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Migliori film di spionaggio

film di spie

Migliori film di spionaggio. Nella cinematografia fin da sempre vi è una figura che forse più di tutte emana intorno a sè un alone che attrae in modo particolare.

Tra principi che cercano l’amore della vita, supereroi che devono salvare l’umanità, serial killer che desiderano decimare la popolazione disseminando indizi in ogni dove, ecco un ruolo nel cuore di tutti i cinefili: la spia.

Il personaggio dalla vera identità spesso avvolta nel mistero che con infinito coraggio si lancia indomito in missioni impossibili saltellando tra location del tutto esclusive (quasi sempre facendo incontri particolarmente galanti), ha sempre un potere attrattivo degno di una calamita.

Ovviamente infiniti sono i film basati sulla narrazione delle intrepide peripezie del beniamino di turno. Eccone, però, 3 che tra i migliori film di spionaggio non possono mancare nella mente ed occhi degli amanti del cinema:

1 – I tre giorni del condor (1975)

Ecco un cult assoluto della categoria “spionaggio” immancabile nella videoteca dei cineasti. Questo film diretto da Sidney Pollack ed uscito nel 1975 è un’adattamento cinematografico di un romanzo di spionaggio dello scrittore James Grady dallo sfondo politico statunitense.

Impiegato come lettore della letteratura mondiale da decriptare nella CIA, sfugge fortunosamente in una giornata piovosa all’esecuzione senza scrupoli di tutti i collaboratori del suo ufficio.

Turner (nome in codice Condor) da lì in poi vivrà i 3 giorni più pericolosi ed intriganti della sua vita. Sfuggirà alla caccia ai suoi danni da parte degli assassini? Chi ha avuto il potere ed autorità di poter dare l’ordine per quel massacro? Di chi potrà fidarsi?

Cosa c’è all’ombra di quell’evento che gli cambierà la vita?

Questo capolavoro del cinema a stelle e strisce è una denuncia (non troppo velata) verso i servizi segreti e le modalità nell’eseguire loro obiettivi.

Superlative le interpretazioni attoriali di Robert Redforf e della bella e ammaliante Mia Farrow. Struggenti sono gli spezzoni girati all’interno dell’indimenticato World Trade Center di New York.

2 – La cena delle spie (2022)

L’ultimo arrivato tra i migliori film di spionaggio e tra i spy-story è del tutto atipico. Interamente ambientato attorno ad un tavolo di un ristorante super-lusso sul mare in California, racconta l’incontro di 2 spie dopo alcuni anni da un attentato terroristico che ha stravolto le loro vite e carriere. Tanto da non farli mai più incontrare da allora nè proseguire la loro storia sentimentale.

Tra reminiscenze e flash-back continui riguardanti quel tragico evento che è costato la vita a decine di persone all’interno di un aereo, è una partita a scacchi psicologica nei meandri e segreti l’uno dell’altra. Incaricati di gestire quel dirottamento dalla loro sezione di Vienna, qualcosa va drammaticamente storto.

Forse a causa di una fuga di notizie dal loro stesso ufficio, tutto finisce malissimo. Tanto da far decidere a lei (Celia) di lasciare l’agenzia e troncare con lui (Henry). Dopo 8 anni lui viene incaricato di interrogare i suoi ex colleghi a seguito di una soffiata di uno dei terroristi poi arrestato riguardante l’aiuto ricevuto da parte di una talpa tra loro.

Sarà una cena o un interrogatorio? Chris Pine (il giovane ferroviere di Unstoppable) e Thandiwe Newton (la moglie senza speranza de La ricerca della felicità) hanno tanto da raccontarsi. Davvero tanto.

Il tutto alla ricerca condivisa di un’eventuale traditore nel loro staff. Sarà vero?

Chi dirigerà la conversazione?

Quali sono i segreti ancora occulti da far emergere?

Chi merita di pagarne le conseguenze seppur siano passati molti anni?

Le vicende lavorative inerenti i loro ruoli ricoperti nella CIA si intrecciano a quelle sentimentali vissute appassionatamente tra i 2.

Anche con un certo imbarazzo, visto che lei è ormai sposata ma i sentimenti reciproci sembrano essere ancora vividi. Nonostante la narrazione non sia particolarmente veloce ma piuttosto blanda, ogni dettaglio raccontato e soprattutto il finale meritano la massima concentrazione e attenzione. Da vedere al fianco della propria amata ma con gli occhi fissi sullo schermo fino all’ultimo momento.

3 – Il ponte delle spie (2015)

Meritevole in assoluto di una menzione, questo film di spionaggio è basato su una storia realmente accaduta ma sconosciuta ai molti. Regia di Steven Spielberg con il contributo nella sceneggiatura dei fratelli Cohen.

Non c’è nient’alto da dire. E’ il racconto di una delicatissima ed avvincente trattativa di scambio tra 2 prigionieri tra le potenze mondiali USA e URSS durante la Guerra Fredda nel febbraio del 1962.

Da un lato la spia russa Abel nelle mani degli Stati Uniti e dall’altro un giovane pilota americano catturato vivo in seguito alla caduta col suo aereo spia su territorio russo durante una segreta ricognizione.

Se da un lato il pilota subisce angherie e torture psicologiche per ottenere informazioni militari, tutt’altro trattamento “democratico” riceve la spia russa.

L’eccezionale Tom Hanks interpreta l’avvocato Donovan che accetta di prenderne le sue difese durante un equo processo dai sani principi cardine della Costituzione.

Quando, però, è notizia di cronaca la cattura del pilota, Abel viene trasformato in una merce di scambio e Donovan nel perfetto negoziatore con l’acerrima nemica russa. Il titolo del film si rifà al noto Ponte di Glienicke, luogo in cui avvenne il sospiratissimo scambio di prigionieri e confine tra la Berlino divisa in Est ed Ovest.

Nell’intermezzo numerose sono le vicissitudini, tutte da conoscere, dell’avvocato nella gelida Germania lontano dalla sua famiglia e in un contesto storico e di vita abissalmente differenti dalla sua nazione.

Quali situazioni più grandi di lui dovrà affrontare?

Quali abilità dovrà mettere in atto per portare a casa una missione impossibile?

Come si comporterà davanti ai compromessi ai quali si imbatterà l’uomo “tutto d’un pezzo” dagli alti ideali pur di raggiungere l’insperato obiettivo?

La ricostruzione storica e politica di questo poco noto episodio e le sue connotazioni etiche e morali rendono questo film, vincitore di 1 Premio Oscar per Mark Rylance (Abel) come miglior attore non protagonista, assolutamente imperdibile.

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