell’antagonismo», per «intercettare il dissenso e incanalarlo verso ambiti di elevata conflittualità». In questo ambito, affermano i servizi segreti, «si prospetta il rischio di un’intensificazione delle contestazioni nei confronti di esponenti di governo e personalità di rilievo istituzionale, nonché rappresentanti di partiti politici e sindacali considerati non sufficientemente impegnati nella difesa dei bisogni emergenti». Una situazione che ha portato i movimenti antagonisti ad una «rinnovata disponibilità al confronto» e che, di fronte ad «un eventuale aggravamento dello scenari congiunturale» potrebbe «costituire fattore di aggregazione e generalizzazione del dissenso, favorendo l’azione delle frange antagoniste che mirano alla radicalizzazione dell’offensiva sociale».

Cybercrime peggio di attacchi convenzionali.
Il cybercrime rappresenta una minaccia «complessa, impalpabile e pervasiva» capace di produrre «ricadute peggiori di quelle ipotizzabili a seguito di attacchi convenzionali» e di «incidere sull’esercizio delle libertà essenziali per il sistema democratico». L’allarme dei Servizi segreti sottolinea che è questa minaccia, al momento, «la sfida più impegnativa per il Paese». L’attenzione deve dunque essere massima in quanto la minaccia interessa molteplici aspetti: «Dai sistemi complessi e strutturati dello Stato e delle grandi aziende, ai computer e agli smartphone dei singoli cittadini». Senza dimenticare che, si legge nella relazione, la «soluzione al problema è di non facile individuazione e applicazione, poiché gli attori, i mezzi, le tecniche d’attacco e i bersagli mutano più velocemente delle contromisure». La minaccia nel cyberspazio, dicono i Servizi Segreti, può arrivare da diversi soggetti: gruppi terroristici e criminali e singoli hacker, Stati o “insider”, personaggi che «grazie al loro ruolo e alla loro qualifica possono accedere ai sistemi informatici dell’ente pubblico o privato per il quale lavorano». Quanto agli obiettivi degli attacchi cibernetici, gli 007 indicano in primo luogo il settore militare, dove si è registrato nel 2012 un aumento del numero di attacchi, lo spionaggio industriale ed economico, il crimine finanziario digitale. «Comincia inoltre a diffondersi sul web – dicono ancora i Servizi – una nuova forma di minaccia cibernetica rappresentata dal “randsomware”, ovvero un attacco informatico con richiesta di riscatto in denaro per il ripristino dei sistemi attaccati». Due, secondo i servizi segreti, i «livelli» su cui deve basarsi il contrasto al cybercrime: la «cooperazione internazionale e la codificazione di regole e pratiche per assicurare reciprocità di risposta e di gestione delle fasi acute di crisi» da un lato; porre al «centro della strategia di contrasto il concetto di sicurezza partecipata» e «garantire un approccio di sistema» dall’altro. Oltre a ciò, affermano ancora i servizi, deve essere considerato un «asset strategico» la «diffusione di una cultura della prevenzione cibernetica» con iniziative per sensibilizzare i cittadini e per promuovere la formazione.

Anarco-insurrezionalisti protagonisti nelle lotte. Nelle lotte contro la realizzazione della Tav, le «frange anarco-insurrezionaliste» hanno un «ruolo trainante» rendendosi protagoniste delle «azioni radicali» in val di Susa. La relazione sottolinea che l’obiettivo è quello di «alimentare la protesta contro la Tav, superandone i limiti localistici» e diffondere il conflitto nei territori. I servizi segreti segnalano che la mobilitazione contro la Tav viene vista negli ambienti antagonisti come «modello esemplare di lotta, per metodologia ed efficacia» e confermano il trend già sperimentato in questi anni e cioè quello di ricorrere a «azioni continue ma di bassa intensità secondo una prassi (cosiddetta “strategia di logoramento”, ritenuta cautelativa per gli antagonisti ma fortemente onerosa per l’azione di contrasto».

Rischio aggressione al made in Italy: gruppi esteri puntano ad acquisire patrimoni nazionali.
La crisi economica rafforza «l’azione aggressiva di gruppi esteri» che puntano a acquisire «patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali», nonchè «marchi storici del “made in Italy”, a detrimento della competitività delle nostre imprese strategiche». L’attività informativa, nota la relazione preparata dal Dis guidato da Giampiero Massolo, «ha confermato il perdurante interesse da parte di attori esteri nei confronti del comparto produttivo nazionale, specialmente delle piccole e medie imprese, colpito dal prolungato stato di crisi che ha sensibilmente ridotto tanto lo spazio di accesso al credito quanto i margini di redditività». I servizi segreti puntano l’attenzione su alcune manovre di acquisizione effettuate da gruppi stranieri che, se «da una parte fanno registrare vantaggi immediati attraverso l’iniezione di capitali freschi, dall’altra sono apportatrici nel medio periodo di criticità». Ciò per il «rischio di sostituzione, con operatori di riferimento, delle aziende italiane attive nell’indotto industriale interessato dall’investimento diretto ovvero proprietarie di tecnologie di nicchia, impiegate nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza nazionali, come pure nella gestione di infrastrutture critiche del Paese».

Banche, capitali opachi e soci ambigui.
In alcune banche italiane emergono profili di rischio «per le opacità dei capitali apportati», per l’ingresso di nuovi soci «dal profilo ambiguo» e per la «distorta gestione del credito da parte di esponenti aziendali sleali». I servizi segreti hanno inoltre guardato con attenzione alla nascita in Italia delle prime filiali di banche asiatiche che, «rivolte oggi principalmente ai propri connazionali residenti in Italia, possono costituire la premessa all’ampliamento della concorrenza allogena nel nostro Paese, con rischi di erosione di importanti quote di mercato per gli operatori nazionali».

Attenzione a Expo, grandi opere ed energia.
Grandi opere di edilizia pubblica, l’Expo milanese del 2015 ed il settore delle energie rinnovabili nel mirino delle organizzazioni criminali: è il rischio segnalato dalla relazione dei servizi segreti al Parlamento. Secondo le indicazioni raccolte dagli 007, i gruppi criminali continuano a ricercare contatti collusivi nell’ambito della pubblica amministrazione.

Afghanistan alto livello di minaccia per gli italiani.
Rimane «elevato» il livello di minaccia in Afghanistan, rileva la relazione. Nella regione Ovest, dove operano i militari italiani, si è registrato un incremento degli episodi ostili contro il contingente nazionale, che nel 2012 ha contato sette morti.

Fonte Il Messaggero

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