Agente Cia arrestato a Mosca «Provocazione da guerra fredda»


agente-ciaRyan Fogle, terzo segretario all’ambasciata Usa, è stato arrestato a Mosca mentre stava cercando di reclutare un agente russo. Per le autorità locali il diplomatico è in realtà un agente Cia e a sostegno delle loro accuse hanno mostrato il materiale che gli è stato sequestrato.

L’ARRESTO – Fogle è stato bloccato nella serata di lunedì in una via della capitale. In una foto lo si vede steso per terra mentre un uomo gli tiene le braccia dietro la schiena. Il diplomatico è in camicia, ha un cappellino da baseball con la visiera all’indietro e uno zaino. Nelle immagini successive diffuse dall’FSB – il servizio russo – e rilanciate da Russia Today si vedono le parrucche (una forse la indossava al momento della cattura), denaro e altri oggetti. Per il controspionaggio lo 007 avrebbe offerto un milione di dollari ad un agente russo in cambio della collaborazione. Fogle, inoltre, avevo un foglio con le istruzioni per la recluta: evitare di usare propri apparati e comprarne uno solo per i contatti, ricorrere ad un Internet caffè, creare un account gmail, scrivere un messaggio a unbacggdA@gmail.com e attendere una settimana per la risposta.

DUBBI – Questi ultimi dettagli lasciano però perplessi. Possibile che l’uomo della Cia se ne andasse in giro con le istruzioni in tasca? Sono stati i russi ad «aggiungere» il materiale per metterlo alla berlina? Hanno voluto imitare l’Fbi quando fece circolare i video delle spie dell’FSB scovate negli Stati Uniti? Dopo il fermo Fogle è stato condotto in ufficio del servizio segreto, è stato interrogato e quindi consegnato alla sede diplomatica Usa. Qualche ora dopo lo hanno dichiarato «persona non grata» e sarà espulso. Il Ministero degli Esteri, a sua volta, ha convocato per mercoledì l’ambasciatore per le proteste di rito. Il duello di intelligence tra russi e americani è sempre forte anche se in chiave anti-terrorismo ci sono tentativi di collaborare.

POLEMICHE DOPO BOSTON – Dopo le bombe di Boston è nata una polemica perché i servizi russi non hanno fornito agli americani tutte le informazioni che avevano sull’attentatore di origine cecena Tamerlan Tsarnaev. E per ben tre volte non hanno replicato alle richieste di chiarimenti da parte dell’Fbi. Una mancata cooperazione dovuta forse ai «vecchi» rancori e alla necessità di coprire proprie fonti negli Stati Uniti.

«PROVOCAZIONI DA GUERRA FREDDA» – La scoperta di un «classico arsenale spionistico» nonchè di una grossa somma di denaro non smaschera solo un agente straniero colto in flagrante ma solleva ‘questioni serie» per gli Usa: lo dice il ministero degli esteri russo, definendo l’individuazione di un agente della Cia una «azione provocatoria nello spirito della guerra fredda».

Fonte Corriere.it

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