Articolo Aggiornato il 25/05/2026 da Francesco Polimeni
Dossier: Un database trapelato dal dipartimento di sicurezza pubblica della provincia cinese di Hebei ha rivelato l’esistenza della “Dynamic Control Platform for Foreigners” — un sistema integrato di sorveglianza che raccoglie in un unico pannello di controllo dati di riconoscimento facciale, registri visti, check-in hotel, prenotazioni voli, pagamenti digitali, tabulati telefonici e attività delle app di ogni straniero presente in Cina. La piattaforma è stata scoperta dal ricercatore di cybersecurity NetAskari e analizzata dal quotidiano britannico The Telegraph. Come da aprile 2026 vengono ancora aggiunte nuove funzionalità.
Se hai mai visitato la Cina per affari, giornalismo o ricerca, esiste una cartella con il tuo nome. Sa dove sei stato, chi hai incontrato, con chi continui a mantenere contatti. Non è un’ipotesi — è documentato.
Contenuto
- Cosa contiene il database trapelato
- La mappa delle relazioni: un Dossier su chi conosci è chi sei
- L’infrastruttura: 700 milioni di telecamere con AI integrata per i Dossier
- Chi è nel mirino dei Dossier
- Le implicazioni operative per chi viaggia in Cina
- Domande frequenti FAQ sul Dossier
- La piattaforma cinese traccia solo i cittadini stranieri o anche i turisti?
- Come fa il sistema a riconoscere una persona senza che si identifichi?
- Un telefono usa e getta protegge dalla sorveglianza cinese?
- Chi sono i soggetti prioritari nel database?
- Cosa deve fare chi deve viaggiare in Cina per ragioni professionali sensibili?
- Autore
Cosa contiene il database trapelato
I file trapelati offrono uno sguardo raro su come le autorità cinesi raccolgano e combinino enormi quantità di informazioni per costruire profili dettagliati degli individui. La piattaforma raccoglie dati da telecamere di riconoscimento facciale, domande di visto, check-in negli hotel, prenotazioni aeree, tabulati telefonici e persino sistemi di localizzazione. Le autorità sono in grado di monitorare i movimenti delle persone, i contatti, la storia di viaggio e le attività quasi in tempo reale.
Studenti stranieri, coniugi stranieri di cittadini cinesi e persino giornalisti stranieri — incluso quello del Telegraph — erano inclusi nei dati sensibili come parte del programma. I dati permettono allo Stato di tracciare istantaneamente dove si trovano i cittadini americani, britannici e di altri paesi all’interno della Cina, chi incontrano, i loro movimenti passati e chi frequentano regolarmente.
Il pannello di controllo non è un archivio statico. Secondo NetAskari, che ha monitorato la piattaforma da gennaio, ad aprile 2026 venivano ancora aggiunte nuove funzionalità, tra cui “ricerca mappa relazionale” e “situazione di polizia giornaliera”.
La mappa delle relazioni: un Dossier su chi conosci è chi sei
Il dettaglio più inquietante non è la raccolta dati in sé — è la relational map. Il sistema non si limita a tracciare dove vai: costruisce una rete visuale di chi incontri, con quale frequenza, e chi di quei contatti è a sua volta monitorato.
Tra i modi per filtrare i dati disponibili c’è la possibilità di cercare “fuggitivi”, giornalisti stranieri, persone in viaggio, e persone provenienti da Hong Kong, Macao o Taiwan. Alcuni record individuali, incluso quello della corrispondente del Telegraph, sono contrassegnati come “tracciabili”. Non è chiaro perché alcune persone siano marcate in questo modo, ma i giornalisti categorizzati come tali hanno coperto per anni le violazioni dei diritti umani in Cina.
Sophia Yan, ex corrispondente dalla Cina per il Telegraph, ha dichiarato che la piattaforma poteva ricostruire quasi ogni passo compiuto nel paese e far emergere i suoi contatti. Non solo i contatti cinesi — tutti.
L’infrastruttura: 700 milioni di telecamere con AI integrata per i Dossier
La piattaforma non funziona in isolamento. Si appoggia alla rete di sorveglianza più estesa al mondo. La Cina dispone di oltre 700 milioni di telecamere di sorveglianza con riconoscimento facciale integrato — circa una telecamera ogni due persone. In questo contesto, i “vecchi trucchi” anti-sorveglianza semplicemente non funzionano.
Un telefono usa e getta non aggira il riconoscimento facciale. Una SIM anonima non cancella la tua presenza fisica davanti a una telecamera. Pagare in contanti in un paese a pagamento digitale quasi universale non rende invisibili — ti rende anomalo, il che è peggio.
