Come si fa a diventare un agente segreto: guida ai servizi segreti italiani

Articolo Aggiornato il 07/05/2026 da Francesco Polimeni

Come si fa a diventare un agente segreto. Da sempre il lavoro degli agenti segreti suscita molta curiosità e interesse da parte del grande pubblico, che spesso ne conosce solo l’immagine romanzata che viene rappresentata nei film e nei libri di spionaggio.

Ma come si fa a diventare un agente segreto nella realtà?

In questo articolo, vi guideremo alla scoperta dei servizi segreti italiani e dei requisiti necessari per intraprendere una carriera di agente segreto.

Requisiti necessari

Innanzitutto, va sottolineato che diventare un agente segreto non è facile né per tutti: il lavoro degli agenti segreti richiede un alto livello di preparazione, abilità e sacrificio.

I servizi segreti italiani sono composti da tre agenzie: l’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna), l’AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) e l’UCIGOS (Unità di Crisi e di Gestione delle Operazioni Speciali).

Ciascuna di queste agenzie ha il compito di proteggere la sicurezza nazionale e gli interessi strategici del Paese.

Per diventare un agente segreto, è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali.

In primo luogo, è richiesto un elevato livello di istruzione e una buona conoscenza delle lingue straniere, in particolare l’inglese.

È inoltre importante avere una buona forma fisica, capacità di adattamento e di lavorare sotto pressione, nonché una forte motivazione e un senso di dovere verso la nazione.

Come si fa a diventare un agente segreto: selezione e addestramento

I candidati che soddisfano questi requisiti devono superare una serie di selezioni rigorose, che comprendono test psicologici, fisici e di abilità, nonché colloqui con i responsabili dei servizi segreti.

I selezionati saranno poi sottoposti a un periodo di formazione intensiva presso le accademie dei servizi segreti, che li preparerà a svolgere missioni in Italia e all’estero.

È importante sottolineare che il lavoro degli agenti segreti è estremamente delicato e riservato.

Gli agenti devono agire nell’ombra e garantire la massima sicurezza e segretezza delle operazioni.

L’addestramento degli agenti segreti è progettato per garantire la massima discrezione e riservatezza.

Come si fa a diventare un agente segreto: dove presentare la domanda per entrare nei servizi segreti italiani

Per la presentazione della domanda per entrare nei servizi segreti italiani, i candidati devono partecipare a un concorso pubblico che viene indetto di tanto in tanto dalle singole agenzie dei servizi segreti.

Il concorso prevede una serie di prove di selezione, tra cui test psico-attitudinali, prove scritte e colloqui con i responsabili dei servizi segreti.

I prescelti verranno poi sottoposti a un periodo di formazione intensiva.

Durante questo periodo verranno addestrati alle attività operative e di intelligence dei servizi segreti.

Per partecipare al concorso, è necessario avere i requisiti di accesso previsti dal bando, tra cui titoli di studio specifici, conoscenza delle lingue straniere e una buona forma fisica.

È inoltre richiesta una dichiarazione di disponibilità a lavorare per i servizi segreti e a svolgere eventuali missioni all’estero.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata all’agenzia dei servizi segreti di riferimento, in base alle indicazioni fornite dal bando di concorso.

È importante seguire con attenzione le istruzioni per la presentazione della domanda e verificare di avere tutti i requisiti richiesti.

Conclusione su come si fa a diventare un agente segreto

Diventare un agente segreto non è un’impresa facile.

Tuttavia, se si possiedono le giuste qualifiche e si è disposti a fare sacrifici, il lavoro degli agenti segreti può essere una carriera estremamente gratificante e stimolante.

Se siete interessati a diventare un agente segreto, vi consigliamo di iniziare ad approfondire la vostra conoscenza sui servizi segreti italiani e sui requisiti richiesti per accedere alla professione.

In particolare, vi consigliamo di monitorare i bandi di concorso pubblicati dalle singole agenzie dei servizi segreti e di prepararvi al meglio per le prove di selezione.

Ricordate sempre che il lavoro degli agenti segreti richiede la massima riservatezza e discrezione, nonché un forte senso di responsabilità nei confronti della sicurezza e della privacy delle persone.

Domande Frequenti su come si fa a diventare un agente segreto

Qual è la differenza tra AISI e AISE nei servizi segreti italiani?

L’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) si occupa della sicurezza interna del Paese: controspionaggio, terrorismo interno, eversione, criminalità organizzata con valenza per la sicurezza nazionale e protezione del sistema economico-industriale italiano da ingerenze straniere. Opera esclusivamente sul territorio nazionale. L’AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) raccoglie informazioni all’estero a tutela degli interessi politici, economici e militari dell’Italia, conduce operazioni HUMINT oltre confine e protegge il personale italiano in teatri operativi esteri. Entrambe riferiscono al Presidente del Consiglio tramite il DIS (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza).

