CIA: l’AI non elimina le spie umane

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Articolo Aggiornato il 15/05/2026 da Francesco Polimeni

La CIA non teme che l’intelligenza artificiale renda obsoleti i suoi agenti sul campo. Al contrario: un’analisi pubblicata nel marzo 2026 sulla rivista accademica Studies in Intelligence — la pubblicazione ufficiale della CIA — sostiene che le spie umane diventeranno ancora più preziose proprio a causa dell’AI. L’autore è Thomas Mulligan, ricercatore alla RAND Corporation ed ex ufficiale operativo della CIA in America Latina dal 2008 al 2014.

L’AI trasforma il lavoro degli agenti sul campo

Mulligan identifica cinque aree in cui l’AI sta già cambiando le operazioni HUMINT — la raccolta di intelligence attraverso fonti umane. La prima riguarda la formazione degli agenti: con la proliferazione di tecnologie AI come reti neurali, litografia ultravioletta e progettazione proteica assistita da AI, gli ufficiali operativi devono acquisire una formazione di base sull’AI per riconoscere informazioni di valore quando le incontrano sul campo, anche senza essere esperti tecnici.

La seconda area è quella dei falsificatori potenziati dall’AI. Gli agenti doppi possono oggi usare modelli linguistici per generare informazioni false ma plausibili da passare ai loro handler, costruire identità di copertura convincenti e produrre documenti, fotografie e video deepfake a supporto delle loro invenzioni. Una minaccia che fino a pochi anni fa richiedeva il supporto diretto di un’agenzia di intelligence, ora accessibile a chiunque.

La sorveglianza diventa strangolante

La terza area — e forse la più rilevante per chi si occupa di TSCM — riguarda la trasformazione del tradecraft, l’insieme delle tecniche operative degli agenti. L’AI sta rendendo la sorveglianza controspionaggio molto più efficace e meno costosa. Droni miniaturizzati già oggi possono seguire un agente h24, operando in sciami coordinati da AI. Il riconoscimento facciale e il pattern recognition permettono ai servizi di sicurezza di identificare attività sospette senza intervento umano. L’analisi audio intercettata da microfoni fissi può essere processata in tempo reale.

Il problema, sottolinea Mulligan, non e solo la quantita dei dati raccolti, ma che l’AI puo estrarne automaticamente i segnali rilevanti da un oceano di informazioni innocue — qualcosa che fino ad oggi richiedeva risorse umane enormi e rendeva la sorveglianza sistematica praticabile solo contro le nazioni piu capaci.

Il commento di Francesco Polimeni

“Questo documento tocca direttamente il cuore del lavoro TSCM. Quello che la CIA descrive come sfida per i propri agenti sul campo e esattamente quello che vediamo emergere anche nelle bonifiche aziendali in Italia: l’AI abbassa il costo e aumenta l’efficacia della sorveglianza passiva. Un sistema di telecamere con riconoscimento facciale, droni miniaturizzati e analisi audio automatizzata non e piu fantascienza — e tecnologia disponibile oggi. Questo cambia radicalmente il profilo del rischio per dirigenti aziendali, studi legali e istituzioni che trattano informazioni sensibili. La bonifica ambientale tradizionale, focalizzata su dispositivi attivi che trasmettono segnali RF, deve evolversi per includere la valutazione di sistemi di sorveglianza passiva e AI-assisted.”

Perche le spie umane restano insostituibili

Mulligan avanza tre argomenti per cui l’AI, paradossalmente, aumentera il valore dell’intelligence umana. Il primo e economico: man mano che l’AI rende la raccolta tecnica di intelligence economica e accessibile a tutti gli stati, il vantaggio competitivo si sposta verso cio che solo le fonti umane possono fornire — accesso fisico a sistemi air-gapped, intenzioni della leadership politica, informazioni su sistemi AI di controllo di emergenza deliberatamente nascosti alle macchine stesse.

Il secondo argomento riguarda la disinformazione. L’AI produrra quantita industriali di deepfake, notizie false e comunicazioni sintetiche indistinguibili da quelle reali. In questo contesto di rumore elettronico, una fonte umana verificata e corroborata nel tempo diventa l’unico modo affidabile per distinguere il segnale dal rumore.

Il terzo argomento e tecnico: se l’AI dovesse compromettere la sicurezza della crittografia delle comunicazioni elettroniche — attraverso il phishing potenziato da deepfake, l’identificazione di falle nei protocolli o persino in combinazione con il computing quantistico — le tecniche tradizionali di comunicazione tra agenti come dead drop e brush pass tornerebbero ad essere l’unica modalita sicura di trasmissione di informazioni classificate.

