L’ultima grande spia della Guerra Fredda

Il presidente russo Vladimir Putin ha già fatto gli auguri al celebre agente per il suo novantesimo compleanno. E’ quanto si legge in un comunicato del Cremlino, riporta “RIA Novosti”. “Lei con i suoi colleghi ha dato un grande contributo al mantenimento della pace, garantendo la sicurezza”, si legge nel messaggio. La russa ‘ Zvezda TV ‘ ha trasmesso un documentario su Blake a celebrazione del suo genetliaco. “Gli spettatori avranno la possibilità di vedere delle immagini in anteprima girate a Londra e Berlino nei posti in cui ha lavorato la leggendaria spia”, dice il portavoce dei servizi segreti di intelligence russi Sergej Ivanov. Blake segue ancora con interesse gli eventi in Russia e nel mondo, “sua moglie gli legge i giornali e anche gli ultimi libri”, racconta Ivanov.

Blake continua a incuriosire giornalisti russi e di tutto il mondo, ma negli ultimi anni le sue condizioni di salute lo hanno costretto a restare fuori dalla scena. “Ama passeggiare nei dintorni della sua abitazione, appena fuori Mosca”, racconta ancora Ivanov. George Blake nasce l’11 novembre 1922 a Rotterdam. Durante l’occupazione nazista la madre e la sorella volano in Inghilterra mentre George, che all’epoca ha 17 anni, resta in Olanda per combattere a fianco della Resistenza. “Trascorsi tutta la mia giovinezza in guerra, assistendo agli orrori dell’occupazione. Il 10 maggio 1940 i nazisti bombardarono Rotterdam, la città fu messa a ferro e fuoco, 31.000 edifici furono distrutti”, ricorda lui.

Nel 1942 George decide di andare in Inghilterra per continuare a lottare contro i nazisti. Attraversa la Francia con un passaporto falsificato e giunge oltremanica, dove dall’anno seguente lavorerà in marina. Due anni dopo si trasferisce presso la sezione olandese dei servizi segreti britannici, con la fine del nazismo viaggia in Olanda per ricostruire i legami con la rete britannica di intelligence presente nel Paese. Poco dopo gli accordi di pace, i servizi segreti occidentali si concentrano sul nuovo nemico, l’Unione Sovietica, Blake si reca ad Amburgo a raccogliere informazioni sulle forze sovietiche in Germania. E’ lì che nasce il suo interesse per la lingua russa. Quando gli ufficiali scoprono che stava imparando il russo da autodidatta, decidono di organizzare lezioni di lingua per poterlo far lavorare contro L’Unione Sovietica.

Nel 1948 Blake si trasferisce presso la stazione SIS (MI6) di Seul. Lì raccoglie informazioni sull’Estremo oriente sovietico: Primor’je, Siberia e Manciuria, ma viene catturato dalle forze comuniste quando scoppia la guerra di Corea nel 1950 e durante i 3 anni di prigionia, diventa comunista anche lui. Nel 1951 riesce a far avere una lettera all’Ambasciata russa tramite un ufficiale coreano per richiedere un incontro con un membro dei servizi segreti. Dopo l’incontro Blake comincia a cooperare con l’ intelligence sovietica fornendo informazioni top secret sui servizi britannici. Nel 1953 fa ritorno a Londra dove continua a lavorare per la SIS HQ.

Per l’Unione Sovietica, Blake è ormai una figura chiave. Durante un incontro con la CIA viene deciso di costruire un tunnel per intercettare i sovietici in Germania e Blake viene usato da Mosca per mandare false informazioni in Gran Bretagna. L’Unione Sovietica scopre così, grazie a lui, l’esistenza del tunnel, mandando all’aria l’operazione “Stopwatch/Gold” con grande sorpresa dei britannici. I connazionali non sospettano di Blake, che ormai ha ottenuto un incarico di grande rilevanza nei servizi segreti, ma quando la spia polacca Mikhail Goleniewski decide di passare all’Occidente nel 1961 rivelerà il suo tradimento.

Chiamato a rispondere alle accuse del collega polacco, George viene condannato a 42 anni di prigione, scontandone solo 4. Nel 1965 riuscirà, con l’aiuto di diversi simpatizzanti, a scappare dalla Gran Bretagna e raggiungere Mosca attraverso Berlino. Adesso Blake è Colonnello dei servizi segreti russi e vive a Mosca. Gli sono state conferite diverse medaglie al valore (Lenin, Bandiera Rossa, Grande Guerra Patriottica, etc.) e onori, incluso quello riservato agli ufficiali di Stato.

Fonte Globalist

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