Chi è nel mirino dei Dossier
La piattaforma non è indiscriminata — ha categorie operative precise. Dossier sui giornalisti, accademici, diplomatici, ricercatori, uomini d’affari stranieri con contatti sensibili. Chiunque rappresenti un potenziale vettore di informazioni verso l’esterno o un contatto con dissidenti, attivisti, soggetti monitorati.
La Cina è classificata come terza peggiore nel World Press Freedom Index, appena sopra Corea del Nord ed Eritrea, ed è il più grande carceriere di giornalisti con 121 professionisti dei media dietro le sbarre. La piattaforma non è uno strumento di sicurezza nazionale nel senso convenzionale — è uno strumento di controllo dell’informazione.
Le implicazioni operative per chi viaggia in Cina
Per chi si occupa di sicurezza delle comunicazioni e controspionaggio, questo database conferma una verità operativa fondamentale: la minaccia di sorveglianza in Cina non è digitale o fisica — è entrambe simultaneamente, integrate in un sistema unico.
Le contromisure tradizionali pensate per ambienti occidentali non sono sufficienti. Qualsiasi dispositivo portato in Cina deve essere considerato compromesso al rientro — non per via di un attacco diretto, ma perché l’infrastruttura di rete cinese consente l’intercettazione a livello di operatore. Qualsiasi contatto stabilito nel paese è potenzialmente profilato e inserito nella mappa relazionale.
Il protocollo operativo minimo per chi deve entrare in Cina per ragioni professionali sensibili include dispositivi dedicati usa e getta, comunicazioni cifrate end-to-end, nessun accesso a servizi cloud occidentali dalla rete cinese, e una debriefing tecnica al rientro.
Polinet S.r.l. fornisce consulenze operative di sicurezza per trasferte in paesi ad alto rischio di sorveglianza, operando dal 2001 con licenza ex Art. 28 T.U.L.P.S. e codice NATO NCAGE AL332. Contattaci su spiare.com per una valutazione riservata.
Fonti: The Telegraph, StratNews Global, Yahoo News — ricerca originale: NetAskari
Domande frequenti FAQ sul Dossier
La piattaforma cinese traccia solo i cittadini stranieri o anche i turisti?
Traccia chiunque entri in Cina con passaporto straniero — turisti, uomini d’affari, giornalisti, accademici, studenti, diplomatici e persino coniugi stranieri di cittadini cinesi. Il sistema si attiva dal momento dell’ingresso nel paese tramite i dati del visto e del passaporto, e continua a raccogliere informazioni per tutta la durata del soggiorno e oltre, attraverso la mappa relazionale dei contatti stabiliti.
Come fa il sistema a riconoscere una persona senza che si identifichi?
La rete cinese conta oltre 700 milioni di telecamere con riconoscimento facciale integrato. Il volto viene acquisito all’ingresso in aeroporto o al valico di frontiera e da quel momento ogni telecamera nella rete può identificare la persona in tempo reale. Un telefono usa e getta o una SIM anonima non aggirano questo sistema — il riconoscimento facciale funziona indipendentemente dal dispositivo mobile.
Un telefono usa e getta protegge dalla sorveglianza cinese?
No. È uno dei malintesi più diffusi. Il telefono usa e getta non aggira il riconoscimento facciale, non impedisce il tracciamento dei pagamenti digitali — quasi obbligatori in Cina — e non elimina i check-in obbligatori negli hotel che alimentano il database. Protegge solo parzialmente dalle intercettazioni delle comunicazioni, ma non dalla sorveglianza fisica integrata che è il cuore del sistema.
Chi sono i soggetti prioritari nel database?
La piattaforma include filtri specifici per giornalisti stranieri, cittadini dei paesi Five Eyes — Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti — persone in viaggio, fuggitivi e soggetti provenienti da Hong Kong, Macao e Taiwan. Alcuni profili individuali sono contrassegnati come “tracciabili” — una categoria riservata principalmente a giornalisti che hanno coperto violazioni dei diritti umani in Cina.
Cosa deve fare chi deve viaggiare in Cina per ragioni professionali sensibili?
Il protocollo operativo minimo include: dispositivi dedicati usa e getta da non riportare in Italia, nessun accesso a servizi cloud occidentali dalla rete cinese, comunicazioni cifrate end-to-end, nessun contatto con persone sensibili tramite dispositivi personali, e una verifica tecnica dei dispositivi al rientro. Una consulenza operativa pre-viaggio è fortemente consigliata per chi tratta informazioni riservate.
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