Implicazioni per la sicurezza aziendale in Italia

Le analisi della CIA sul futuro dello spionaggio non sono distanti dalla realta delle aziende italiane. Lo spionaggio industriale — documentato in aumento dal Garante Privacy attraverso i procedimenti su controllo illecito dei dipendenti e data breach — si avvale delle stesse tecnologie descritte nel documento. Sistemi di sorveglianza AI-assisted, droni miniaturizzati, deepfake per frodi aziendali: sono gia operativi nel mercato consumer e accessibili a concorrenti, ex dipendenti e attori ostili.

Per le organizzazioni che trattano informazioni sensibili, il documento della CIA suggerisce implicitamente un cambio di approccio alla sicurezza fisica e alla bonifica ambientale: non piu sufficiente rilevare dispositivi attivi, ma necessario valutare l’intera architettura di sorveglianza potenzialmente presente nell’ambiente operativo.

Domande frequenti

Cosa sostiene la CIA sul futuro dello spionaggio umano nell’era dell’AI?

Secondo un’analisi pubblicata su Studies in Intelligence nel marzo 2026, l’AI non renderà obsolete le spie umane ma ne aumenterà il valore. Man mano che l’AI democratizza la raccolta tecnica di intelligence, il vantaggio competitivo si sposta verso ciò che solo le fonti umane possono fornire: accesso fisico a sistemi isolati, intenzioni della leadership e corroborazione delle comunicazioni elettroniche.

Come può l’AI essere usata per falsificare informazioni di intelligence?

Gli agenti doppi possono usare modelli linguistici per generare informazioni false ma plausibili, costruire identità di copertura convincenti e produrre documenti e deepfake. Una capacità prima riservata alle agenzie di intelligence, ora accessibile con strumenti AI commerciali.

In che modo l’AI cambia la sorveglianza controspionaggio?

L’AI rende la sorveglianza molto più efficace e meno costosa. Droni miniaturizzati possono seguire un agente 24 ore su 24 in sciami coordinati da AI. Il riconoscimento facciale e il pattern recognition permettono di identificare attività sospette automaticamente, senza intervento umano.

Quali implicazioni ha questo per la sicurezza aziendale in Italia?

Le stesse tecnologie descritte dalla CIA sono disponibili nel mercato consumer. La bonifica ambientale tradizionale, focalizzata su dispositivi attivi RF, deve evolversi per includere la valutazione di sistemi di sorveglianza passiva e AI-assisted.

Cos’è HUMINT e perché rimane rilevante nell’era dell’AI?

HUMINT è la raccolta di informazioni attraverso fonti umane. Rimane rilevante perché accede a informazioni fisicamente isolate, distingue comunicazioni reali dai deepfake, e usa tecniche non elettroniche come dead drop e brush pass, immuni alla compromissione delle comunicazioni digitali.

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Autore

  • Francesco Polimeni è un esperto riconosciuto nel campo del Technical Surveillance Counter Measures (TSCM), con oltre trent'anni di esperienza nel settore della sicurezza e del controspionaggio.

    Dopo una carriera come agente della Polizia di Stato, ha fondato Polinet S.r.l. a Roma, un'azienda leader nelle bonifiche elettroniche e nella vendita di dispositivi di sorveglianza.

    Dal 2001 è Amministratore Unico della Polinet S.r.l., tra le società leader in Italia esperte in tecnologie di Controsorveglianza e Anti Intercettazioni.

    La sua specializzazione include la bonifica di microspie in ambienti privati e professionali, nonché la rimozione di localizzatori GPS nascosti nei veicoli.

    Polimeni è anche un volto noto nei media italiani, avendo partecipato a numerose trasmissioni televisive di rilievo come "Porta a Porta" e "Matrix", dove è spesso invitato come esperto per discutere di tematiche legate alla sicurezza delle informazioni e al controspionaggio.

    La sua attività non si limita alla capitale; infatti, offre i suoi servizi di bonifica in tutta Italia, mantenendo un alto livello di riservatezza e professionalità in ogni intervento.

    Francesco Polimeni è iscritto al Ruolo Periti ed Esperti dalla C.C.I.A.A. di Roma al numero *** RM-2368 *** quale "Esperto in Sistemi di Prevenzione del Crimine".

    Competenze chiave:

    - Bonifiche elettroniche e rimozione di dispositivi di sorveglianza

    - Consulenze tecniche per la prevenzione del crimine

    - Utilizzo di tecnologie avanzate per il rilevamento di localizzatori GPS

    - Esperienza pluriennale nel settore TSCM e controspionaggio

    Titolare della Licenza Ministeriale ex Art. 28 T.U.L.P.S., rilasciata dalla Prefettura di Roma, che autorizza la vendita e manutenzione di materiale per le Forze Armate e le Forze di Polizia. Certificato NATO NCAGE AL332 nel NATO Codification System, riconosciuto come fornitore ufficiale per le Amministrazioni della Difesa e gli Enti Governativi NATO. Qualificato MEPA/Consip e iscritto all'Albo Fornitori Carabinieri e al registro del Ministero della Difesa.

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    - Albo Fornitori Carabinieri

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