Servizi segreti. Via libera alle donne in arabia saudita

Il faticoso percorso delle donne saudite verso ruoli di potere e di prestigio conquista un’altra tappa: il Direttorato generale per le indagini, ovvero i servizi segreti del regno petrolifero. L’apertura alle donne è stata annunciata dal ministro degli Interni, il principe Mohammad bin Nayef Al Saud, in occasione di un evento dedicato alle opportunità di lavoro in Arabia Saudita che si è svolto nei giorni scorsi in Canada, riferisce il quotidiano Gulf News. Le 007 saranno selezionate dal bacino di studentesse già all’estero con borsa di studio. Le qualità che Al Mabahith Al Amma – così si chiamano i servizi segreti sauditi in arabo – cerca nelle nuove reclute, sono infatti livelli accademici avanzati, competenze manageriali e conoscenza delle lingue. Continua a leggere

Mafia, l’archivio segreto degli 007. Ecco le carte su omissioni e depistaggi

È l’archivio dei “non so” e dei “non ricordo”, dei silenzi e delle amnesie di quei funzionari dei servizi segreti che hanno indagato sulle uccisioni di Falcone e di Borsellino. È l’archivio dei ciechi, dei muti e dei sordi. L’archivio delle verità sepolte. Sui sopralluoghi a Capaci. Sugli avvistamenti in autostrada prima del 23 maggio 1992. Sul pericolo di attentati futuri. C’è anche il capitolo scabroso del falso pentito Vincenzo Scarantino e del suo depistaggio. Sono 318 i documenti top secret finiti nella relazione conclusiva della commissione parlamentare antimafia sulle stragi, montagne di carta straccia e poi qualche atto che rivela qua e là tutte le reticenze degli apparati di sicurezza, analisi senza influenza diretta sulle investigazioni e alcuni fogli che dimostrano la memoria corta degli 007 sul campo o al contrario – come nel caso dell’inchiesta taroccata sugli assassini di Paolo Borsellino – una “frenesia” molto sospetta.… Continua a leggere

I servizi segreti lanciano l’allarme: “La Cina si sta ‘comprando’ l’Italia”.

«La Cina si sta appropriando dei settori industriali più strategici, approfittando di questo grave momento di crisi, e ora che la conferma ci arriva addirittura dall’intelligence italiana dobbiamo agire per non permettere ai cinesi di “comprarsi” il nostro Paese, lasciando a noi soltanto le briciole». È Questa la reazione dell’europarlamentare toscano Claudio Morganti (ELD) all’allarme lanciato dai servizi segreti italiani che in un’inchiesta, di cui si è data oggi notizia sulla stampa, hanno rilevato il crescente aumento di acquisizioni, da parte di imprese cinesi, di attività strategiche per l’Italia, “target prioritario per la Cina” nei settori del “lusso, dell’automazione industriale, dei beni strumentali e delle tecnologie ambientali”. I servizi di intelligence hanno anche denunciato una massiccia presenza cinese nella riconversione di grandi zone industriali italiane, come il recupero dell’area Falck di Sesto San Giovanni, e il rischio di pericolose speculazioni nel settore immobiliare e dell’industria navale. Continua a leggere