Qual è lo stipendio di un agente dei servizi segreti italiani?

Gli stipendi del personale dei servizi segreti italiani non sono pubblicamente dichiarati in modo dettagliato, in quanto rientrano nel regime di riservatezza previsto dalla Legge 124/2007. In base alle informazioni disponibili e ai contratti del pubblico impiego di riferimento, un agente in ingresso percepisce uno stipendio lordo annuo stimato tra i 28.000 e i 35.000 euro, con incrementi significativi in base all’anzianità, al livello di specializzazione e alle indennità operative (missioni, rischio, riservatezza). I dirigenti di alto livello possono superare i 70.000–90.000 euro lordi annui. Il trattamento economico è generalmente superiore alla media del pubblico impiego per compensare i vincoli di riservatezza.

Esiste un limite di età per candidarsi ai servizi segreti italiani?

Sì. I bandi di concorso per l’ingresso nell’AISI e nell’AISE prevedono generalmente un limite massimo di età compreso tra i 30 e i 35 anni per i profili operativi. Il limite può variare a seconda del profilo richiesto: per posizioni tecniche o analitiche specializzate il limite può essere più elevato. I bandi vengono pubblicati sul sito sicurezzanazionale.gov.it e nella Gazzetta Ufficiale. È fondamentale monitorare i bandi aggiornati poiché le condizioni cambiano da concorso a concorso. L’età minima è generalmente 18 anni con cittadinanza italiana e posizione regolare rispetto agli obblighi di leva (ora abolita ma ancora verificata per i nati prima del 1985).

Cos’è il nulla osta di sicurezza e come si ottiene per entrare nei servizi segreti?

Il nulla osta di sicurezza (NOS) è un’autorizzazione rilasciata dall’Autorità Nazionale per la Sicurezza (ANS) che certifica l’affidabilità di una persona nell’accedere a informazioni classificate. Per i candidati ai servizi segreti, l’iter prevede: raccolta di informazioni biografiche approfondite, indagini sui familiari e le frequentazioni, verifica dei precedenti penali e fiscali, analisi dei viaggi all’estero e dei contatti con stranieri, colloqui psicologici e poligrafici in alcuni casi. L’intero processo può richiedere mesi. Qualsiasi irregolarità — anche non penalmente rilevante, come debiti significativi o frequentazioni problematiche — può portare al diniego del NOS e all’esclusione dalla selezione.

Quali lauree aumentano le probabilità di essere selezionati dai servizi segreti italiani?

Non esiste un percorso accademico obbligatorio unico, ma alcune lauree sono storicamente privilegiate nei bandi: Scienze Politiche e Relazioni Internazionali (profili analitici e di intelligence), Giurisprudenza (profili legali e controspionaggio), Ingegneria Informatica e Cybersecurity (profili cyber), Lingue Orientali o rare (profili HUMINT per aree geografiche specifiche), Psicologia (profili di selezione e analisi comportamentale), Economia (profili di intelligence economica e finanziaria). La padronanza di almeno due lingue straniere — con l’inglese come requisito minimo — è quasi sempre obbligatoria. Le lauree STEM con specializzazione in sicurezza informatica sono tra le più richieste negli ultimi anni per la crescente importanza del cyber intelligence.

Un cittadino italiano con doppia cittadinanza può entrare nei servizi segreti?

È uno dei punti più delicati della selezione. La Legge 124/2007 e i bandi di concorso richiedono la cittadinanza italiana esclusiva o, in alcuni casi, tollerano la doppia cittadinanza con paesi NATO o UE. La doppia cittadinanza con paesi extra-NATO o considerati avversari strategici (Russia, Cina, Iran, Corea del Nord) rappresenta quasi certamente un impedimento alla selezione. Anche la cittadinanza di paesi amici non garantisce l’accesso: ogni caso è valutato individualmente nel contesto del nulla osta di sicurezza, che include la verifica di legami familiari, proprietà e interessi economici all’estero. In caso di dubbio, rinunciare alla seconda cittadinanza prima di candidarsi può facilitare il processo.

È possibile entrare nei servizi segreti italiani provenendo dalle Forze Armate o dalla Polizia?

Sì, ed è uno dei percorsi più comuni. Molti agenti operativi dell’AISI e dell’AISE provengono da carriere militari (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri) o di polizia (Polizia di Stato, Guardia di Finanza). Il reclutamento avviene sia tramite concorso pubblico aperto che tramite procedure di mobilità interna riservate al personale già in servizio nelle istituzioni di sicurezza. Chi proviene dalle Forze Speciali (GIS dei Carabinieri, Col Moschin, COMSUBIN della Marina) o da unità di intelligence militare ha un profilo particolarmente apprezzato per i ruoli operativi dell’AISE all’estero. L’esperienza operativa pregressa può ridurre significativamente il periodo di addestramento iniziale.

