Rilevatori Microspie e Contro Spionaggio nel Conclave 2013. Intervista a Francesco Polimeni esperto in contromisure elettroniche TSCM

rilevatori-microspie-francesco-polimeni-iospioRilevatori microspie al Conclave in Vaticano.

Francesco Polimeni, intervistato come esperto in materia di contro spionaggio elettronico dall’emittente televisiva Tedesca RTL, mostra alcuni rilevatori microspie per la bonifica ambientale da microtelecamere e microspie, utilizzati per impedire la fuga di notizia mediante utilizzo di microspie o altri dispositivi di spionaggio idonei ad intercettare le conversazioni dei cardinali durante lo svolgimento del Conclave nella Cappella Sistina.

Nell’ intervista Francesco Polimeni spiega i possibili scenari di spionaggio ed intercettazioni e di probabili contromisure intraprese dai servizi segreti del vaticano durante il Conclave 2013 che si svolgerà come di consueto nella Cappella Sistina.

Non si sa ancora quando comincerà il conclave ma il recinto dell’elezione pontificia (cappella Sistina e residence Santa Marta) è da giorni «sotto bonifica mediante rilevatori microspie». Si vuole scongiurare il ripetersi dello «strappo» del 2005 quando un cardinale tedesco riuscì a comunicare all’esterno l’elezione di Joseph Ratzinger permettendo a una tv in Germania di dare l’annuncio prima dell’«Habemus Papam» del protodiacono. Per questo verrà attivata la «gabbia di Faraday», un sofisticato dispositivo in grado di disturbare le trasmissioni delle microspie.

Contro il furto di documenti i Sacri Palazzi sono infestati di microspie. Il conclave ai tempi di Vatileaks è anche un gioco di specchi tra quelli che hanno messo le microspie e quelli che debbono rimuoverle con i rilevatori di microspie. Occorre conciliare due esigenze: la sicurezza della Curia e la segretezza dell’elezione pontificia. In Segreteria di Stato spiegano che è «come per la conversione post-bellica». La caccia ai «corvi» ha legittimato misure eccezionali che in sede vacante si rivelano una minaccia alla riservatezza. Un apparato «pesante» da «tempi di guerra» che ora va riadattato alla delicatissima fase «pacifica» della scelta del Pontefice. Già adesso è schermata l’Aula del Sinodo dove si svolgono gli incontri pre-conclave per impedire l’utilizzo dei cellulari ed è stata disattivata la rete wireless al punto da provocare il black out comunicativo nelle vicine postazioni-stampa. Durante l’elezione pontificia sarà sorvegliato il percorso degli elettori tra Santa Marta e la Cappella Sistina e si sta pensando anche alla loro perquisizione. Il rischio è una fuga di notizia anche con mezzi informatici o tecnologici.

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