In cosa consistono i test psicologici e attitudinali per entrare nei servizi segreti italiani?

Le prove psicologiche sono tra le più selettive del percorso e si articolano su più livelli. Includono test di personalità strutturati (MMPI-2, Big Five), prove di ragionamento logico-deduttivo, test di resistenza allo stress e all’ambiguità, simulazioni di situazioni operative sotto pressione, e colloqui approfonditi con psicologi specializzati in profilazione. Vengono valutate: stabilità emotiva, capacità di giudizio autonomo, resistenza alla manipolazione, gestione dei segreti e delle informazioni riservate, e assenza di vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da servizi stranieri (ricatti, dipendenze, debiti). I candidati scartati in questa fase raramente ricevono spiegazioni dettagliate, in quanto il giudizio psicologico non è impugnabile.

Quanto dura l’addestramento iniziale di un agente segreto italiano?

L’addestramento iniziale — tenuto presso strutture riservate delle agenzie — dura tipicamente tra i 6 e i 18 mesi a seconda del profilo e delle competenze pregresse del candidato. Il programma include: tecniche di raccolta e analisi delle informazioni (HUMINT, SIGINT, OSINT), procedure operative sul campo, comunicazioni sicure e crittografia pratica, difesa personale e sicurezza fisica, diritto internazionale e legislazione italiana sulla sicurezza, lingue straniere avanzate, e gestione delle identità di copertura (per i profili operativi esteri). L’addestramento continua per tutta la carriera con aggiornamenti periodici, soprattutto in ambito cyber e analisi delle minacce emergenti.

Gli agenti dei servizi segreti italiani sono obbligati al segreto anche dopo aver lasciato il servizio?

Sì, in modo permanente. La Legge 124/2007 e il relativo regolamento attuativo impongono il segreto professionale a vita su tutte le informazioni acquisite durante il servizio. La violazione del segreto costituisce reato ai sensi dell’art. 261 del Codice Penale (rivelazione di segreti di Stato) con pene da 3 a 10 anni di reclusione, aggravate fino a 15 anni in caso di spionaggio o trasmissione a potenze straniere. L’ex agente non può pubblicare memorie, rilasciare interviste o collaborare con media senza preventiva autorizzazione dell’agenzia di appartenenza. Questa limitazione si estende anche ai familiari in possesso di informazioni riservate derivanti dal rapporto con l’agente.

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Autore

  • Francesco Polimeni è un esperto riconosciuto nel campo del Technical Surveillance Counter Measures (TSCM), con oltre trent'anni di esperienza nel settore della sicurezza e del controspionaggio.

    Dopo una carriera come agente della Polizia di Stato, ha fondato Polinet S.r.l. a Roma, un'azienda leader nelle bonifiche elettroniche e nella vendita di dispositivi di sorveglianza.

    Dal 2001 è Amministratore Unico della Polinet S.r.l., tra le società leader in Italia esperte in tecnologie di Controsorveglianza e Anti Intercettazioni.

    La sua specializzazione include la bonifica di microspie in ambienti privati e professionali, nonché la rimozione di localizzatori GPS nascosti nei veicoli.

    Polimeni è anche un volto noto nei media italiani, avendo partecipato a numerose trasmissioni televisive di rilievo come "Porta a Porta" e "Matrix", dove è spesso invitato come esperto per discutere di tematiche legate alla sicurezza delle informazioni e al controspionaggio.

    La sua attività non si limita alla capitale; infatti, offre i suoi servizi di bonifica in tutta Italia, mantenendo un alto livello di riservatezza e professionalità in ogni intervento.

    Francesco Polimeni è iscritto al Ruolo Periti ed Esperti dalla C.C.I.A.A. di Roma al numero *** RM-2368 *** quale "Esperto in Sistemi di Prevenzione del Crimine".

    Competenze chiave:

    - Bonifiche elettroniche e rimozione di dispositivi di sorveglianza

    - Consulenze tecniche per la prevenzione del crimine

    - Utilizzo di tecnologie avanzate per il rilevamento di localizzatori GPS

    - Esperienza pluriennale nel settore TSCM e controspionaggio

    Titolare della Licenza Ministeriale ex Art. 28 T.U.L.P.S., rilasciata dalla Prefettura di Roma, che autorizza la vendita e manutenzione di materiale per le Forze Armate e le Forze di Polizia. Certificato NATO NCAGE AL332 nel NATO Codification System, riconosciuto come fornitore ufficiale per le Amministrazioni della Difesa e gli Enti Governativi NATO. Qualificato MEPA/Consip e iscritto all'Albo Fornitori Carabinieri e al registro del Ministero della Difesa.

    - Licenza Ministeriale ex Art. 28 T.U.L.P.S.
    - Certificazione NATO NCAGE AL332
    - Fornitore qualificato MEPA/Consip — Ministero della Difesa
    - Albo Fornitori Carabinieri

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